Sei in: Home > Pari opportunità > C.R.S. - P.O. > Glossario economico
Il Glossario qui riportato di facile consultazione, si arricchirà in corso d’opera dei contributi successivi predisposti dal Centro Risorse Servizi.
Verifica amministrativa delle condizioni reddituali e patrimoniali di un individuo finalizzata ad accertarne il diritto a partecipare ad un programma di welfare
Economicamente comprendono tutte le unità istituzionali che producono beni e servizi non destinati alla vendita e che attuano una redistribuzione del reddito. E' inoltre il conto di riferimento dei trattati europei, in Italia è elaborato dall'Istat. Riporta le entrate e le spese di tutti gli enti pubblici che producono beni e servizi forniti gratuitamente. Non ne fanno parte le Ferrovie, le Poste, le aziende municipalizzate, le imprese di proprietà pubblica totale (la Rai, la Fintecna, ecc.) o parziale (Enel, Eni) e da recentemente l'Anas. Il suo saldo è l'indebitamento (quello che in rapporto al Pil non deve superare il 3 per cento).
Il settore raggruppa, secondo il criterio della contabilità nazionale, le unità istituzionali le cui funzioni principali consistono nel produrre servizi non destinabili alla vendita e nell'operare una redistribuzione del reddito e della ricchezza del Paese. Il settore è suddiviso in tre sottosettori:
Amministrazioni centrali, che comprendono le amministrazioni centrali dello Stato e gli enti economici, di assistenza e di ricerca, che estendono la loro competenza su tutto il territorio del Paese (Stato, organi costituzionali, Anas, gestione delle ex Foreste demaniali, altri);
Amministrazioni locali, che comprendono gli enti pubblici la cui competenza è limitata a una sola parte del territorio. Il sottosettore è articolato in:
Enti di previdenza, che comprendono le unità istituzionali centrali e locali la cui attività principale consiste nell'erogare prestazioni sociali finanziate attraverso contributi generalmente di carattere obbligatorio (INPS, INAIL, INPDAP e altri).
Con il termine antitrust si definisce in primo luogo il complesso delle norme giuridiche che sono poste a tutela della concorrenza sui mercati economici. Tale complesso normativo, detto anche Diritto antitrust o Diritto della concorrenza, appresta una tutela di carattere generale al bene primario della concorrenza inteso quale meccanismo concorrenziale, impedendo che le imprese, singolarmente o congiuntamente, pregiudichino la regolare competizione economica adottando condotte che integrano intese restrittive della concorrenza, abusi di posizione dominante e concentrazioni idonee a creare o rafforzare una posizione dominante.
In secondo luogo, per estensione, viene definito "antitrust" anche l'organo od autorità che vigila sull'osservanza ed il rispetto di tali norme, cioè l'Autorità garante della concorrenza e del mercato.
L'arbitraggio è una procedura per la stipulazione di un contratto tra due parti, le quali affidino a un terzo la decisione del contenuto della pattuizione (per questo aspetto l'arbitraggio presenta una notevole affinità con l'arbitrato irrituale). Arbitratore può essere una persona singola o un collegio. L'arbitratore può decidere solo secondo equità, rispettando i criteri eventualmente fissati dalle parti. La differenza tra arbitrato e arbitraggio è evidente in materia di controversie collettive di lavoro: si tratta di arbitrato se la vertenza riguarda l'interpretazione di una clausola di un contratto collettivo esistente; si tratta di arbitraggio se, una volta scaduto il precedente contratto, si tratta di decidere ad esempio l'importo delle nuove retribuzioni, tenendo conto da un lato delle rivendicazioni sindacali e dall'altro delle esigenze aziendali.
L'arbitrato è una procedura per la decisione di una o più controversie che vertono su diritti; essa ha, pertanto, per oggetto l'interpretazione e la corretta applicazione di principi e/o regole di fonte legislativa o contrattuale. Arbitro può essere una persona singola o un collegio. L'arbitrato rituale è sostanzialmente un giudizio privato alternativo alla giurisdizione statale: nell'arbitrato rituale l'arbitro svolge dunque il ruolo proprio del giudice, decidendo chi ha ragione e chi ha torto nella controversia, secondo diritto o secondo equità. Nell'arbitrato irrituale, invece, secondo la distinzione tradizionale, l'arbitro si sostituisce alle parti nella redazione di una equa transazione tra le stesse, idonea a risolvere la controversia. La distinzione tra arbitrato rituale e irrituale ha notevole rilievo soprattutto in materia di impugnazione del lodo arbitrale; proprio sotto questo aspetto, tuttavia, la distinzione stessa nella legge italiana è sempre meno chiara e netta.
Si tratta dell'area geografica che comprende i Paesi membri dell'Unione Europea che hanno adottato l'euro. Vedi anche UEM.
Acronimo per associati in partecipazione. E'una figura contrattuale che prevede il pagamento delle tasse ma non quello dei contributi.
Versione nazionale, sviluppata dall'Istat, della classifi cazione delle attività economiche definita in ambito europeo e approvata con regolamento comunitario (NACE rev. 1.1). L'ultima classificazione è Ateco 2002, che ha sostituito la precedente Ateco 1991.
Per attività (passività) finanziarie nette si intende un portafoglio costituito essenzialmente da debito (emesso sia da imprese che dal governo), azioni e investimenti diretti (FDIs)
Differenziazione delle imposte su base locale.
Prima di poter parlare di azienda occorre chiarire che, diversamente dall'uso che se ne fa nella pratica legata all'economia, tale vocabolo non è sinonimo di impresa.
In seguito a determinati bisogni, e per perseguire quindi un certo fine, le persone tendono ad aggregarsi nei modi più vari: dalla famiglia alla religione, dallo Stato alla comunità. Quando queste aggregazioni assumono un carattere stabile perché durature nel tempo e assoggettate a precise regole, si parla di istituti o forme di aggregazione istituzionali.
Gli istituti caratterizzati da una rilevante attività economica sono:
Per azienda si intende dunque l'ordine economico con cui si sviluppano le attività economiche degli istituti.
Le aziende vengono classificate secondo molti criteri, tra cui:
Suddivisione secondo l'attività economica
Esistono tre categorie:
Suddivisione in relazione al fine
Se per fine si intende la creazione, l'accrescimento e la distribuzione di valore, allora è possibile delineare cinque diverse tipologie di azienda:
Quale che sia la "veste" ed il "fine" specifico di ogni categoria di azienda, qualora assuma contenuto imprenditoriale si riiene che comunque non possa prescindere dall'affrontare positivamente il tema della responsabilità sociale d'impresa.
Suddivisione in relazione al soggetto economico
Il soggetto economico è la persona o il gruppo di persone che di fatto ha o esercita il potere decisionale nell'azienda. La definizione di soggetto economico è stata estesa a tutti gli stakeholders.
I principali stakeholders, presenti in maniera differente nelle diverse tipologie di azienda sono:
Suddivisione in relazione al soggetto giuridico
Si distinguono due tipi di soggetti giuridici:
A queste classi corrispondono diverse definizioni di società:
Suddivisione per dimensione
Questo tipo di suddivisione necessita di un discorso particolare. Infatti, mentre è pressoché immediato stabilire quali possono essere le classi, non è così semplice trovare un criterio uniforme di assegnazione.
Le tre classi sono:
Tra i molteplici criteri si può citare:
La banca è un'impresa i cui principali compiti sono due: fornire all'economia i mezzi di pagamento e raccogliere e impiegare il risparmio, nei limiti della riserva.
