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a cura di Emma Dovano

03/04/07 - UNA RIVISTA DI PREGIO

Storia e storie

Le storie di Bra , con la s minuscola, così Fabio Bailo e Carlo Petrini illustrarono e vollero presentare la rivista a Gina Lagorio nel 2004. Le chiesero anche di prendere in prestito il titolo di un capitolo del suo Elogio alla zucca che diceva 'Bra, o della felicità' per la testata.
Dopo poco Gina Lagorio se ne andò, da allora sono usciti sette numeri e le Storie di Bra hanno preso la maiuscola: i fatti raccontati, le fotografie, i ricordi sono la Storia. Quella dei conciatori soci della cooperativa di G.B.Gallarato (fine 800); le signore della conceria Boglione che -anni Cinquanta- lavoravano e rifinivano le pelli con operazioni di inchiodatura e ingrasso, tutto a mano, sui tavolacci: queste signore fanno la Storia.
Così come la numerosissima famiglia di Raimondo Testa che affittava dal cavaliere Asselle la cascina Quinto Bianco, a un passo da Bra, famiglia numerosa che nella rivista è fotografata insieme al proprietario, e anche ai lavoratori della borgata, agli animali, buoi e cavalli che allora avevano una parte molto importante.
Non c'è nessuna ragione che siano considerate storie minori.
Insieme ai tennisti di pagina 65, chiaramente di famiglie agiate - nella foto tutti vestiti in modo raffinato, le donne elegantissime, abiti con grandi colletti e cappelli, la bambina con una coroncina di fiori tra i capelli e il bambino col cappello da marinaretto - insieme alle decine di uomini in posa per la festa di leva, con tanto di gagliardetto, coccarde, foulard legato al collo, qualche fiore. Questa la storia dei Braidesi.
C'è anche un nipote di nonno Bindi (il grande Bobbio) che racconta di sé e del suo illustre progenitore; anche Giovanni Saffirio, ora negli Stati Uniti, parla della sua infanzia nelle pagine chiamate provinciali per orgoglio , e ricorda come l'identità familiare -siamo a inizio 900- si conservasse anche con l'imposizione del nome di nonni e zii, addirittura con un doppio nome per non scontentare né il nonno da parte di madre né, caso mai, la Madonna dei Fiori, festeggiata il giorno della nascita.
Alla fine del testo, i profili biografici degli autori dei pezzi, compresa la biografia di Giovanni Pascoli di cui si legge, a pagina 50, l'omaggio che fece a Edoardo Brizio a pochi giorni dalla sua morte.
Molto bella questa rivista. Bella e signorile anche come oggetto -oltre, è chiaro, il contenuto che è grande qualità. L'iconografia richiama i lettori, si sa. Ci si riconosce, si ricorda e si cerca qualcuno che senz'altro si è visto per le vie o nei cortili o di cui si è sentito parlare.

(ed)

Bra "o della felicità", Istituto Storico di Bra e dei Braidesi, numero di Marzo 2007, pagine 112

 

Ultimo aggiornamento: 22/08/2011


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