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a cura di Emma Dovano

03/02/2010 - CHIESE BELLE E BRUTTE

La Cittadella assediata Dopo la seconda guerra mondiale la città di Torino ha allargato rapidamente la sua cartina geografica, crescendo nel suo sviluppo urbano in modo 'tutt'altro che sommesso'. A metà degli anni Cinquanta ci fu una brusca ma non imprevedibile accelerazione: Torino diventa '(...) una città sempre più grande, con periferie sempre più lontane, sia geograficamente sia religiosamente'.

Una trasfigurazione urbana che ha portato con sé modelli comportamentali rivolti al consumo massiccio e ad aggregazioni sociali non solo di tipo religioso ma, ovvio, anche laico e politicamente sfrangiato.

Le reazioni della diocesi intorno a questo fenomeno (con Maurilio Fossati dal 1930 al 1965) hanno portato ad un eccezionale incremento dell'edilizia religiosa: in trent'anni, dal 1955 al 1985, nella sola città di Torino sono state costruite, ingrandite o riedificate 64 chiese, più quelle del resto della diocesi, 'una media di circa cinque nuove chiese costruite ogni anno nella circoscrizione vescovile di Torino' dice Massimo Moraglio nella sua nuova, interessante ricerca - focalizzata nell'ultimo ventennio dell'episcopato Fossati, quello 'del boom economico e del più fitto sviluppo della città'.

Una risposta alla realtà di un territorio che stava lievitando: l'azione della parrocchia (con la sua funzione pastorale) come fulcro di attività spirituali e sociali. A questo punto, l'Opera diocesana preservazione fede, conosciuta come Torino-Chiese, fondata nel 1935, non è mai stata così attiva. L'idea della costruzione dell'edificio-chiesa come custodia e "coltivazione" della fede ha trovato buon terreno nell'intraprendenza e nell'attivismo dell'allora direttore e consulente tecnico dell'Opera: nel libro di Moraglio si legge di raffinate e scaltre operazioni di acquisti-vendite di cubatura su cui furono edificate chiese in città e in periferia -con la mietitura di molte critiche ma senza reali blocchi. Michele Pellegrino, insediatosi dopo Fossati, nel 1965, aveva avuto e dimostrato una sensibilità diversa: i campanili potevano avere una funzione diversa per i cittadini, non dovevano essere necessariamente mani sulla città.

L'appendice documentaria del libro è sostanziosa: sono tabelle con le informazioni sulle chiese di Torino, parrocchiali e non, compilate con i dati raccolti dalle pubblicazioni dell'Opera diocesana preservazione della fede e quelli dell'Annuario dell'arcidiocesi di Torino del 2005.

(ed)

Massimo Moraglio, La cittadella assediata, Trauben, Torino, 2008, pagine 116, euro 15

 

Ultimo aggiornamento: 22/08/2011


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