I capitali raccolti presso il pubblico vengono investiti in vari modi e di conseguenza remunerati. Il compito della banca è in questo caso quello di fare da intermediario tra chi offre capitali (soprattutto le famiglie) e chi domanda capitali (soprattutto le imprese).
I servizi offerti dalle banche vengono remunerati in vario modo. la principale fonte di entrata per le banche sono i tassi di interesse incassati investendo i capitali raccolti. A questi si aggiungono, tra i ricavi, le commissioni previste per taluni servizi resi alla clientela. Tra i costi invece, oltre ai costi per il personale e per il mantenimento di sedi e filiali, si deve segnalare l'interesse pagato a chi deposita presso la banca il proprio denaro.
Si può quindi affermare che la principale variabile economica per la banca si la differenza (spread in inglese) tra i tassi attivi pagati dalla clientela e i tassi passivi pagati alla clientela. Da tale variabile dipende la capacità della banca di coprire i costi fissi e di generare utili.
Le banche moderne offrono una gamma di servizi accessori come il cambio di valute straniere, il credito all'esportazione, l'emissione di titoli di credito (assegni, carte di credito e simili), la custodia di valori in cassette di sicurezza e il supporto a varie operazioni finanziarie, come la compravendita di azioni ed obbligazioni.
Per consentire agli utenti di poter effettuare operazioni bancarie anche al di fuori dell'orario normale di apertura degli sportelli, in tempi abbastanza recenti sono stati istituiti gli sportelli automatici bancomat e la possibilità di operare tramite computer grazie alla rete internet.
Una Banca etica è un normale istituto bancario che, però, opera sul mercato finanziario con criteri legati all'etica.
Una banca etica fornisce quindi alla propria clientela i normali servizi bancari muovendosi, però, nell'ambito di particolari criteri (diversamente definiti da istituto ad istituto) nella selezione degli investimenti sui quali concentrare il risparmio raccolto; inoltre, al pari delle cosidette Banche dei poveri, le banche etiche operano spesso anche nell'ambito del microcredito fornendo, a clientela particolarmente disagiata (in tipici casi ove tale clientela ha estrema difficoltà a usufruire dei canali finanziari tradizionali), prestiti di importo anche molto basso ed a interesse relativamente basso.
L'attenzione all'etica nell'operatività bancaria comporta che un altro obiettivo di queste banche sia, solitamente, garantire al cliente la massima trasparenza su quali investimenti verrà impiegato e come sarà gestito il risparmio raccolto:
In Europa, dagli anni '70, del secolo scorso sono nate diverse banche che si conformano a questi criteri, svolgendo operazioni di piccolo finanziamento (il cosidetto microcredito) anche nei Paesi in via di sviluppo, o promuovendo il finanziamento di strutture di commercio di prodotti alimentari e di piccolo artigianato verso i paesi maggiormente sviluppati, attraverso canali commerciali paralleli alla normale distribuzione.
In Italia lo sviluppo di un sistema bancario di questo tipo è passato attraverso piccoli gruppi di Mutua Autogestione, le cosidette MAG, tutt'ora presenti, che hanno contribuito sia allo sviluppo del microcredito, sia alla nascita di punti vendita per il commercio di prodotti provenienti dal terzo mondo e da cooperative sociali. Negli anni '90 è stata costituita in Italia la Cooperativa verso la Banca Etica che ha poi portato alla fondazione della Banca Popolare Etica di Padova.
Attualmente questa tipologia di mercato è in pieno sviluppo, ed anche alcune banche di tipo tradizionale offrono investimenti in fondi definiti "etici", che, tipicamente, devolvono una parte del proprio ricavato in qualche iniziativa benefica. Ricavato da "http://it.wikipedia.org/wiki/Azienda"
E' l'istituzione comunitaria deputata alla gestione della politica monetaria nell'area dell'euro. Il suo obiettivo è la stabilità dei prezzi. I principali organi direttivi della BCE sono il Consiglio direttivo, il Comitato esecutivo (o Direttorio) e il Consiglio generale.
La Banca europea degli investimenti (BEI) è un organo indipendente con sede in Lussemburgo istituito allo scopo di finanziare progetti di investimento in infrastrutture nell'UE. La banca ottiene le proprie risorse dagli Stati membri e sul mercato dei capitali.
Differenza tra esportazioni e importazioni. E' sinonimo di Esportazioni nette.
L'unico conto approvato dal Parlamento, riporta le entrate e le spese dei Ministeri. È in due versioni, competenza e cassa. Quest'ultima è, tuttavia, priva di significato, per il ruolo che gioca la gestione della Tesoreria (vedi Settore statale).
Il broker è un intermediario finanziario che offre un servizio di negoziazione di titoli per conto terzi.
Il broker ha il compito di trasmettere al mercato le offerte di acquisto o di vendita trasmessegli dai suoi clienti: in pratica l'intermediario non fa altro che "rigirare" al mercato le proposte degli investitori.Il broker quindi non assume una parte attiva nella transazione, né tantomeno propone delle sue offerte al mercato: il suo profitto è quindi generato solamente dalle commissioni (fee) che richiede per ogni operazione portata a buon fine; le commissioni possono essere fisse (un tot per operazione) o a percentuale (una percentuale del valore dell'operazione).
Cessione di immobili o di altre attività finanziarie a una società veicolo che provvede alla conversione di tali attività in titoli obbligazionari i cui proventi sono da subito a disposizione della società che ha ceduto l'attività.
Acronimo di Collaborazioni Coordinate e Continuative. Tecnicamente i co.co.co sono lavoratori autonomi; nell'ambito di questa fattispecie contrattuale si trovano sia lavoratori para-subordinati che professionisti.
Si tratta di nuovo contratto recentemente regolato dal decreto legislativo 276/03 con il l'intento teorico di limitare l'uso di quelle collaborazioni coordinate e continuative, che - avvalendosi di un ridotto costo del lavoro - nella sostanza mascherano rapporti di lavoro dipendente.
In realtà anche la nuova norma, senza un adeguato intervento della contrattazione collettiva, consente di celare dietro a un contratto a progetto un rapporto di lavoro dipendente a tutti gli effetti.
Di fatto le co.co.co. non sono state abrogate, ma continuano ad essere ammesse in specifici casi:
Quando si può assumere a progetto
II collaboratore a progetto non è considerato dalla legge (art. 61-69 D.Lgs.276/03) un lavoratore dipendente, bensì autonomo.
Infatti la sua attività deve consistere nell'esecuzione di un progetto (o programma di lavoro, o fasi di esso), che deve poter gestire autonomamente senza sottostare al potere direttivo e disciplinare del datore di lavoro.
In realtà tale autonomia risulta limitata dal fatto che al collaboratore viene richiesto di operare all'interno del ciclo produttivo e dell'organizzazione aziendale, e anche di coordinare la propria attività ai tempi di lavoro e alle necessità dal committente (Circolare del Ministero del Lavoro 8 gennaio 2004).
Forma del contratto
II contratto a progetto deve avere una forma scritta - è questa la vera novità rispetto alle co.co.co per le quali il contratto scritto non è obbligatorio - e deve indicare:
In un eventuale contenzioso sulla natura del contratto, la forma scritta è essenziale per dimostrare l'esistenza o meno del progetto. In quest'ultimo caso il giudice può trasformare il rapporto di lavoro da progetto, in lavoro subordinato a tempo indeterminato.
