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La seduta del mattino si è aperta con la discussione delle interrogazioni. La prima, presentata dal gruppo del PdL, riguardava la messa in sicurezza del tratto San Martino Canavese - Torre Canavese della strada provinciale 56. "Dato che quel pezzo di strada sopporta un notevole volume di traffico e che l'asfalto presenta evidenti condizioni di pericolosità, segnalate anche da cartelli indicanti 'strada sdrucciolevole'" hanno scritto gli interroganti "chiediamo all'Amministrazione se intenda provvedere al rifacimento del manto stradale".
L'assessore Avetta ha risposto spiegando che la segnaletica stradale in questione è integrata dai pannelli 'in caso di pioggia o neve', come da Regolamento del nuovo Codice della Strada; per quanto riguarda la pavimentazione, "la SP 56 di Strambino presenta uno stato d'usura in buone condizioni e nell'anno in corso, nel territorio del Comune di Torre Canavese, sarà realizzato un nuovo tappeto stradale nei tratti maggiormente usurati".
Nella sua replica, Franco Papotti ha ribadito la presenza dei problemi illustrati nell'interrogazione, pur rendendosi conto delle difficoltà economiche in cui versa l'Amministrazione.
È stata poi la volta dell'interrogazione intitolata "Gestione finanziaria capitoli agricoltura", proposta anch'essa dai consiglieri del PdL. Poiché recentemente l'assessore al Personale e al Bilancio ha dichiarato che si deve utilizzare parte delle risorse dei capitoli dell'Agricoltura per coprire le spese del personale necessario per l'esercizio delle deleghe ricevute dalla Regione Piemonte, malgrado la stessa Regione avesse provveduto al trasferimento del personale con copertura finanziaria necessaria per l'esercizio delle suddette deleghe, a quanto ammonta - hanno chiesto i consiglieri - la cifra distolta dei capitoli dell'agricoltura e destinata al personale? Quante sono le unità lavorative? La risposta è stata fornita dall'assessore Balagna. Rispetto ai fondi per il personale trasferiti dalla regione, nel 2009 c'è stato un disavanzo di circa 300mila euro, che la Provincia ha coperto con fondi propri, e la tendenza del 2010 sarà la medesima. Non si è verificata pertanto, nessuna distrazione di fondi regionali, ma - anzi - un impegno ulteriore della Provincia per garantire il funzionamento del servizio. Balagna ha ribadito che è stata rispettata la destinazione vincolata dei fondi regionali. Per quanto riguarda il personale, sono 62 le unità di personale oggi impegnate nello svolgimento delle funzioni delegate, contro le 52 trasferite dalla Regione all'inizio del 2001.
Dopo una controreplica del consigliere Bonansea, si è passati alla discussione della terza interrogazione: "Problematiche connesse al depuratore di Rosta". Secondo gli interroganti, anche in questo caso i componenti del gruppo del PdL, il depuratore in questione è in grado di trattare il 40% delle acque reflue dei Comuni della Bassa Valle di Susa; di conseguenza, il rimanente (6,6 milioni di metri cubi) verrebbe scaricato nella Dora tale e quale, causando seri problemi di inquinamento. Inoltre, sembra che i cittadini debbano pagare il servizio di depurazione come se l'impianto funzionasse completamente. Che intende fare la Giunta per risolvere tali problemi?
L'assessore Ronco, nella sua risposta, ha spiegato che il problema esiste e che è in via di risoluzione. Dopo il subentro di SMAT S.p.A. ad ACSEL S.p.A. nella gestione del depuratore (gennaio 2010), la stessa SMAT ha presentato un progetto per il miglioramento della qualità dello scarico dell'impianto di Rosta e sono state avviate, tra aprile e maggio, le procedure di appalto per tale intervento. In merito alla questione dell'addebito ai cittadini, solo nel febbraio di quest'anno è uscito il decreto ministeriale che individua i criteri per la restituzione agli utenti della quota di tariffa non dovuta per il servizio di depurazione. Autorità d'ambito e SMAT si sono attivate per la concreta attuazione, e stanno preparando gli elenchi degli utenti e il calcolo di quanto indebitamente corrisposto per la restituzione.
La consigliera Ruffino, dichiarandosi convinta che i tempi saranno rispettati, si è rammaricata per il tempo perduto, dato che il problema del depuratore si trascina da circa dieci anni
Terminate le interrogazioni è stata la volta della delibera di giunta relativa all'"adozione del progetto definitivo della variante al Piano territoriale di coordinamento provinciale". A presentarla all'assemblea è stato il presidente Saitta.
"Approvando oggi il Piano territoriale di coordinamento - ha esordito il Presidente, -abbiamo la grande ambizione di saper guardare al futuro. È questa la buona politica: saper prendere le decisioni importanti andando oltre il piccolo cabotaggio del proprio mandato".
Il nuovo Piano territoriale non contiene soltanto le linee direttive per la costruzione delle grandi infrastrutture (Tav, Corso Marche e Tangenziale Est), ma disegna un coordinamento delle politiche urbanistiche dei singoli Comuni: l'autonomia non sempre esprime buoni risultati. Non va dimenticato che negli ultimi vent'anni, mentre la popolazione del nostro territorio non è cresciuta, si è verificato un consumo di suolo libero pari a circa 750-800 ettari all'anno. "Questo è un trend da contrastare, come amministratori abbiamo delle responsabilità verso il futuro. Kennedy nel 1968 dichiarò che la qualità della vita non si misurava soltanto dalle dimensioni del PIL" ha proseguito il presidente Saitta.
