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UFFICIO STAMPA

COMUNICATO 52

Torino, 31 luglio 2000

 

Cosa si e' fatto , cosa rimane da fare

ALLUVIONE: MANCANO 150 MILIARDI PER

COMPLETARE LA RICOSTRUZIONE

Appello della Presidente Bresso al Governo

Occorrono ancora 150 miliardi per riparare un territorio profondamente ferito dall'alluvione dell'ottobre 2000. L'appello viene dalla Presidente della Provincia di Torino, Mercedes Bresso, che stamani, insieme agli Assessori Ponzetti (Viabilita'), De Santis (Bilancio e Finanze) e Bellion (Agricoltura e Montagna) ha presentato la Ricognizione sulle attivita' di ricostruzione delle infrastrutture provinciali e di realizzazione di opere idrauliche per la messa in sicurezza del territorio. Il rapporto e' stato stilato dal gruppo di lavoro (coordinato dall'architetto Paolo Foietta) che si occupa del programma straordinario per il ripristino dei danni. La Presidente Bresso ha auspicato che l'attuale Governo mantenga gli impegni assunti dal precedente esecutivo in materia di finanziamento della ricostruzione.

I soli interventi di emergenza per il ripristino della viabilita' di competenza provinciale sono costati oltre 30 miliardi. Ma, come indicato nel Piano di Ricostruzione Regionale, per riportare le strade provinciali alla situazione pre-alluvionale occorrono 190 miliardi (oltre 110 per il ripristino, quasi 80 per la messa in sicurezza). Per l'edilizia scolastica sono necessari interventi per 8 miliardi e 940 milioni. A fronte di un fabbisogno complessivo che sfiora i 230 miliardi, sono solo 71 i miliardi ottenuti dallo Stato, per lavori interamente progettati. Al 31 luglio risultano approvati i progetti di lavori per 57 miliardi e mezzo, di cui 51 miliardi e 300 milioni gia' appaltati e 7 miliardi e 730 miliardi gia' conclusi. Tra gli interventi ancora da finanziare vi sono quelli per la ricostruzione dei ponti di Giaveno e di Beinasco sul Sangone e di Villar Perosa sul Chisone.

Su incarico del Magistrato del Po, la Provincia e' inoltre impegnata nella progettazione delle opere di messa in sicurezza del Nodo Idraulico di Ivrea (previsti 46 miliardi e mezzo di spesa), degli argini del Po a San Mauro e della confluenza del Sangone nel Po tra Nichelino e Moncalieri. Le risorse a disposizione del Magispo per la messa in sicurezza dei corsi d'acqua sono purtroppo nettamente inferiori alle necessita': 1.200 miliardi per le Province di Torino, Cuneo e Vercelli, contro un fabbisogno stimato in 3.000 miliardi. Sul nodo idraulico di Ivrea i lavori del primo lotto (a Salerano, Banchette e Pavone) sono partiti, mentre per avviare quelli del secondo lotto occorrera' attendere il periodo di "magra" invernale della Dora Baltea. Per il terzo lotto (Fiorano, Moltalto Dora, Romano Canavese) sembra finalmente avviato a soluzione (con la relativa progettazione da parte dell'ATIVA) il problema del "tappo" costituito dalla massicciata dell'autostrada Torino-Aosta nel Comune di Pavone. Per quanto riguarda la confluenza del Sangone nel Po, con la collaborazione dei Comuni di Nichelino e Moncalieri e' stato possibile avviare la progettazione dei primi interventi di disalveo e pulizia delle sponde del torrente. Inoltre, a settembre, dovrebbero concludersi gli interventi che consentiranno a San Mauro di evitare un'altra disastrosa inondazione. "Il Piemonte - ha sottolineato la Presidente Bresso - necessita di investimenti costanti per la sicurezza dei corsi d'acqua, dell'ordine di 1.000-1.500 miliardi l'anno. Dobbiamo tener presente che il clima sta cambiando".

 

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