Se invece il giudice accerta che l'attività svolta non consente l'autonomia organizzativa del lavoratore (e quindi si tratta di lavoro subordinato a tutti gli effetti), può chiedere la trasformazione del contratto nella tipologia che si è concretamente realizzata (ad esempio partime, tempo de terminato, ecc).
In che cosa consiste il progetto
È un'attività (anche produttiva) identificabile e collegata a un risultato.
Può essere connessa a un'attività accessoria, ma anche principale dell'impresa. Il giudice non può sindacare le ragioni tecniche, organizzative e produttive sulla base delle quali il datore di lavoro ha scelto di stipulare un contratto a progetto.
In che cosa consiste il programma di lavoro
Diversamente dal progetto il programma non deve necessariamente essere collegato a un risultato finale. Esso può anche produrre un obiettivo solo parziale (collocato all'interno di un ciclo produttivo) e destinato ad essere integrato da altre prestazioni lavorative.
Durata e cessazione del contratto a progetto
La legge non prevede una durata massima del rapporto di lavoro a progetto. Può essere determinata o determinabile in funzione delle caratteristiche del progetto o dell'interesse del datore di lavoro a continuarlo.
Il datore di lavoro può recedere dal contratto prima della scadenza del termine per due ragioni: per giusta causa e per eventuali causali, che può richiedere di inserire nel contratto individuale di lavoro. Tra queste la legge indica la clausola del preavviso, la quale se firmata dal collaboratore permette al datore di lavoro di interrompere in qualunque momento il contratto in seguito a un semplice preavviso (art 67, comma 2. D.Lgs.276/03).
Va anche ricordato che in caso di malattia o infortunio il datore di lavoro può decidere di interrompere il contratto con il collaboratore anche prima della sua scadenza naturale.
Successione dei contratti
Allo stesso collaboratore possono essere proposti contratti di lavoro successivi aventi come oggetto un progetto analogo o anche del tutto diverso. La legge non pone limiti alla successione di contratti a progetto
Retribuzione
La legge assegna ampia discrezionalità al datore di lavoro di fissare il compenso del lavoratore a progetto sulla base di proprie valutazioni.
Infatti la sua retribuzione è esclusivamente legata alla quantità e alla qualità del lavoro eseguito: la Circolare del ministero del Lavoro, 8 gennaio 2004 esclude la possibilità che il punto di riferimento per il compenso del lavoratore a progetto siano le retribuzioni dei lavoratori subordinati di pari mansione. L'unico criterio indicato dalla legge è quello dei compensi corrisposti per analoghe prestazioni di lavoro autonomo.
Gravidanza, infortunio e malattia
II rapporto di lavoro si sospende durante la gravidanza e in caso di malattia o infortunio. È comunque un obbligo inviare al datore di lavoro un certificato che attesti le ragioni dell'indisponibilità del collaboratore. In particolare, nell'eventualità di una malattia o di un infortunio la sospensione del rapporto di lavoro non comporta la proroga del contratto, il quale comunque termina alla scadenza stabilita.
La malattia
La malattia è completamente a carico del lavoratore, poiché infatti la legge non prevede alcuna integrazione, pubblica o da parte del datore di lavoro, del reddito perduto. Solo nell'eventualità di una degenza ospedaliera è prevista - per coloro che versano il contributo addizionale dello 0,5 - un'indennità di malattia per il periodo del ricovero (L 488/99).
Se la sospensione dal lavoro a causa di una malattia si protrae per un periodo superiore a un sesto della durata del contratto, o oltre 30 giorni, il datore di lavoro può recedere dal rapporto di lavoro.
Gravidanza
Durante la gravidanza il contratto si sospende, ma automaticamente viene prorogato per 180 giorni. Rispetto alle co. co. co. i criteri per accedere alla indennità di maternità non sono cambiati, restano quelli fissati dal DM 4 aprile 2002: ossia le collaboratrici iscritte alla gestione separata dell'Inps hanno diritto a una indennità per i 2 mesi antecedenti la data del parto e per i 3 mesi successivi.
Sul piano assicurativo le norme per le lavoratrici a progetto sono equi-parate a quelle per il lavoro dipendente, però le prime hanno diritto a un indennizzo non superiore al 80 del compenso.
Il Comitato Esecutivo della BCE è composto dal Presidente, dal Vicepresidente e da altri quattro membri nominati tra personalità di riconosciuta levatura ed esperienza professionale nel settore monetario e bancario. Il suo compito è quello di attuare le misure di politica monetaria in conformità degli indirizzi e delle decisioni del Consiglio direttivo della BCE e, nel contempo, impartire le necessarie istruzioni alle BCN.
Con Commercio equo e solidale (o semplicemente Commercio equo, Fair trade in inglese) si intende quella forma di attività commerciale, nella quale l'obiettivo primario non è la massimizzazione del profitto, bensì la lotta allo sfruttamento e alla povertà legate a cause economiche o politiche o sociali.
È, dunque, una forma di commercio internazionale nella quale si cerca di garantire ai produttori ed ai lavoratori dei paesi in via di sviluppo un trattamento economico e sociale equo e rispettoso, e si contrappone alle pratiche di commercio basate sullo sfruttamento che si ritiene spesso applicate dalle aziende multinazionali.
Il documento che costituisce una sorta di "manifesto" del commercio equo solidale italiano è la Carta dei criteri del commercio equo e solidale
(Link a (http://www.assobdm.it/modules/wfsection/article.php?articleid=10)
Le motivazioni
Ipotesi di base per tale politica economica praticata soprattutto da associazioni, cooperative, con un elevata presenza di volontariato nei paesi ricchi, sono idee quali:
Le regole
Il commercio equo-solidale interviene creando canali commerciali alternativi a quelli dominanti, al fine di offrire degli sbocchi commerciali a prezzi minimi a coloro che producono in condizioni ritenute più sostenibili.
I principali vincoli da osservare sono i seguenti:
Gli acquirenti (importatori diretti o centrali di importazione) dei paesi ricchi, si assumono impegni quali:
I prodotti
Tipici prodotti del commercio equo sono il caffè, il tè, lo zucchero di canna, il cacao e prodotti dell'artigianato.
Altri prodotti agricoli sono: il miele, la quinoa, l'orzo, frutta secca (anacardi, uvetta, mango, ...), infusi (karkadé, camomilla, menta, ...), spezie (pepe, cannella, chiodi di garofano, noce moscata, ...) le banane e altri.
Questi vengono trasformati in: cioccolata e cioccolatini, torrone, caramelle, biscotti, crema di nocciole, bibite solubili, succhi di frutta, muesli, ecc.
La produzione biologica sempre più presente tra i prodotti alimentari è dovuta da un lato alle scelte dei consumatori del Nord per un cibo più sano, ma anche per evitare ai contadini e operai di esporsi a prodotti nocivi per l'uomo e per motivi di salvaguardia dell'ambiente. A volte sono gli stessi contadini a decidere per l'agricoltura biologica quale tecnica tradizionale di coltivazione.
CRITICHE AL MODELLO
Secondo alcuni economisti e filosofi, tra cui Fritjof Capra, il modello di mercato proposto dal commercio equo-solidale non è né efficace né efficiente negli scopi che si propone. Ad esempio, l'agricoltura biologica in Brasile deve comunque essere fatta a scapito della foresta amazzonica, ed il suolo ottenuto dal disboscamento resta fertile solo per pochi anni. Altro esempio: per irrigare territori desertici, spesso si causa la mineralizzazione eccessiva del terreno, vedi deserto del Mojave.