Il PTC è orientato allo sviluppo del territorio, la Provincia è favorevole alle grandi infrastrutture perché le ritiene delle scelte a favore dell'ambiente. Per questo motivo con il Piano scatta la salvaguardia nei corridoi intorno alle grandi opere: si preparano le condizioni urbanistiche per la realizzazione degli interventi.
Il Piano presentato oggi suddivide il territorio in aree dense, di transizione e libere. Nelle aree libere, che sono stabilite dai Comuni, "bisogna smettere di costruire - ha spiegato il Presidente. - Ma questa posizione non è un processo decisionale autoritario della Provincia, tutto si deciderà nelle conferenze di co-pianificazione.
"Motivo di grande soddisfazione è il fatto - conclude Saitta - che il PTC è stato prodotto con un grande lavoro di concertazione, tutti i Comuni si sono dichiarati d'accordo con i principi basilari, uno sviluppo compatibile con l'ambiente è un'esigenza sentita da tutti. Abbiamo accolto il 70% delle osservazioni presentate da Enti e privati". Al termine del suo intervento, il presidente Saitta ha ringraziato la Regione Piemonte "per aver approvato la valutazione ambientale.strategica sul nostro documento in tempi rapidissimi".
"Sotto il profilo della partecipazione - ha detto Claudio Bonansea del Pdl - questa delibera dovrebbe a nostro avviso essere nuovamente presentata al territorio per una espressione piena del parere delle varie categorie interessate, soprattutto alla luce delle diverse osservazioni accolte e dell'intervento della Regione sulla Vas", ribadendo in particolare "la forte collaborazione politica e tecnica fornita dall'assessore regionale Ugo Cavallera."
Bonansea ha illustrato le richieste del Pdl: "maggior elasticità per lo sviluppo delle energie alternative, possibilità di trasformazione di destinazioni d'uso per gli edifici rurali non più connessi all'agricoltura, aumento dell'8% di capacità edificatoria per i Comuni superiori ai 1500 abitanti, premio di cubatura nei centri storici.
Il capogruppo del Pd Claudio Lubatti ha esordito rimarcando che "questo per la Provincia è un giorno importante, la quintessenza delle nostre competenze di area vasta. Con questo Piano si inverte un luogo comune, quello per cui il territorio si autoregola meglio nello sviluppo con la deregulation. Noi siamo invece convinti che la qualità territoriale diventi vero fattore di sviluppo". "Sul tema del consumo del suolo - ha proseguito Lubatti, - si è fatta la scelta di recuperare in tutti i modi l'autonomia dei Comuni. La Provincia la rispetta e si limita a dare un inquadramento normativo. Altro macro obiettivo perseguito dal PTC è quello dello sviluppo. Gli indirizzi sono molto chiari, e partono dallo sviluppo organizzato e regolato del territorio: non si può lasciare mano libera alle speculazioni. Tuttavia, il piano è in grado di creare le condizioni perché le imprese restino sul territorio". Secondo Lubatti, la Provincia nella costruzione del PTC ha dimostrato autonomia e autorevolezza verso tutti gli interlocutori. E anche nei confronti dei consiglieri di opposizione si è usata la massima trasparenza, in un percorso che si può definire davvero partecipato. "Di ciò si deve rendere merito anche alla Giunta del presidente Saitta".
Al termine il capogruppo del Pd ha dichiarato la completa disponibilità della maggioranza al confronto sugli emendamenti, in modo che il Piano risulti il più condiviso possibile, e si dimostri così più solido quando sarà presentato in Regione perché sia trasformato in legge.
È poi intervenuta la consigliera del Pd Erika Faienza. "La difesa del suolo è l'elemento caratterizzante di questo Piano, il suolo è bene primario e va difeso da ogni forma di speculazione. Le scelte che ne compromettono la qualità sono le uniche da cui non si può tornare indietro". Faienza ha poi affermato che il governo nazionale e le sue finanziarie danneggiano il sistema degli enti locali, che spesso hanno nello sviluppo edilizio l'unica possibilità per salvare i propri bilanci. "Il piano è una sorta di 'Camera di compensazione' che, con strumenti di concertazione, impone la condivisione di un disegno ampio che tenga conto non solo delle esigenze della singola amministrazione, ma dell'intera area metropolitana - ha concluso, - uno sviluppo urbanistico che, andando oltre Torino, includa territori e città che altrimenti continuerebbero a rimanere periferia.
L'ultimo intervento prima della sospensione della seduta è stato quello del capogruppo dell'Unione di Centro Loredana Devietti Goggia.
"La formulazione del piano è stato un momento di partecipazione importante; sono state raccolte ben 840 osservazioni. Il termine 'copianificazione' ricorre spesso, non è usuale trovarlo nemmeno nei piani regolatori dei Comuni".
Devietti Goggia ha concluso con una raccomandazione rivolta alla sua stessa maggioranza. " A questo punto i Comuni non vengano abbandonati dalla Provincia nell'atto della redazione dei loro piani regolatori".
Ultimo aggiornamento: 23/08/2011