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a cura di Emma Dovano

18/01/06 - IL FORTE DI VINADIO: UN MURO CONTRO L'INVASORE

Il forte di Vinadio

1800 uomini, un armamento effettivo di circa 45 bocche da fuoco a disposizione, una polveriera ben fornita e una consistente riserva di viveri sono alcune delle cifre del grandioso fronte bastionato in pietra che sbarrava la valle Stura a Vinadio. Una macchina difensiva, articolata in più fortificazioni staccate, contro le provenienze d'alta valle, di là del colle della Maddalena, dalla Francia, alternamente amica e nemica.
Nasce nella seconda metà dell'Ottocento, il suo destino è stato vario secondo le circostanze. Spogliato della sua artiglieria, inviata a irrobustire il fronte austriaco, durante la Grande Guerra divenne campo di prigionia per prigionieri austriaci. Nel dopoguerra fu caserma e deposito d'artiglieria. In vista dell'attacco alla Francia nella seconda Guerra Mondiale fu riutilizzato come vallo anticarro. Dopo il '43 i partigiani vi recuperarono vario materiale.
Oggi, dopo anni di abbandono, di predazioni varie e di costruzioni irriguardose a ridosso delle sue mura, sono stati avviati qua e là timidi e forse non sempre adeguati interventi di restauro.
L'autore del libro Pier Giorgio Corino ha rintracciato foto dettagliate negli archivi militari dei servizi segreti francesi, sono qui riprodotte insieme a foto recenti e a numerose piante dell'opera.
La vivacità del racconto e la chiarezza del linguaggio rigoroso e diritto come una fucilata si avvalgono anche di un glossario che aiuta il profano di architettura militare a orientarsi tra caponiere, rampari, rivellini e così via.

(ed)

Pier Giorgio Corino, Forte di Vinadio, Torino, Edizioni del Capricorno, 2004, pagine 56, € 12.

 

Ultimo aggiornamento: 22/08/2011


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