Organizzazioni e importatori
Organizzazioni (Internazionali)
Organizzazioni (Italia)
Importatori:
Organizzazioni di Consulenza:
La Commissione europea è l'organo esecutivo dell'UE, garantisce l'esecuzione delle leggi europee (direttive, regolamenti, decisioni), del bilancio e dei programmi adottati dal Parlamento e dal Consiglio, ha il diritto di iniziativa legislativa e negozia gli accordi internazionali, essenzialmente in materia di commercio e cooperazione. Il Presidente e i membri della Commissione europea sono nominati dagli Stati membri previa approvazione del Parlamento europeo.
Commodity (commodities al plurale) è un termine inglese che indica materie prime altamente standardizzate, facilmente stoccabili e conservabili per lungo tempo. L'elevata standardizzazione che li caratterizza ne consente l'agevole negoziazione sui mercati internazionali. Le commodities possono costituire un'attività sottostante per vari tipi di strumenti derivati, in particolare per i future.
Nonostante con il termine commodities si è soliti indicare materiali di base (prodotti agricoli, minerari sottoposti a processi elementari di trasformazione) possono considerarsi tali anche gli acciai e i microprocessori.
Quota di gettito di un'imposta amministrata da un livello di governo superiore, devoluta a favore di un ente di livello inferiore sulla base di qualche criterio che tenga conto di aspetti locali (ad esempio il gettito riscosso, la base imponibile a livello locale, ecc.) definito dal livello di governo sovraordinato.
E' lo strumento che consente a predeterminate categorie di contribuenti di evitare accertamenti del fisco su una parte dei propri redditi in cambio di un pagamento di un prezzo prestabilito (indipendentemente dalle condizioni di ciascun contribuente). Il concordato può riferirsi agli anni pregressi oppure a redditi futuri. Nel secondo caso si parla di concordato preventivo.
La Concorrenza è quella condizione nella quale più imprese competono sul medesimo mercato, inteso come il luogo d'incontro ipotetico tra domande ed offerta, producendo i medesimi beni o servizi (offerta) che soddisfano una pluralità di acquirenti (domanda).
La concorrenza è tutelata dalle norme antitrust e si realizza allorché la domanda e l'offerta sono particolarmente elastiche sicché il prezzo dei beni o servizi tende ad avvicinarsi al costo marginale.
In verità esistono diverse tipologie, o gradi, di concorrenza. Per concorrenza perfetta si intende una condizione ideale del mercato, nella quale la competizione tra le imprese induce una discesa del prezzo d'acquisto che equivale al costo marginale. Quindi nella concorrenza perfetta si verifica che: P=Cma (dove P=prezzo e Cma=costo marginale). Il modello di concorrenza perfetta è stato confutato ed oggi viene considerato puramente utopico, mentre appare concretamente realizzabile una concorrenza imperfetta (c.d. "reasonable competition"), nella quale cioè il prezzo si abbassa verso il costo marginale, senza peraltro essere ad esso equivalente.
Il condono consente a chi vi partecipa di regolarizzare la propria posizione fiscale . I condoni si rivolgono in primo luogo a contribuenti la cui evasione non è ancora stata scoperta. In casi eccezionali sono stati estesi anche a chi avendo ricevuto un accertamento aveva già in corso un contenzioso con il fisco.
Nella terminologia italiana con condono tombale si intende un condono esteso a tutti i contribuenti (e dunque non solo alle categorie cui fa riferimento il concordato) e a tutte le imposte(non solo quelle predefinite con il concordato).
Il Consiglio è il principale organo decisionale dell'Unione europea. È l'emanazione degli Stati membri, di cui riunisce regolarmente i rappresentanti, a livello ministeriale: affari esteri, finanze, istruzione, telecomunicazioni. È l'organo legislativo dell'Unione, esercita il potere legislativo in codecisione con il Parlamento europeo, coordina le politiche economiche generali degli Stati membri, Prende le decisioni necessarie alla definizione e all'attuazione della politica estera e di sicurezza comune, sulla base degli orientamenti generali definiti dal Consiglio europeo.
Il Consiglio direttivo (della Banca Centrale) è formato dai 6 membri del Comitato esecutivo e dagli 11 Governatori delle Banche Centrali dei Paesi membri appartenenti all'area dell'Euro. È il Consiglio Direttivo che prende le decisioni relative ai tassi di interesse guida e all'offerta di riserve nell'Eurosistema.
Il Consiglio europeo riunisce i Capi di Stato o di governo dei quindici Stati membri dell'Unione europea e il Presidente della Comm. europea. Esso non va confuso né con il Consiglio d'Europa (che è un'organizzazione internazionale), né con il Consiglio dell'Unione Europea.
Il Consiglio generale (della BCE) è composto dal Presidente, dal Vicepresidente e dai governatori delle BCN dei 15 Stati membri dell'Unione europea. Il Consiglio generale svolge i compiti che la BCE ha rilevato dall'IME (istituita per la preparazione dell'UEM) e che, per via delle deroghe concesse a diversi Stati membri, è ancora necessario assolvere nella Terza fase dell'Unione economica e monetaria (UEM).
La Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (meglio nota con l'acronimo Consob), istituita con la legge - 7 giugno - 1974, n. 216, è un'autorità amministrativa indipendente, dotata di personalità giuridica e piena autonomia con la legge 281 del 1985, la cui attività è rivolta alla tutela degli investitori, all'efficienza, alla trasparenza e allo sviluppo del mercato mobiliare italiano. Prima della sua istituzione, era il Ministero del Tesoro (quindi un organo non indipendente dall'esecutivo) ad avere tali funzioni.
La Consob si configurava, con la legge del 1974, come un organo di vigilanza delle società quotate e dei fondi mobiliari. Con la legge 77 del 1983 acquisiva invece pieno controllo su tutte le operazioni riguardanti il risparmio pubblico. Ulteriori poteri di controllo venivano conferiti nel 1991, in relazione alle Sim e all'insider trading. Grazie a questi interventi legislativi, l'autorità diventa pienamente indipendente, e volta al controllo dell'intero mercato mobiliare.
Funzioni
La Consob:
La differenza essenziale sta nelle operazioni finanziarie (ad esempio, la concessione di un credito o l'acquisto di azioni, ecc.) comprese nei conti finanziari ma non in quelli economici. Il bilancio dello Stato e il conto del Settore statale sono conti finanziari, il conto delle Amministrazioni pubbliche è di natura economica.
Il coordinamento aperto è un metodo di lavoro definitivo a livello comunitario, in occasione del Consiglio di Lisbona (2000). Tale metodo è finalizzato a rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri, facendo convergere le diverse politiche nazionali su alcuni obiettivi condivisi. Il coordinamento aperto si basa principalmente su: -la definizione comune di una serie di obiettivi da raggiungere; -l'individuazione degli strumenti necessari per la misurazione dei risultati (statistiche, indicatori) e per la verifica dell'evoluzione verso gli obiettivi prefissati; -la messa a punto di strumenti comparativi per favorire l'innovazione e la qualità degli interventi (diffusione di "buone pratiche", progetti pilota, ecc.).
La corte dei conti è un organo di rilievo costituzionale, autonomo ed indipendente da altri poteri dello Stato, cui la Costituzione affida importanti funzioni di controllo e giurisdizionali sulla corretta gestione delle risorse pubbliche.
La Corte dei conti europea controlla la legittimità e la regolarità delle entrate e delle spese dell'Unione e accerta la sana gestione finanziaria del bilancio europeo.
