Sei in: Home > MAP > Le recensioni > Territorio - 2010 > 12/01/2010 - Valle di Susa, dai monti a valle
a cura di Emma Dovano
Dalle sei pagine fitte di bibliografia si può misurare quale poderoso lavoro abbia
richiesto questo volume, frutto di ricerche pluriennali negli archivi della Valle - e
poi scorrendo le pagine, leggendolo, ci si appassiona: della Valle di Susa dalle Terre
Alte a Rivoli si saprà tutto, la storia che si legge nei libri e le storie minute che
si sono vissute nelle case delle città e dei paesi.
Il testo ha un chiaro intento divulgativo, rivolto a chi voglia sapere qualcosa di più di
questo periodo storico finora poco esplorato: dall'800 ai giorni nostri, mettendo al primo posto
l'uomo e la sua Storia. Il grande protagonista è proprio l'uomo, attraverso i fatti di cui la Storia
lo ha investito, attraverso i cambiamenti che raccontano il suo cammino nel tempo.
Ogni capitolo del volume è interessante, l'Ottocento e Napoleone, la Restaurazione, le lotte risorgimentali, le trasformazioni economiche e le istituzioni scolastiche dall'800 al 900, la prima guerra mondiale, la seconda, la Liberazione e anche gli avvenimenti intorno al progetto del Treno della Fell (1868), l'idea della Ferrovia a cavalli da Rivoli a Torino (1860), anche le epidemie e i nubifragi (a Bruzolo e Chianocco nel 1875, a Villarfocchiardo nel 1886, a Novalesa nel 1896 ecc.), la scuola, l'asilo di via Arnaud a Rivoli, i Collegi, i Convitti della Valle, e poi ancora, la vita sociale e cittadina e i servizi.
Un assaggio. Nel capitolo del Dopoguerra, anni '45-'46, si parla della fine dell'occupazione
da parte dei Francesi e dei tentativi di ottenere il favore degli abitanti dell'alta valle da
parte del Groupe Anciens Dauphinois per l'annessione alla Francia, e l'appoggio ai movimenti
indipendentisti, e poi l'apertura della discussione sul riassetto territoriale dell'Italia
occidentale e la richiesta di far passare interamente in territorio francese il monte Chaberton
- con le sue otto torri: tutta la zona di confine, compreso il Moncenisio, aveva un alto valore
strategico per i francesi. Ma Lasciateci le nostre terre! era il grido della mobilitazione
popolare in Val Roia, in Valle Stretta: i quotidiani e i periodici erano schierati nel clima
antifrancese confermando l'importanza del valore economico, oltre quello strategico, della
Valle di Susa, con i suoi pascoli, i suoi bacini idrici della Gran Scala, di Venaus e di
Mompantero. Poi finì con patteggiamenti e concessioni come prezzo da pagare per la pace,
con le saracinesche serrate e al suono delle campane a morto a Susa e a Clavière, il 15
settembre del '47.
In quegli anni vi furono le prime elezioni politiche libere dopo la dittatura e le prime
in cui ebbero il diritto di voto anche le donne e il referendum che decideva se mantenere in vita
la monarchia dei Savoia o fare dell'Italia una Repubblica. In bassa Valle, il 2 giugno 1946, Rivoli
scelse la Repubblica.
Nella Storia raccontata in modo fluido da Bruna Bertolo, giornalista, ci sono anche pagine di ricordi di storie minute ma ugualmente importanti, vissute dentro casa, raccontate e portate come tessere di puzzle fondamentali nella Storia delle decisioni politiche: la cronaca raccontata da una cittadina di 19 anni - non ancora in diritto di votare - a una redattrice di Luna Nuova, il suo stupore nel vedere la gente in coda ai seggi, tante donne, anche uno stuolo di suore di clausura portate in pulmino dalla Certosa di San Francesco da un solerte funzionario, altre donne 'emozionate come fosse la prima azione partigiana', donne che finalmente contavano anche in modo manifesto nella vita politica dei paesi, dopo aver tanto fatto durante la dittatura fascista e nel periodo della guerra con la Resistenza. Poi l'emigrazione, lo spopolamento della montagna fino alla fine degli anni 60: non si andava solo in America a fare fortuna, chi poteva scendeva in città o comunque al piano. Dal sud al nord, da paese a città. Si andava a Bussoleno, alla 'fabrica da fer', alla Pizzi di Rivoli, alla Filp, la grande fabbrica di Lime e lame.
Parlando e raccontando fino al 2000, al Tav, anzi al No-Tav, le Olimpiadi e le Paralimpiadi del
2006 - e ancora, fino a ieri, i mesi scorsi, l'inaugurazione del Museo archeologico dell'Abbazia di
Novalesa e la visita del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Forno di Coazze il 23
aprile scorso, a dare peso e riconoscimento agli alti valori della Resistenza.
A Meana, in frazione Cordola, su una casa circondata dal verde c'è una lapide In questi
luoghi già caro ritrovo della cultura antifascista negli anni Trenta, Ada Marchesini Gobetti apriva
la sua casa ai combattenti della Resistenza e dedicava se stessa e la sua famiglia alla lotta per
la libertà...
Di lei, di tanti partigiani caduti si legge in questo libro, ci sono anche le loro fotografie.
Un libro che può diventare dono, da leggere, anche ad alta voce alle persone più anziane, perché qui si ritrovino, Valsusini dall'Alta Valle alla collina morenica di Rivoli, o ai più giovani, ai ragazzini delle scuole perchè lo conservino come eredità culturale dei loro padri, delle madri, dei nonni.
(ed)
Bruna Bertolo, Storia della Valle di Susa dall'800 ai giorni nostri, Susalibri, 2009, pagine 608, euro 42.
Ultimo aggiornamento: 22/08/2011