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a cura di Emma Dovano

18/12/07 - A TORINO IN FONDO ALLE VIE

A Torino in fondo alle vie

È da brivido la panoramica di due metri e venti allegata al libro con la visione dell'arco alpino visibile dal Monte dei Cappuccini. Impressiona sapere che è la cornice della nostra città, è quello che, in fotogrammi, possiamo vedere in fondo ai rettilinei e ai viali di Torino, con effetto di strana vicinanza e di linee e forme ingigantite.
Sembra che subito dopo il cavalcavia di corso Francia, quello sulla ferrovia per la Valle di Susa, ci sia subito il Rocciavrè, la Cristalliera, la punta Pian Paris. Sembra che, arrivati a Porta Susa, dopo una bella coda su via Cernaia, possiamo scendere dall'auto (e farla sparire), indossare la giacca di piuma e gli scarponi e partire per il monte Civrari, immediatamente: è subito lì , con la sua gigantesca mole grigio-viola, la cima quasi pianeggiante, con dietro la Croce Rossa e la Punta d'Arnas, innevate.

Cioè a Torino godiamo di questa fortuna: abbiamo le montagne al fondo delle vie. "Anche le vie più brevi sembrano ugualmente sovrastate dai monti che appaiono al di sopra dei tetti delle case".
Poi, altre volte, la stessa cima -il monte Lera della Valle di Viù- che per lo più scompare nella coperta di foschia, in alcuni giorni si vede luccicante, sclinta (come direbbe Bianca Dorato), sopra l'orologio del Palazzo del Comune, vista da via Palazzo di Città.
Così come da via Maria Vittoria da un verso si vede la 'montagna' di Torino, la collina, e dall'altro, guardando nella direzione in cui guarda Cavour da piazza Carlina, ancora la Punta d'Arnas e il Civrari: come da via Principe Amedeo, via Bertola, via Verdi: sovente, quando l'aria è offuscata, si notano appena pallide e velate; altre volte si delinea solo la linea superiore, altre -nelle giornate ventose- il profilo si ingigantisce e ci sovrasta, in un'apparenza più virtuale che reale.
Torino per questo è unica al mondo.

Torino, creata come capitale europea tra il Seicento e i Settecento, ampliata con i grandi viali ottocenteschi, divenuta area metropolitana nel Novecento sugli assi che conducevano alle residenze sabaude, è oggi la città che vive dentro uno straordinario paesaggio storico e naturale.
Il prof. Faraggiana parla della scoperta della città come "un osservatorio: i tracciati stradali in ogni direzione inquadrano, a settori, l'intero campo visivo sull'arco alpino. ..Le vie considerate guide di osservazione delle montagne, quasi come cannocchiali puntati su obiettivi fissi.".
La planimetria della città, nelle prime pagine, segnala il preciso punto di ripresa delle fotografie e la direzione, esattamente l'orientamento della macchina fotografica, con uno zoom del centro città.
Nel testo, al fondo di ogni pagina, c'è la miniatura della foto panoramica, in cui è riportata la posizione delle montagne che sono lo sfondo naturale delle vie e dei viali. "Non è detto che la scelta della direzione di alcuni viali non sia in qualche misura dipesa dalla visuale offerta da chi li percorreva. ." .

E' viva l'ipotesi che la pianta di Torino, nel tempo, sia stata costruita anche per questo: perché in fondo alle vie si vedesse una porzione delle Alpi.
Ad esempio "è accaduto per corso San Maurizio, che poteva essere tracciato anche con un'angolazione diversa, essendo costruito alla base dei bastioni demoliti per chiudere il circuito dei viali esterni alla città. Tra le motivazioni non dichiarate che hanno condotto ad individuarne la direzione, è possibile che abbia avuto peso anche la visuale del Gran Paradiso". Stupendo.
Gran Paradiso che ora si vede anche da via Antonio Cecchi, da via Stradella, da via Venaria.
Siamo abituati, il nostro sguardo è ormai sicuro di vedere 'la maestosa e perenne invariabilità delle montagne', ci rassicura, ci dà respiro sapere di questa cornice straordinaria.
Da leggere questo volume, farne un regalo per il prossimo Natale, anche agli Amministratori della città. Utile, oltre che bellissimo. Per nutrire la certezza che la visuale in fondo alle vie rimanga sempre questa. Per un solo motivo: perché è eccezionale.

(ed)

Giorgio Faraggiana, In fondo alle vie di Torino. La città e le Alpi, Editris Duemila, Torino, 2005, pagine 208 e due fotografie panoramiche di 220 cm, € 32

 

Ultimo aggiornamento: 22/08/2011


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