La Corte di Giustizia europea assicura il rispetto e l'interpretazione uniforme del diritto comunitario. È competente a conoscere le controversie che possono sorgere tra gli Stati membri, le istituzioni comunitarie, le imprese e i privati. Dal 1989 è affiancato dal Tribunale di primo grado.
Prezzo medio di un dato paniere di beni, di solito rappresentativo del consumatore medio.
Il valore presente dei diritti acquisiti da lavoratori e pensionati.
Sono norme vincolanti in tutti i loro elementi per coloro a cui sono destinate. Le decisioni, quindi, non richiedono una normativa di applicazione nazionale. Una decisione può essere indirizzata a qualsiasi o a tutti gli Stati membri, a imprese o a singoli individui.
E' emanato dal governo in caso di necessità ed urgenza, ed ha un'efficacia limitata nel tempo (60 giorni) dopodiché decade o viene convertito in legge Dal parlamento
E' un provvedimento avente forza di legge, adottato dal Governo con deliberazione del Consiglio dei Ministri ed emanato dal Presidente della Repubblica sulla base di una legge di delegazione (Legge delega).
Ciascun Ministro, nell'ambito del proprio Dicastero, può emanare decreti con valore di regolamenti e che quindi non devono essere in contrasto con la legge, che anzi viene espressamente richiamata "vista la legge n...."
Il deflatore (del PIL) è una misura del livello dei prezzi. E' calcolato come il rapporto tra PIL nominale e PIL reale.
Situazione economica in cui si osservano tassi di inflazione negativi, cioè i prezzi calare.
E' un processo che prevede il trasferimento a un livello di governo inferiore di competenze su attività relative alla fornitura di servizi e di prestazioni pubbliche.
Le direttive (comunitarie) vincolano gli Stati membri agli obiettivi da conseguire entro un certo limite di tempo lasciando alle autorità nazionali la scelta sulla forma ed i mezzi da utilizzare. Le direttive devono essere trasposte nella normativa nazionale.
Acronimo per Dual Income Tax. è un sistema di tassazione del reddito di impresa che tassa ad aliquota del 19% la quota di reddito imputabile ai finanziamenti con capitale proprio (nuovi apporti di capitale dei soci e utili trattenuti). Questa quota di reddito è chiamata remunerazione ordinaria (RO). Il sistema è stato introdotto con la riforma Visco (l.662/96 e d.lgs. 466/97)
Acronimo di Documento di programmazione economico-finanziaria. E' il documento con il quale si individuano gli andamenti tendenziali e si fissano gli obiettivi sulle principali grandezze di bilancio per un orizzonte temporale pluriennale.
In microeconomia per domanda s'intende la quantità richiesta di un certo bene o servizio. In effetti distinguiamo tra:
Lo si dice spesso in riferimento al mercato del lavoro. Con tale espressione si intende la convivenza all'interno di un medesimo mercato di un mercato primario dove si incontrano una domanda e una offerta di posti di lavoro qualificati, stabili e ben remunerati e un mercato secondario dove al contrario si incontrano una domanda e un'offerta di attività precarie poco qualificate e mal remunerate.
L'economia (dal greco οίκος [oikos], 'casa' e νομος [nomos], 'norma', cioé "amministrazione della casa") è stata definita da alcuni come la scienza che studia le modalità di allocazione di risorse limitate tra usi alternativi, al fine di massimizzare la propria soddisfazione ovvero la scienza che studia cosa si produce, come si distribuisce e si consuma. Nell'ambito delle teorie economiche la distinzione più nota è quella tra microeconomia e macroeconomia.
Nella visione che interpreta l'economia come la scienza della soddisfazione del fabbisogno attraverso lo scambio, tale studio dovrebbe essere nato con l'uomo e con ogni altro essere capace di scelte consapevoli di scambio a seguito di ragionamento.
Acronimo per Exchange Rate Mechanism. Meccanismo che vincola il tasso di cambio di un Paese ad oscillare all'interno di una determinata banda di oscillazione.
detta anche semplicemente "sommerso" è quella parte dell'attività economica di un paese non registrata nelle statistiche ufficiali, perché illegale o a scopo di evasione fiscale. Tuttavia esistono delle statistiche che, in una qualche misura, la tengono in conto.
Il termine "Eurosistema" è utilizzato per designare la BCE e le BCN degli Stati membri che hanno adottato l'euro.
Il saldo del Settore statale ovvero la somma che lo Stato deve procurarsi sul mercato emettendo titoli (Bot, Btp, ecc.). E' una buona approssimazione della variazione del debito pubblico.
Federal Reserve (Bank) o semplicemente FED è la Banca Centrale degli Stati Uniti.
Sono un'importante fonte di finanziamento per i programmi delle Regioni in ritardo di sviluppo (obiettivo 1) e delle zone con problemi strutturali (obiettivo 2), nonché per le politiche di occupazione e formazione (obiettivo 3). Sono finanziati in parte con risorse comunitarie e in parte con risorse nazionali. In Italia le iniziative di maggior rilievo riguardano le Regioni in ritardo di sviluppo come il Mezzogiorno.
Il numero totale dei lavoratori, che include le persone occupate e quella alla ricerca di un lavoro (disoccupate).
Le maggiori potenze economiche del mondo: Stati Uniti, Giappone, Francia, Germania, Regno Unito, Italia e Canada più la Russia.
Processo di rapida integrazione a livello mondiale dei mercati dei capitali, del lavoro e dei beni
L'idea secondo la quale gli investimenti pubblici dovrebbero essere scorporati dal computo del deficit calcolato ai fini del rispetto del Patto di Stabilità e Crescita
L'investimento diretto estero è l'acquisto di imprese già esistenti o costituzione di nuove imprese da parte di investitori esteri.
L'impresa è, giuridicamente, una attività. Essa è l'attività economica organizzata al fine della produzione e dello scambio di beni o di servizi.
È caratterizzata da uno specifico scopo (produzione e scambio) e da specifiche modalità di svolgimento (organizzazione, economicità e professionalità.) Deve essere condotta con metodo economico: copertura dei costi con i ricavi, altrimenti si ha consumo e non produzione di ricchezza.
Definizione
L'impresa è un sistema sociale tecnico aperto.
Un sistema è un complesso di interdipendenze di parti rispetto ad un obiettivo comune. Quando il sistema è sociale-tecnico le parti sono costituite da beni e persone ovvero da attrezzature, rirsorse umane, conoscenze e rapporti sociali. Un sistema aperto scambia con l'esterno conoscenza e produzione.
Quindi l'impresa è un complesso di interdipendenze tra beni e persone che operano scambiando con l'esterno conoscenza e produzione, perseguendo il medesimo obiettivo che è quello di produrre valore.
Ricavato da "http://it.wikipedia.org/wiki/Impresa"
E' il costo di un dato paniere di beni e servizi consumato dal consumatore medio. Talvolta abbreviato con IPC.
Quando riferita ai salari indica la regola in base alla quale i salari aumentano automaticamente a seguito di un aumento dei prezzi.
L'inflazione, dal latino inflatus, gonfiato, è in economia un incremento generalizzato e continuativo dei prezzi nel tempo.
Una delle possibili cause d'inflazione è un aumento dell'offerta di moneta che risulti eccessivo rispetto alla domanda di liquidità.
L'aumento del livello generale dei prezzi determina una perdita di potere d'acquisto della moneta: con la stessa quantità di denaro si può cioè acquistare una minore quantità di beni e servizi.
