![]() |
||||||||||||||||||||
|
STURA
DI LANZO - DIFESE SPONDALI
|
||||||||||||||||||||
L'alveo della Stura di Lanzo nel tratto a monte del ponte di Robassomero ha assunto nell'ultimo evento alluvionale un andamento meandrizzante all'interno di un alveo molto largo. La tipologia del corso d'acqua dal punto di vista morfologico, sia per le pendenze di fondo alveo, sia per le caratteristiche granulometriche dello stesso é sempre stata in passato a rami multipli. Negli ultimi anni per l'opera di antropizzazione e per azioni sistematorie non sempre del tutto rispettose della tipologia morfologica si é manifestata la tendenza alla trasformazione dell'alveo da rami multipli ad alveo di tipo monocursale. Questo tipo di alveo più inciso del precedente presenta caratteristiche planimetriche ben diverse e la trasformazione avviene con sacrificio di molti terreni latistanti in quanto l'alveo tende a meandrizzare. Questa tendenza già manifestatasi nell'alluvione dell'ottobre 1993 si é ulteriormente accentuata nell'alluvione dell'ottobre 2000 con avvicinamento dell'alveo inciso alla grande scarpata del terrazzo alluvionale provocandone in alcuni punti vistose erosioni con pareti subverticali alte anche 20 metri. Immediatamente a monte del ponte questa tendenza si é sviluppata in modo marcato e la sua evoluzione rischia nuovamente di portare all'aggiramento della spalla destra del nuovo ponte. In questo caso é necessario estendere la sistemazione delle sponde in erosione per un tratto significativo a monte. La tipologia sistematoria da adottare nel caso in esame è il più possibile rispettosa della tendenza evolutiva mantenendo comunque una fascia sufficientemente ampia ove la linea di Talweg possa liberamente spostarsi e meandrizzare evitando però nel contempo le erosioni dell'orlo del terrazzo.
DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI E LORO UBICAZIONE La sistemazione prevista non prevede l'asportazione di materiale d'alveo ma semplicemente lo spostamento del materiale a rimbotto della scarpata erosa. Tale materiale sarà protetto da una scogliera antierosiva in blocchi naturali di pietra. L'effetto però delle scogliere di questo tipo é l'induzione di modifiche sulla scabrezza naturale della sponda provocando aumenti della velocità e conseguenti approfondimenti del corso d'acqua al piede della difesa. Per evitare il verificarsi di tale fenomeno si è deciso di consolidare l'alveo a livello della fondazione con dei pennelli ortogonali alla scogliera stessa in massi ciclopici. A maggior garanzia della tenuta del pennello lo stesso deve essere realizzato con una struttura di tipo elastico che possa adattarsi ad eventuali scalzamenti senza distruggersi. Per consentire questo adattamento strutturale il pennello verrà interamente ingabbiato con una rete costituita da pannelli di funi metalliche tipo paramassi, ed essere ancorata in più punti ai massi del pennello. La lunghezza dei pennelli é stabilita in funzione dell'interasse degli stessi. Ragionevolmente é ipotizzabile che ogni metro di lunghezza del pennello protegga almeno 3 metri di lunghezza di fondazione di scogliera. Nel caso in esame i pennelli sono stati proposti della lunghezza di ml 20,00 e quindi ad un interasse di mt 60. Questi manufatti
ad opera conclusa non sporgeranno dal fondo alveo infatti essi hanno
una pendenza trasversale verso il centro alveo in modo tale da allontanare
l'erosione dal piede scogliera e concentrare la corrente verso il
centro alveo ed indirizzarla correttamente verso il ponte di Robassomero.
|
||||||||||||||||||||
|
![]() Torna all'homepage |
||||||||||||||||||||