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Doppio concerto il 12 settembre 2007 per Mi.To.
Sul palco del Pala Isozaky due nomi della poesia in musica italiana: Avion Travel e Samuele Bersani, ossia la teatralità partenopea e la schiettezza emiliana, la musicalità curata e passionale e la ricercatezza delle parole, ma soprattutto l’emozione della canzone d’autore!
Aprono la scena gli Avion Travel e la voce evocativa e melodrammatica di Peppe Servillo si fa avanti con Danson Metropoli brano dell’omonimo lavoro discografico scritto a quattro mani con Paolo Conte.
Un po’ assopito il pubblico durante i primi brani si ridesta al suono soave di Sentimento (il brano vincitore di Sanremo 2000), intonando all’unisono il ritornello a suon di “lai la la”. Esibizione che accalora e accomuna facendo del pubblico il protagonista di un’esibizione dagli strumenti muti in cui è solo il suono della voce umana a interpretare il testo.
Ma è un breve momento poiché, quel che di bello c’è negli Avion Travel, e la loro attitudine a far incalzare una dietro l’atra le note soavi, grevi, sfaccettate, ritmiche e ardue, capaci di far restare con il fiato sospeso. Così succede negli assoli chitarristici di Fausto Mesolella e nelle corde pizzicate del violoncello di Martina Marchiori.
Tra le note spicca la voce di Servillo che si fa strumento fondamentale nell’immagine espressionistica di brani come Elisir, il Giudizio di Paride e Spassiunatamente e che con intensità si esprime nei gesti e nella mimica del volto ,che così tanto incarna la tradizione partenopea, facendo del cantante una maschera nuova ad ogni racconto.
Una gestualità elegante e che raggiunge l’apice prima di intonare Un vecchio errore quando Servillo si rimette la giacca perché, dice : “In questa canzone bisogna entrare come si entra in una casa”. E’ il suo modo per dire grazia al lavoro di Paolo Conte e omaggiare quel che è “Il più bel brano da lui scritto”.
Infine, prima che il sipario si cali sulla Piccola Orchestra, un duetto accattivante con l’amico e musicista di sempre Mimì Ciaramella o Mimi Finale “ Perché quando si cantava ai matrimoni, in gioventù, lui era quello specializzato nei finali”, dice Servillo con un sorriso. Un titolo dato a buon merito! La voce potente di Ciaramella conclude perfettamente il concerto degli Avion Travel.
Cala il sipario sulla Piccola Orchestra e si riapre inseguendo le note di un pianoforte che insieme ad una voce pacata intonano “Il mostro” . E’ il brano degli esordi musicali che Samuele Bersani regala al pubblico del Pala Isozaky.
Abbigliamento casual (T-shirt e jeans) occhiali e capelli sbarazzini , Bersani sembra essere pronto per un incontro tra amici anziché per un concerto. Una serata conviviale in cui i discorsi su sagre di paese, incontri e inni d’amore, spettacolarizzazione delle notizie e partita di calcio che si stava seguendo, si intervallano ai brani musicali che Bersani sciorina amabilmente come se stesse sfogliando il Canzoniere portato per l’occasione! E il suo Canzoniere Samuele lo aveva: immancabile il leggio con i brani del repertorio perché, dice con innocenza: “Ho scoperto che il pubblico che mi segue ha un attaccamento feticista ai miei brani, conosce le parole più di me che le ho scritte e che a volte faccio fatica a ricordare”… Anche se poi è lui a corregge il pubblico e prima di intonare Giudizi Universali ricorda che il ritornello dice “potrei ma non voglio” e non “vorrei ma non posso”… “Quella è un’altra canzone”, conclude ironicamente.
Il pubblico ride, sorride e canta , fa proposte di matrimonio al cantante e immancabilmente richieste dal repertorio tra cui i brani d’amore! E per uno che all’inizio della carriera si era ripromesso di non scriverne il tempo gliene ha fatti collezionati abbastanza! Così si schiarisce la voce su Spaccacuore e Replay che ritornano alla loro originale bellezza di interpretazione tra le corde vocali del suo autore (perché, per la cronaca, non sono stati scritti dalla Pausini…).
I pezzi più politicizzanti sono tratti dall’ultimo album L’Aldiquà: Lo scrutatore non votante, Sicuro precariato e Occhiali rotti, un omaggio quest’ultimo al giornalista scomparso Enzo Baldoni.
Poi il saluto di conclusione, il richiamo del pubblico per il bis e Samuele ritorna da buon amico ma di quelli che non vogliono accomiatarsi prima di aver messo su un po’ di casino. Così fa partire un mix accattivante e frenetico che riversa il pubblico urlante in platea mentre mescola coccodrilli che vengono fuori dalla doccia, comprati al mercatino dei freak da Chicco e Spillo che si chiedono a cosa servono i palloni incastrati sotto le marmitte. Che vita!