L'opposto dell'inflazione, cioè la diminuzione continuativa del livello generale dei prezzi, prende il nome di deflazione.
L'incremento del livello generale dei prezzi espresso in termini percentuali è il tasso d'inflazione.
L'ISEE è un indicatore della condizione economica degli individui, utilizzato dalle pubbliche amministrazioni per verificare il diritto dei cittadini a ricevere prestazioni sociali legate ad una prova dei mezzi. L'ISEE è un indicatore misto: reddituale e patrimoniale. Esso è pari, in prima istanza a: Y +0,20P dove la parte reddituale, Y, è data dalla somma dei redditi assoggettabili ad Irpef e dei redditi derivanti da attività finanziarie di tutti i componenti il nucleo familiare; mentre la parte patrimoniale (P) è valutata tenendo conto sia del patrimonio mobiliare sia di quello immobiliare. L'indicatore così ottenuto è poi diviso per un parametro il cui importo dipende dal numero dei componenti il nucleo familiare (cosiddetta "scala di equivalenza"), al fine di rendere confrontabili situazioni economiche di soggetti appartenenti a nuclei famigliari di diversa numerosità.
Forma di lavoro secondo la quale una prestazione può essere ripartita fra due o più lavoratori secondo modalità stabilite dagli stessi.
Sono leggi che mirano a modificare il testo della Carta Costituzionale e che, a differenza delle leggi ordinarie, devono essere approvate dal Parlamento secondo un particolare procedimento indicato all'art. 138 della stessa Costituzione.
E' un provvedimento che definisce le materie e prescrive i principi a cui il Governo deve attenersi nell'emanare un determinato decreto legislativo.
La macroeconomia studia un sistema economico nel suo complesso, cioè essa si occupa delle variabili economiche aggregate e delle loro interdipendenze. A differenza della microeconomia, la quale punta a spiegare i comportamenti dei singoli operatori economici, la macroeconomia considera le interazioni tra macrovariabili, ciascuna delle quali è il risultato della somma di singoli comportamenti individuali.
La macroeconomia studia quindi variabili come la domanda complessiva di un paese (domanda aggregata), l'offerta complessiva (offerta aggregata), il prodotto interno lordo, le esportazioni, le importazioni. Lo studio delle variabili macroeconomiche impiega modelli elaborati per spiegare il funzionamento dell'economia. Ne è un esempio lo schema IS-LM, che riflette le tesi economiche di John Maynard Keynes, successivamente elaborate e formalizzate da diversi economisti, e mette in relazione variazioni del tasso d'interesse con variazioni della produzione aggregata considerando il mercato dei beni, il mercato monetario, le politiche monetarie della banca centrale e quelle fiscali del governo. Ciò è un importante risultato della teoria macreconomica.
Attraverso questo e altri modelli, come il modello AS-AD (che del modello IS-LM è l'evoluzione) o di modelli che analizzano la crescita dell'economia, la macroeconomia cerca di rispondere a interrogativi che riguardano le differenti velocità di crescita del reddito registrati dai diversi paesi, il tasso di inflazione, l'alternarsi di periodi di crescita a periodi di recessione e depressione, con redditi in calo e aumento della disoccupazione. Inoltre la macroeconomia cerca, attraverso la raccolta e l'elaborazione dei dati, di prevedere gli scenari futuri, in modo che la politica possa intervenire per modificare, ove necessario, i trend (le tendenze) e perseguire taluni fini quali l'aumento dell'occupazione o delle esportazioni o il controllo dell'inflazione.
In economia, si intende per mercato il luogo (anche in senso non fisico) deputato all'effettuazione degli scambi economici del sistema economico di riferimento; secondo un'altra definizione più finalistica, il mercato è l'insieme della domanda e dell'offerta, cioè dei venditori e degli acquirenti.
Con l'articolazione degli studi della disciplina, si sono nel tempo attribuite crescenti attenzioni allo sviluppo di specifiche branche del mercato, costituenti i mercati specifici per i quali valgano peculiarità funzionali, di andamento e di organizzazione tali da renderli analizzabili individualmente (ed anche in comparazione con gli altri).
Si parla dunque al plurale di "mercati" poiché, non solo se ne avrà pluralità sinché persisterà una pluralità di sistemi economici indipendenti (ad esempio i sistemi nazionali), ma anche all'interno stesso di un sistema economico possono individuarsi prevedibili ed analizzabili movimenti dei soggetti economici raggruppabili per categorie di localizzazione, tipologia, modalità ed innumerevoli altre caratteristiche. Si hanno così i mercati regionali (intendendosi per "regione" una porzione significativa, per qualità o quantità dei soggetti o degli scambi, del sistema generale), oppure i mercati internazionali. Un'antica partizione scolastica individuava intanto una prima distinzione tipologica merceologica generale, per il tipo di oggetto degli scambi, fra il mercato mobiliare (oggi più noto come mercato finanziario) ed il mercato immobiliare; le classificazioni merceologiche, infinite quanto le merceologie, hanno consentito di enucleare una quantità non inquadrabile di atomistici mercati, ad esempio "della piastrella in cotto di seconda scelta" o "delle punte intercambiabili per avvitatore a batteria", che nonostante l'apparente capziosità sono oggetto di utili studi da parte degli interessati. Altre differenziazioni possono riguardare il modo (anche pratico) di effettuazione degli scambi (ad esempio il recente mercato telematico, distinto dal mercato tradizionale).
La teoria economica è divisa in due branche: la microeconomia e la macroeconomia. La microeconomia studia il comportamento dei singoli agenti economici, quali i consumatori, i lavoratori, gli investitori, i proprietari terrieri, le imprese, cioè tutti gli individui o le entità che giocano un qualche ruolo nel funzionamento delle nostre economie. La microeconomia spiega come e perché questi soggetti prendono delle decisioni di tipo economico. Un altro tema importante della microeconomia riguarda il modo in cui gli agenti economici interagiscono tra di loro per formare unità più ampie, come i mercati e le industrie. Grazie allo studio del comportamento e dell'interazione delle singole imprese e dei consumatori, la microeconomia ci rivela come operano e si evolvono le industrie e i mercati, perché sono diversi l'uno dall'altro e come sono influenzati dalle politiche economiche pubbliche e dalle condizioni economiche generali.
Al contrario, la macroeconomia, l'altra grande branca della teoria economica, si occupa delle grandezze economiche aggregate, come, per esempio, il livello e il tasso di crescita del prodotto nazionale, i tassi di interesse, la disoccupazione e l'inflazione. Tuttavia, il confine tra la microeconomia e la macroeconomia è diventato negli ultimi anni sempre meno netto. Il motivo principale è dovuto al fatto anche la macroeconomia ha a che fare con l'analisi dei mercati. Per capire come funzionano i mercati, è necessario comprendere prima di tutto il comportamento delle imprese, dei consumatori e degli investitori che costituiscono questi mercati. Nel tempo i macroeconomisti sono diventati sempre più attenti ai fondamenti microeconomici dei fenomeni economici aggregati.
Il monopolio è una forma di mercato dove un unico venditore offre un prodotto o un servizio per il quale non esistono sostituti stretti (monopolio naturale) oppure opera in ambito protetto (monopolio fiscale). Deriva dal greco μονοσ (monos: traduzione solo) e πολιον (polion, da polein - vendere).
