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Come di consueto l'apertura dei lavori della seduta di martedi 9 marzo è avvenuta con la discussione delle interrogazioni. I lavori di manutenzione e messa in sicurezza del tratto urbano della Strada Provinciale 53, presentata dal Pdl, sono stati l'oggetto del primo quesito al quale ha risposto l'assessore alla Viabilità.
Questi ha illustrfato i programmi e le priorità per quanto riguarda i lavori da esegiore, compatibilmente con in finanziamenti disponibili.
Il presidente della Provincia ha poi risposto ad un'interrogazione riguardante "il progetto preliminare del nuovo Piano Regolatore del Comune di Ciriè e delle sue criticità", a firma di un rappresentante del gruppo di Italia dei Valori.
"Un'interrogazione che richiama passaggi delicati sull'argomento, a partire da quella che doveva essere la valorizzazione dei terreni agricoli. 4000 cittadini hanno firmato per chiedere modifiche allo strumento urbanistico" ha spiegato il rappresentante del Gruppo.
"Mi attengo al ruolo dell'Amministrazione in una materia complessa come quella urbanistica, in particolare rispetto alla normativa vigente", ha sostenuto il Presidente, nel ripercorrere i compiti assegnati a Provincia e Regione per quanto riguarda l'iter di approvazione dei piani.
"Il piano in questione non è ancora pervenuto ai nostri uffici, noi non interferiamo con le scelte e le competenze comunali, ma verifichiamo le coerenze degli strumenti urbanistici con le norme. Il nostro parere si basa su un'istruttoria esclusivamente tecnica. Quando il materiale verrà sottoposto all'esame delle strutture del nostro Ente esamineremo anche le compatibilità con il Piano Territoriale".
Nella sua replica il rappresentante di IdV ha sottolineato l'opportunità"di un passaggio di approfondimento in Commissione per capire quali sono le differenze tra il PTC vigente e quello nuovo. Ma la questione è che terreni adibiti all'attività agricola rischiano di diventare residenziali, siamo stati sul posto e ci siamo resi conto di quanto sta accadendo in quel Comune".
Lo stesso presidente è poi intervenuto in risposta a un quesito presentato dai consiglieri del PdL sul "Bando di Italia 150". "E' una richiesta di approfondimenti per conoscere quali siano alcuni profili di azione all'interno del Comitato di Italia 150, una struttura che fa direttamente riferimento agli enti pubblici". "Il bando di gara - ha spiegato il Presidente nel suo intervento - è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana della Regione Piemonte, sul quotidiano "Il Sole 24 Ore" e sul sito della Regione Piemonte. Trattandosi di appalto di servizi sotto soglia comunitaria (l'importo complessivo ammonta a 160.000 euro più iva), sono state applicate le norme relative alle forme di pubblicità previste dalla legge. La scadenza per la presentazione delle domande è stata fissata per le ore 12 del 10 febbraio 2010. Sono stati ammessi alla gara tutti i soggetti singoli o raggruppati così come previsto dal decreto legislativo 163 del 2006. L'oggetto del bando è la comunicazione, creazione e realizzazione della campagna pubblicitaria nonché l'assistenza nelle fasi di produzione per i festeggiamenti per il Centocinquantesimo anniversario dell'unificazione italiana.
La Commissione Giudicatrice delle offerte tecniche ed economiche è stata nominata dalla Regione Piemonte ed è composta dal presidente Roberto Moisio, Direttore del Settore Gabinetto della Presidenza e della Comunicazione della Giunta Regionale e da quattro componenti, Enzo Carnazza, Dirigente del Settore Ufficio stampa della Giunta Regionale, Immagine e Comunicazione, Anna Martina, Direttore dell'Ufficio di Comunicazione del Comune di Torino, Carla Gatti, Direttore dell'Area Comunicazione e relazioni della Provincia di Torino e Paolo Verri, Direttore del Comitato Italia 150.
In merito ai criteri utilizzati per la formazione della Commissione Giudicatrice, si segnala che sono stati scelti tutti soggetti provenienti dalle Amministrazioni pubbliche che compongono il Comitato 150 e non risulta che alcuno dei componenti della Commissione Giudicatrice abbia svolto o svolga un ruolo attivo nel comitato elettorale dell'attuale Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso".
"Da qui - hanno sostenuti i rappresentanti del PdL nella replica - potrebbe partire un suggerimento alle commissioni competenti per attuare operazioni di verifica a campione sulle attività di questo tipo".
