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a cura di Emma Dovano

17/01/08 - SUITE AL SERVIZIO DELLA MEMORIA E DELLA TERRA

Evoa

Questa volta non è un libro: è un cd. Uno particolare.

Intanto bisogna ascoltarlo con le cuffie: non tutta la musica ha bisogno di entrare dentro come questa Evoa. Altra può essere diffusa a tutto volume dalle casse, in esterno, anche quella bella, anche quella classica, un Bach, anche il pianoforte di Einaudi, per dire. Questa è bella ascoltata a corpo, perché è delicata nella sua melodia, dolce, quando senti il bisogno di qualcosa di dolce e un po' malinconico devi metterti le cuffie e inserire questo cd.

È anche un po' ipnotico. Non so se sia il pizzicato dell'arpa quando è suonata da sola o sposata col violino del primo brano, se sia il pezzo Tèra sagrinà cantato da Arianna Ferrando, una voce del coro dell'Abbazia della Novalesa. O i tre minuti del brano n.8, Masurca 'd Dòro, che ripete una melodia allegra, ballabile, ma anche malinconica se è possibile. O se il piacere arriva dalla suggestione che il ritorno alla radici può dare ristoro, può, nella sua semplicità, far ritornare alla genuinità delle cose. Per questo si chiama Evoa, Acqua, acqua fresca, la cosa più naturale che si possa desiderare, quella che nella sua originalità ritempra, ricrea, corrobora.

Cioè la musica "cerca di rendere intimamente presente ciò che si è fatto lontano, (.) ci redime dal tempo ordinato della successione dei giorni. La musica (.) è qualcosa di benevolo, una sorta di reminescenza che ci porta a casa, in quella prossimità di noi con noi stessi che solo l'amore raggiunge" (Umberto Galimberti).

Ha fatto questo, Enzo Vacca: ha esaltato la leggerezza e la trasmigrazione propria dell'arte della musica. Ha cercato e trasformato un brano dal repertorio del Quintèt di Brosso in Val Chiusella, suonato quando i pascoli salivano all'alpeggio; un altro del gruppo di Magliano, a pochi chilometri da Canove è diventato un alternarsi di arie lente e melodie danzabili, secondo l'abitudine bretone; poi ancora un canto d'amore con tracce di cantilena gregoriana.

Questi pezzi di arpa celtica, archi, oboe, voci portano con sé memoria e bellezza, fascino e raffinatezza. Da ascoltare.

(ed)

Enzo Vacca, Evoa, Giancarlo Zedde, 2007, 11 brani

 

Ultimo aggiornamento: 22/08/2011


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