Una situazione di monopolio può crearsi come conseguenza di:
Forme di monopolio
I monopoli sono spesso caratterizzati in base alle circostanze da cui hanno origine. Tra le categorie principali si hanno monopoli che sono il risultato di leggi o regolamentazione (monopoli legali), monopoli che hanno origine dalla struttura dei costi di un dato sistema produttivo (monopolio naturale). I fautori del liberismo in economia sostengono che una classificazione più fondamentale dovrebbe distinguere tra monopoli che nascono e prosperano grazie a una violazione dei principî del libero mercato (monopolio coercitivo) e quelli che si mantengono tali grazie alla superiorità del prodotto o servizio offerto rispetto a quello dei potenziali concorrenti.
Monopolio legale
Un monopolio basato su leggi che esplicitamente limitano la concorrenza è detto monopolio legale (o de jure). Laddove sia il governo stesso, e non un privato dietro concessione del governo, a operare in condizioni di monopolio, si parla di monopolio di Stato.
Monopolio naturale
Si chiamano monopoli naturali quei settori di attività economica che si caratterizzano per rendimenti strettamente crescenti (il costo di produzione dell'ultima unità è inferiore a quello di tutte le precedenti) e di conseguenza per dei costi medi strettamente decrescenti (il costo medio diminuisce all'aumentare del volume di produzione poiché la curva del costo marginale è sempre al di sotto di esso). In tali settori un operatore unico è più efficiente di una pluralità di operatori. In generale si tratta di attività in cui i costi d'investimento (costi fissi) sono talmente alti che non sarebbe conveniente moltiplicarli per introdurre la concorrenza. Un esempio palese: l'Eurotunnel sotto la Manica. L'esistenza dei costi medi decrescenti impedisce l'applicazione delle regole della concorrenza pura e perfetta nonché della determinazione dei prezzi sulla base dei costi marginali.
Gli esempi di monopoli naturali sono generalmente quelli legati alla realizzazione di infrastrutture: rete ferroviaria, rete stradale ed autostradale, rete per la distribuzione dell'acqua, del gas, dell'elettricità, porti, aeroporti, ....
Questa situazione può dare un potere enorme all'operatore unico. Questo giustifica l'intervento del potere pubblico, che può assumere diverse forme: esecuzione pubblica, nazionalizzazione, o controllo esterno della gestione privata attraverso l'intermediazione di un regolatore o di una autorità creata appositamente (attraverso per esempio una delegazione di servizi pubblici).
Va notato che questo potere dello Stato può divenire una fonte di sovracosti per l'utilizzatore (licenza di esecuzione), di corruzione (attribuzione delle concessioni) e che, in certi casi, sia che lo Stato eserciti lui stesso il monopolio, o per mezzo di organismi pubblici, lui stesso o questi organismi ed il loro personale si ritrovano a detenere un potere importante.
È quindi essenziale che i loro poteri e responsabilità siano chiaramente definiti e che i cittadini e loro rappresentanti dispongano di mezzi di controllo precisi affinché queste entità seguano efficacemente la loro missione.
Ricavato da "http://it.wikipedia.org/wiki/Monopolio_naturale"
In un mercato, l'offerta è anche l'insieme dei prodotti o servizî che soddisfano un certo bisogno, detto domanda.
L'oligopolio è una forma di mercato con pochi ma importanti venditori (offerenti), ognuno dei quali sa che ogni sua decisione avrà influsso sulle decisioni della concorrenza.
Un esempio di oligopolio viene, ad esempio, dall'industria automobilistica.
Il Duopolio è - per contro - un oligopolio con soli due offerenti.
Il Parlamento europeo è eletto ogni cinque anni a suffragio universale diretto. Insieme al Consiglio, svolge una funzione legislativa consistente nell'adozione delle leggi europee (direttive, regolamenti, decisioni), e ne condivide il potere di bilancio. Adotta definitivamente il bilancio nella sua completezza. Esercita un controllo democratico sulla Commissione. Approva la designazione dei suoi membri e ha il potere di censura. Inoltre, svolge un controllo politico su tutte le istituzioni.
Il Patto di Stabilità e Crescita è il Protocollo del Trattato di Maastricht che impone ai paesi membri che partecipano alla Unione monetaria di mantenere, fra gli altri requisiti, un rapporto deficit/PIL al di sotto del 3%.
Il patto di stabilità interno è l'insieme di disposizioni, contenute ultimamente nella Legge finanziaria, con cui, a partire dalla manovra di bilancio per il 1999, si definisce l'impegno degli enti decentrati a contribuire alla realizzazione dell'obiettivo di indebitamento netto, perseguito dal Governo centrale, nel rispetto del patto di stabilità e crescita.
Il Prodotto Interno Lordo (PIL) è il valore totale dei beni e servizi finali prodotti da un paese in un determinato periodo di tempo con i fattori produttivi impiegati all'interno del paese stesso. Se calcolato con i prezzi correnti si chiama PIL nominale , se calcolato con i prezzi costanti (quelli dell'anno base) è detto PIL reale.
Condizione economica di limitata abilità ad acquistare beni o servizi, definita indipendentemente dallo standard di vita medio della popolazione di riferimento. Viene determinata sulla base di un paniere di beni o servizi ritenuti essenziali, rivalutato negli anni per tener conto della variazione dei prezzi correnti.
Limitata abilità ad acquistare beni o servizi, definita relativamente al reddito o al consumo medio o mediano della popolazione di riferimento.
Il prezzo è il valore economico di un bene o servizio espresso in moneta corrente in un dato tempo che può variare in base ad alcuni elementi, come domanda ed offerta. Nel prezzo si concentra tutta l'informazione a disposizione degli agenti economici.
La Produttività (del lavoro) è il rapporto tra il prodotto e il numero di lavoratori impiegati nella produzione.
Comunemente indica una prolungata riduzione del PIL. Economicamente indica una crescita negativa, di almeno due trimestri consecutivi, del PIL.
i redditi familiari aggiustati in base alle dimensioni e alle caratteristiche del nucleo familiare
Il reddito che rimane dopo che i consumatori hanno pagato le imposte e ricevuto i trasferimenti (ad es. sussidi, indennità...) dal governo.
Sono norme direttamente applicabili e vincolanti in tutti gli Stati membri dell'UE senza che sia necessaria alcuna normativa di trasposizione nazionale.
Le riserve ufficiali detenute dalle banche centrali consistono di mezzi di pagamento universalmente accettati, prevalentemente dollari e oro, a cui si può ricorrere per finanziare l'importazione di beni essenziali in caso di crisi o per intervenire sul mercato dei cambi a sostegno della propria valuta.
Il Sistema europeo di banche centrali (SEBC) è composto dalla Banca centrale europea (BCE) e dalle banche centrali nazionali (BCN) dei 15 Stati membri dell'Unione europea.
Il Settore pubblico comprende oltre alla Pubbliche Amministrazioni (vd.) le aziende statali e locali che che vendono beni e servizi destinati al mercato.
Il conto del Settore statale, pur non essendo approvato dal Parlamento, è il vero bilancio di cassa dello Stato ed è anche il conto più difficile da spiegare. Essenzialmente è pari alla somma del bilancio di cassa dello Stato e della variazione delle giacenze dei conti correnti di Tesoreria (vd.). Ma il Settore statale non è pari alla somma dello Stato più tutti gli enti con un conto corrente in Tesoreria (il che, in pratica, darebbe l'intero settore pubblico), in quanto non tutte le operazioni degli enti transitano per quei conti correnti. Così, ad esempio, le uscite dal conto corrente di una Regione non rappresentano tutte le spese di quella Regione: altre sue spese sono finanziate da entrate che non passano per il conto corrente di Tesoreria. I conti di alcuni enti (in particolare, Regioni e Comuni) tendono ad essere strutturalmente in avanzo (giacenze di Tesoreria). Il saldo di questo conto è il Fabbisogno di cassa (vd.)