L'Aula è quindi passata alla votazione della delibera di Giunta presentata dall'assessore alla Cultura sulla presa d'atto delle modifiche allo Statuto del "Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino per il Medio Oriente e l'Asia".
È seguita la discussione sulle interpellanze, a partire dal documento presentato dal gruppo del PdL sui "pesanti problemi di viabilità a Cascinette di Ivrea in seguito ai lavori di Smat alla rete fognaria". "Il problema riguarda più in generale il rapporto degli enti locali con Smat - hanno spiegato i firmatari dell'interpellanza - Spesso e volentieri la società effettua lavori senza comunicarne tempestivamente l'inizio, creando disagi in termini di viabilità e circolazione, a volte con la chiusura di strade dove si sviluppano attività commerciali. Non è arrivato il tempo di dire a Smat che i suoi diritti non vengono prima di quelli delle amministrazioni locali?". Il competente rappresentante della Giunta ha illustrato la situazione e l'esecuzione degli interventi sul tratto di strada in questione. "I lavori sono stati concordati con il Comune e gli addetti alla viabilità, a partire dai vigili urbani - è spiegato anche in una lettera del Comune di Ivrea - La popolazione è stata informata attraverso diversi canali sulla tipologia dei lavori e sulla tempistica". "La cittadinanza di alcune zone, ci risulta, non era stata avvertita per nulla dei lavori - è stato sostenuto nell'intervento di replica - C'è poi da chiedersi se è stato fatto tutto il possibile per scegliere tempi meno impattanti per l'esecuzione dei lavori, in periodi meno determinanti anche dal punto di vista economico del periodo pre-natalizio".
L'interpellanza successiva ha riguardato la situazione della Pininfarina, a firma del rappresentante della Lega Padana Piemont. "Due gli aspetti essenziali: il lavoro nell'azienda e le questioni finanziarie. Esistono preoccupazioni per l'operazione portata avanti sulle spalle dell'azienda, con interventi immobiliari sull'area di proprietà dell'impresa. C'è poi il problema dei 1300 lavoratori a rischio".
L'assessore al Lavoro ha illustrato le procedure avvenute dopo il recente accordo siglato per la Pininfarina e sul meccanismo con il quale la Regione è intervenuta per garantire il futuro all'azienda, compresa la cessione dell'immobile. "Sono previsti investimenti per 116 milioni di euro nei prossimi anni per la produzione di nuove autovetture. Provincia, Regione e Comune di Grugliasco vogliono fortemente che il sito continui ad essere produttivo per mantenere e creare posti di lavoro. Per i lavoratori che non rientrano nell'operazione di Rossignolo la Provincia si sta attivando per trovare soluzioni diverse".
"L'azienda è stata affidata a una società che ha ricevuto molti soldi pubblici - ha aggiunto il rappresentante del Gruppo - scopriremo fra due o tre anni che questa operazione non sarà servita a nulla".
La situazione alla Innovis di Scarmagno è l'argomento toccato dall'interpellanza a firma della Sinistra per la Provincia di Torino.
"L'azienda ha deciso di trasferire le attività in un altro paese. Stiamo parlando di una società che tratta dati sensibili di milioni di cittadini utenti di Telecom, oggi trattati da un'azienda romena di Bucarest. Vorremmo capire che cosa ha fatto la Provincia per approfondire questa problematica. Infine se i lavoratori potranno essere assorbiti all'interno della società del gruppo. Al momento i dIpendenti sono stati avviati ad un corso di formazione".
L'assessore competente ha ricordato che "purtroppo non sono nuove le situazioni di aziende che hanno già aperto sedi all'estero dove spesso vi sono condizioni di costi del lavoro più convenienti. Vi sono governi di altri Paesi che sono riusciti a riportare le attività e l'occupazione a casa propria. Da noi questo non è avvenuto. Siamo intervenuti dove la disponibilità dei mezzi ce lo ha consentito, ma diventa difficile agire in mancanza di una politica industriale nazionale. L'azienda occupa 212 addetti e ha come unico cliente Telecom Italia. Sono al momento 42 gli esuberi trasformati in cassa integrazione straordinaria. Vigileremo per il rispetto degli accordi sottoscritti, al fianco delle amministrazioni locali".
Tre le mozioni inserite all'ordine del giorno. La prima, presentata dal Gruppo del PD, ha riguardato la "definizione degli ambiti territoriali per l'affidamento del servizio di distribuzione di gas naturale: no alla divisione in due ambiti tra Torino e gli altri Comuni interconnessi".
