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a cura di Emma Dovano

01/12/2008 - SANTI, FANTI ED EROI SUI MURI DI TORINO

Percorso fotografico alla riscoperta delle antiche targhe viarie di Torino Ci sono anche mestieri, alberi e fiori, battaglie e generali, scultori e musicisti. Le targhe una volta erano ornamento per i palazzi, poste ben in alto per essere viste dall'altezza delle carrozze e riportavano nomi di santi ed eroi, con le date di nascita e di morte, sovente tra le date il merito della loro fama.
"La toponomastica più recente porta la creazione di toponimi che si discostano sensibilmente dalla tradizione evidenziando che il passato non è più radicato. Il nome prescelto assume connotati diversi e di frequente è ispirato a generici canoni estetici.". Tutto ridotto all'essenziale, fin troppo.
Alle Vallette, le vie dei nuovi insediamenti residenziali si chiamano Via delle Primule, delle Magnolie, dei Mughetti; alla Falchera le strade sono dedicate agli alberi: Pioppi, Aceri, Robinie: sarebbe anche bello se davvero lì in quei quartieri ci fossero boschetti, giardinetti di faggi, olmi, betulle, se alle Vallette nelle pensiline di fermata del 3 ci fossero pervinche, primule e mughetti...

In alcuni corsi e agli angoli di diverse vie, su palazzi storici vincolati dalle Belle Arti ci sono ancora le vecchie targhe ormai consunte dal tempo ma ancora identificabili. Targhe ovali 'talvolta incastonate in cornici a stucco di pregevole impatto visivo e artistico', targhe 'realizzate con le caratteristiche linee curve e inserti floreali', altre in cui 'la figura geometrica è inserita in cornici più grandi dove è possibile ritrovare i caratteristici lambelli a tripla goccia', ancora: 'targhe a rilievo dove i caratteri del toponimo sono scolpiti nella roccia'.
Paolo Cadeddu e altri appassionati del Gruppo Studi Gallerie Storiche hanno fatto una ricerca molto interessante e la rassegna fotografica e la storia che si legge nel libro è piacevole, curiosa. Il lavoro che un percorso così accurato ha richiesto è stato notevole: gli studiosi-appassionati sono partiti dalle mappe di fine Ottocento della città e -a naso in su- hanno ricercato le targhe; in assenza di cartografia, hanno osservato i muri perimetrali palazzo per palazzo, soprattutto quelli storici o i più datati. Sono anche venute fuori delle curiosità, delle stranezze.
Il libro è stato donato alle biblioteche torinesi, utile e importante strumento di conoscenza dell'identità della Città. In queste pagine abbiamo già parlato della pubblicazione sui palazzi istituzionali di corso Vinzaglio, sempre prodotto dal Gruppo Studi Gallerie Storiche, a cui va ancora una volta il nostro ringraziamento.

(ed)

Gruppo Studi Gallerie Storiche Torino, Percorso fotografico alla riscoperta delle antiche targhe viarie di Torino, 2008, pagine 112.

 

Ultimo aggiornamento: 22/08/2011


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