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a cura di Emma Dovano

22/12/05 - ENCHANTÉE, INCANTATA

Buongiorno montagne duemilasei

Montagna incantata. In francese, con una lieve variante di genere, è anche un saluto a chi per qualche motivo ci affascina, per bellezza o personalità. Enchanté: incantato.
Esattamente l'effetto di stupore che ci fa la montagna. D'inverno con le sue velature trasparenti di azzurro e di grigio e bruno smorto e viola. O l'incanto quando è bella verde, verdissima a primavera o ancora quando vediamo le nuvole di nebbia a metà costa o l'effetto dell'acqua che salta violenta sulle rocce e si nebulizza e dà un'eccitazione infantile a starci sotto.
Questo è anche l'effetto che ci vuole dare il libro che la Provincia ha voluto come vetrina delle montagne dove si svolgeranno i giochi invernali. Un libro di lusso, con la prefazione del brillante Massimo Gramellini che racconta con ritagli confidenziali il suo rapporto con la montagna.
Più di centosessanta scatti d'autore ci parlano di bellezze paesaggistiche, di costumi, di tradizioni musicali e gastronomiche. Di bellezze architettoniche: i campanili a impianto romanico di Cesana, la chiesa di San Restituto, quello antico della Parrocchiale di Bardonecchia, di Susa, della parrocchia di Sauze d'Oulx; le fontane di Chiomonte e di Salbertrand.
Fotografie che parlano di pezzi di vita dipinti sui muri o su tele di iuta in bella mostra nella piazzetta di un paese: la coltivazione del grano, la preparazione del pane portato a cuocere nel fourn , il forno ancora utilizzato oggi -e non solo per i turisti- nel comune di Usseaux in alta Val Chisone. Ci sono quaranta murales in questo paese; in una borgata più su, sui muri delle case in pietra, molte del 1700, decine di meridiane dipinte, pensieri saggi e indovinelli su quel che passa e quel che bisogna sapientemente trattenere.
A pagina 95 del libro un nonno autorevole dipinto su un muro della via principale di Usseaux e una bambina col costume tradizionale, nei colori turchese, nero e rouches e nastri color rosso amaranto sul cappello a cuffia, la barette bòse.
I colori fanno la montagna incantata. L'azzurro trasparente e freddo del cielo sul Forte di Fenestrelle, quando è inverno e la natura si ritrae in sé, quando i colori assumono un particolare magnetismo, diventano come profondi, lì come sopra il tempio valdese a Luserna San Giovanni; in splendide tonalità di grigio a Chiomonte, sopra i filari di viti addormentate.
Un velo di tulle rosa sul bianco del Rocciamelone. Un blu esagerato sullo Chaberton, sulla Punta Sommeiller, sul monte Thabor; blu mischiato all'indaco su Pinerolo e su Susa; striato di bianco sulle cime di 3000 metri della Val Troncea, angolo incontaminato della Val Chisone, dove le pecore e le mucche pascolano e riposano belle tranquille nei prati.
E ancora blu-nero-ceruleo il colore delle uve Avanà, vitigno autoctono della Val di Susa.
Il verde lucido e cupo dei meli a Ramats, quello chiaro, nuovo, che evoca tranquillità a Pian dell'Alpe, ai margini del parco dell'Orsiera o a Bout du Col verso il Lago Verde.
Il giallo del prato di tarassaco fiorito a Venaus.
Il viola cangiante dei costumi di Oulx.
Il colore rosa dell'erba serpentina fiorita sulle sponde del lago del Moncenisio o a Conca del Prà, luogo di pace -dice la didascalia della foto.
Il rosso acceso delle bacche delle rose canine dipinte da Tino Aime.
E l'arcobaleno pieno di colori sfumati che attraversa una cascata vicino alla splendida Abbazia della Novalesa.
Ci possiamo fantasticare sui colori, possiamo pensare che evochino dei messaggi, la cultura poi ha messo in gioco filosofie, tradizioni, fatti storici. Abbiamo come l'impressione di reagire in modo diverso a seconda della straordinaria quantità delle gradazioni dei colori, delle luci che ci stanno dentro, ogni sfumatura ci evoca cose diverse, ricordi, parole che sono fatti avvenuti proprio lì guardando quell'ombra, quella tonalità. I fotografi e gli artisti lo sanno.
Per questi colori saliamo in montagna: per fare un inventario, e sapere di rimanere ancora una volta incantati. Solo per questo.

(ed)

Provincia di Torino - Buongiorno Montagne duemilasei, introduzione di Massimo Gramellini, fotografie di Livio Bourbon e Bruno Allaix, Priuli & Verlucca Editore.

 

Ultimo aggiornamento: 22/08/2011


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