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Il Presidente Saitta all’inaugurazione della mostra all’Archivio di Stato
“SONO ORGOGLIOSO DI APPARTENERE
ALLA STESSA CULTURA DI DE GASPERI"

Presenti alla cerimonia il Senatore a vita Giulio Andreotti e Maria Romana De Gasperi, la figlia dello statista trentino che ha curato la rassegna

presenti alla cerimonia il Senatore a vita Giulio Andreotti e Maria Romana De Gasperi, la figlia dello statista trentino che ha curato la rassegna


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Inaugurazione della mostra all’Archivio di Stato"Sono orgoglioso di appartenere alla stessa cultura e allo stesso mondo di Alcide De Gasperi e di Giulio Andreotti. Una cultura  e un mondo che per qualche anno sono stati messi  sotto accusa e che oggi vengono  rivalutati  da tutti gli schieramenti politici."

Con questa annotazione personale il Presidente delle Provincia, Antonio Saitta, ha dato inizio martedì 8 febbraio al  suo intervento alla cerimonia di inaugurazione della mostra "Alcide De Gasperi - Un europeo venuto dal futuro", allestita all'Archivio di Stato di Torino per iniziativa della Fondazione Alcide De Gasperi in collaborazione con Provincia, Regione e Città di Torino sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica. La rassegna, curata da Maria Romana De Gasperi e Pier Luigi Ballini,   rimarrà aperta fino al 6 marzo.

Oltre al Presidente Saitta  hanno parlato il Senatore a vita Giulio Andreotti e la stessa Maria Romana De Gasperi, mentre l'assessore Laratore ha portato i saluti della Regione Piemonte e Fiorenzo Alfieri quelli della Città di Torino. Salvatore Italia è intervenuto in rappresentanza del Ministero dei Beni Culturali.  Ha condotto la cerimonia il Vicepresidente della Fondazione, Franco Nobili.

"Sul finire degli anni '70 consultai, per motivi di studio, la raccolta de "Il Popolo Nuovo" di Torino dal '45 in poi. Ricordo - ha aggiunto Saitta -  le foto a tutta pagina di un comizio di De Gasperi in una  piazza San Carlo stracolma come non l'ho mai più vista; restai impressionato della forte carica ideale che traspariva dai passi del discorso riportati nel resoconto giornalistico e dall'entusiasmo che emergeva in  tutti i servizi. Entusiasmo e grande partecipazione popolare che, come documenta questa mostra, si ripetevano in ogni piazza italiana."

"La mostra internazionale "Alcide De Gasperi, un europeo venuto dal futuro" - ha  osservato il  Presidente della Provincia - consentirà innanzitutto ai giovani di conoscere il significato ed il valore dell'azione politica e morale del grande Statista italiano. Per le generazioni che hanno vissuto il periodo prebellico e  della ricostruzione sarà invece sicuramente una proficua occasione per ripercorrere un tratto della storia del nostro paese, dalla quale emerge con nitidezza la lungimiranza  del progetto politico di De Gasperi per l'Italia e per l'Europa. "

"In mezzo alle macerie e alla fame del dopoguerra, De Gasperi  - ha sottolineato ancora Saitta - ebbe sicuramente la capacità di mobilitare con i suoi discorsi il popolo italiano su una concreta prospettiva democratica di crescita civile, economica e sociale e riuscì a coinvolgere in questa prospettiva il ceto medio italiano e le grandi forze di opinione. Legò stabilmente, pur tra drammatiche difficoltà ed enormi resistenze, il futuro dell'Italia all'occidente con una politica estera che le diede dignità e che la tolse dall'isolamento, facendola diventare protagonista nel processo di costruzione dell'Europa per garantire pace e sviluppo." 

"E' straordinario  - ha annotato - come, con il passare del tempo, le scelte fondamentali di De Gasperi e dei suoi governi siano  apprezzate e persino condivise anche da chi le aveva contrastate nel dopoguerra sul piano politico ed economico: ciò dimostra come l'eredità di De Gasperi appartenga ormai a tutto il popolo italiano. Uomo di fede e statista,  viene spesso richiamato  per sottolineare oggi la necessità della laicità nell'azione politica del politico cristiano, per evitare la tentazione di suggestioni integralistiche. De Gasperi infatti dimostrò concretamente, in diverse occasioni, che i cristiani devono agire in politica non come mandatari e rappresentanti della comunità cristiana a cui appartengono, ma in nome proprio, in virtù della propria vocazione cristiana, che li chiama a impegnarsi nella vita politica e sotto la propria responsabilità. De Gasperi è anche un bell'esempio di "stile" cristiano nel fare politica per l'aver messo al di sopra di ogni interesse personale, particolare o di gruppo, il bene comune; per il distacco dal denaro; per aver esercitato il potere politico come servizio e servizio qualitativo."

Saitta ha citato nel suo intervento  un passo tratto  da un discorso di De Gasperi del giugno '45, un brano riferito agli uomini politici: "non ci sono uomini straordinari (.) non c'è nessuno che possegga il talismano per risolvere un problema, quando questo si presenta in tutta la sua complessità. Per risolvere questi problemi ci sono vari metodi: quello della forza, quello dell'intrigo, quello dell'onestà, quello della fermezza in una fede sicura. Se io sono qualche cosa, in questa categoria, mi reputo di appartenere alla terza. Sono un uomo che ha l'ambizione di essere onesto".

"Da questo presupposto - ha concluso Saitta -  tutti noi che siamo impegnati, a vario livello, nella pubblica amministrazione, non dovremmo mai prescindere."