"È una questione a pprofondita anche in Commissione - ha spiegato un esponente del PD - per chiarire il percorso seguito per definire la distribuzione dell'erogazione del gas. Saranno solo 5 i Comuni che rientreranno nell'ambito di Torino. Gli altri 50 Comuni verranno separati. E' un aspetto su cui non c'è stata la necessaria attenzione, anche se non abbiamo competenze specifiche in merito possiamo intervenire per quanto riguarda il coordinamento di quanto avviene sul territorio".
Dopo gli interventi del PdL e dell'assessore all'Ambiente, la mozione è stata approvata.
I consiglieri del PdL hanno illustrato il tema della successiva mozione che ha riguardato i "ritardi dei pagamenti degli enti pubblici". "Attraverso questo documento - hanno spiegato - avevamo avanzato proposte all'esecutivo, ma quando abbiamo trattato il tema in Commissione la mozione appariva superata da iniziative maggioranza che abbiamo appreso dai giornali. Siamo tuttavia soddisfatti nel conoscere che una parte delle proposta da noi avanzate erano state assorbite dalle iniziative. Alcune settimane fa abbiamo appreso alcuni dati che fotografavano situazione di crisi nel nostro territorio: continuano ad esserci piccole e medie imprese in evidenti difficoltà. Una parte di loro hanno lavorato per gli enti pubblici. In questo momento bisogna operare scelte nel rispetto dei parametri del patto di stabilità. La priorità assoluta deve essere il rispetto dei pagamenti alle ditte fornitrici". "Ho già avuto modo di illustrare in passato la decisione che abbiamo preso in merito ha detto il presidente della Provincia nel suo intervento - In questa mozione non ci sono riferimenti ai vincoli posti dalle norme nazionali. Per questi vincoli non siamo oggi nelle condizioni di portare avanti i pagamenti. Il sistema che abbiamo adottato è oggi l'unico possibile. Attraverso una convenzione con gli istituti bancari avviene una cessione del credito a favore delle imprese. Per ora non siamo in grado di assumerci alcun impegno per il pagamento degli interessi, in tal caso interverrebbe la Corte dei Conti. Possiamo invece adoperarci affinché la Regione possa intraprendere un provvedimento oculato verso le imprese, magari attraverso la Finpiemonte. La convenzione sta dando buoni risultati, sono molte le banche che stanno aderendo". "La preoccupazione che ci accomuna - ha sostenuto un rappresentante del PdL - è tutelare i lavoratori. Sono poche le operazioni escluse dal patto di stabilità. Ultimamente i ritardi dei pagamenti degli enti pubblici verso i privati sono aumentati. Ci sono scelte da fare per risparmiare risorse da destinare altrove". "Inviterei a fare qualche confronto con altre amministrazioni, - ha aggiunto il Presidente - magari facendo il confronto sul numero di abitanti e quello dei dipendenti dell'Ente. Erano 2300 i dipendenti nel 2001, oggi ammontano a 1700, ben 600 in meno in otto anni. Il tutto a fronte dell'aumento delle competenze". Per la Lega Nord "Vi sono sprechi enormi nell'amministrazione. Noi pur essendo forza di governo avevamo sostenuto che avremmo appoggiato l'Amministrazione sul superamento del patto di stabilità, sul quale ci siamo espressi negativamente".
La mozione non è stata approvata, così come ha ricevuto il parere negativo dell'Aula la proposta presentata dai rappresentanti del PdL per "l'istituzione di un fondo di sostegno delle coppie al di sotto dei trent'anni con figli". "Vogliamo intervenire per andare incontro ai problemi economici che affliggono le famiglie che hanno almeno un minore a carico, in particolare di quelle composte dai più giovani". "Le famiglie in questa situazione in provincia di Torino sono 6863 - ha spiegato un rappresentante del PD - Per questo servizio sarebbero necessari oltre 5 milioni di euro. Non è compito del nostro Ente avviare iniziative di questo tipo. Possiamo comunque riprendere in modo approfondito l'argomento all'interno delle competenti commissioni". "Siamo di fronte ad un reale impoverimento delle famiglie italiane - hanno replicato dal Gruppo del PdL - La misura contenuta all'interno della proposta è, a nostro parere, una delle tante soluzioni possibili".
Ultimo aggiornamento: 23/08/2011