Indica la facoltà riconosciuta alla parte politica vincitrice nella competizione elettorale di collocare persone di fiducia nei posti chiave dell'apparato burocratico
Indica la possibilità, da parte di apposite agenzie, di somministrare manodopera a tempo indeterminato per interi reparti aziendali.
Lo Stato è quel soggetto (ente sovrano, originario ed indipendente) che comanda anche mediante l'uso della forza armata, della quale detiene il monopolio. Il concetto di Stato può essere definito in due modi:
Da quest'ultima definizione emerge che lo Stato è anche un ente territoriale, in quanto individuato da una porzione di territorio che è soggetta alla sua sovranità.
Stato sovrano: dal latino superanus, colui che sta al di sopra; lo Stato è superiore ad ogni altro soggetto entro i suoi confini. Per essere tale, la sovranità deve manifestarsi come "indipendenza" nei rapporti reciproci; per tale ragione, allora, lo Stato è indipendente e sovrano; sovrano al suo interno, indipendente nei confronti degli altri Stati. Lo Stato è originario poiché i suoi poteri derivano solo da se stesso e da nessun altro. Con ciò si sostiene che esso non è subordinato ad altri soggetti e quindi è indipendente e sovrano.
Definizioni
Numerosi studiosi di politica hanno cercato di dare definizioni più precise del concetto di Stato, cercando di enunciare anche le condizioni necessarie affinché esso possa essere considerato tale. Per Max Weber per Stato si deve intendere «un'impresa istituzionale di carattere politico in cui l'apparato amministrativo avanza con successo una pretesa di monopolio della coercizione della forza legittima in vista dell'attuazione degli ordinamenti». Un'altra defizione è tentata da Charles Tilly: «Un'organizzazione che controlla la popolazione occupante un determinato territorio costituisce uno Stato se e in quanto 1) si differenzia rispetto ad altre organizzazioni che operino sul medesimo territorio; 2) è autonoma; 3) è centralizzata; 4) le sue parti componenti sono formalmente coordinate le une con le altre».
Lo Stato moderno
Lo Stato moderno si afferma in Europa tra il XV e il XVII secolo. La sua formazione avviene attraverso un progressivo accentramento del potere e della territorialità dell'obbligazione politica. Infatti scompaiono le frammentazioni del sistema feudale in favore di un potere centrale, e anche la Chiesa si subordina allo Stato. Avviene una concentrazione del potere su uno specifico territorio. E' in questo periodo, infatti, che nasce il concetto di confine; precedentemente vi era stato il concetto di marca, un territorio neutrale tra due entità politiche. Lo Stato acquiscise poi il monopolio legittimo dell'uso della forza, che avviene tramite la burocrazia e la polizia; la forza è necessaria per mantenere l'ordine interno e difendere la comunità da attacchi esterni. Infine lo Stato moderno si basa sull'impersonalità del comando politico: la legittimazione proviene da regole, da un'obbedienza non dettata dalla paura ma dal riconoscimento da parte dei soggetti della legittimità del potere esercitato.
Dallo Stato assoluto allo Stato sociale
Fondamentale per la nascita dello Stato moderno fu l'affermarsi di un'economia monetaria: chi opera in uno Stato viene in questo modo ricompensato con salari e non più in natura, come accadeva nel sistema feudale. Questo porta alla nascita di una burocrazia efficiente e legata allo Stato. Attraverso la tassazione, inoltre, lo Stato può mantenere la sua burocrazia. La prima forma di Stato fu lo Stato assoluto. Esso nacque grazie ai conflitti militari: è una "macchina da guerra" perché nasce dall'esigenza della guerra. L'esigenza della guerra porta alla nascita del prelievo fiscale per pagare le spese belliche, porta alla crescita dell'amministrazione statale per far funzionare lo sforzo bellico, porta all'accumulo di debiti per cui è necessario aumentare l'intervento statale nell'economia. Tuttavia al termine del conflitto è necessario assicurare ai cittadini dei diritti che erano stati loro promessi in tempo di guerra per ottenere consenso. Di qui si passa dunque allo Stato democratico, poiché il bisogno di legittimazione del potere centrale necessita lo sviluppo di un consenso possibile solo trasformando i sudditi in cittadini. In tempi recenti lo Stato democratico si è evoluto in Stato del benessere (welfare state), sempre più teso a garantire il benessere dei cittadini da cui gli deriva il consenso e la legittimazione.
Concezione cristiana dello Stato
Per la Dottrina sociale cristiana, lasciati ai cittadini la responsabilità ed il compito di determinare, a seconda delle mutevoli esigenze, l'organizzazione politica, tecnica ed istituzionale dello Stato, questo deve rispondere, sempre e comunque, ad alcuni requisiti:
Attualmente lo Stato che maggiormente si avvicina al concetto ideale di Stato della dottrina sociale cristiana è senza dubbio lo Stato democratico.
Concezione comunista dello Stato
Per la teoria marxista-leninista lo Stato è destinato a scomparire, anche se non è precisato quando. Intanto, lo Stato è un'organizzazione che non tanto degenera garantendo i privilegi di pochi, quanto che non può mai, per la sua natura, perseguire il bene comune. Lo Stato, cioé, è per il comunismo, sempre classista e si fonda, per sua natura, sulla costrizione e la violenza.
Diceva Lenin: Lo Stato é il prodotto e la manifestazione dell'antagonismo inconciliabile delle classi...
Per Engels, inoltre: Lo Stato è, per principio, lo Stato della classe più potente, della classe economicamente e politicamente dominante... Da ciò deriva, secondo il comunismo, la inevitabilità di annientare e conquistare lo Stato borghese con la violenza (sempre Lenin affermava: Lo Stato borghese non muore, ma è annientato dal proletariato nel corso della rivoluzione...) e la necessità della dittatura del proletariato e di uno Stato ancora più forte per annientare la borghesia (...tra la Società capitalistica e la Società comunista, si pone il periodo rivoluzionario di trasformazione dalla prima nella seconda, cui corrisponde un periodo di transizione nel quale lo Stato non potrebbe essere altro se non la dittatura rivoluzionaria del proletariato di Karl Marx).
Circa la natura del nuovo stato proletario, ecco cosa ha scritto Lenin: ...esso sarà al tempo stesso democratico e dittatoriale; è, anzi, lo Stato più tirannico che la storia abbia conosciuto. Questa concezione spiega, al di là dei crimini commessi, quanto è accaduto nei paesi del comunismo reale per buona parte del XX secolo.
La percentuali di lavoratori ovvero di forza lavoro che non trovano un'occupazione.
E' l'obiettivo di inflazione fissato dal governo dai primi anni '80 e preso come riferimento principalmente nella contrattazione salariale.
La percentuale dei lavoratori ovvero di forza lavoro sul totale della popolazione in età lavorativa.
Percentuale di salario precedentemente percepito rappresentata del sussidio
E' una sorta di banca, presso la quale sono titolari di un conto corrente tutti gli enti pubblici che hanno rapporti finanziari con lo Stato (quindi anche quelli che producono per il mercato e non rientrano nel settore delle Amministrazioni pubbliche).
E' una raccolta delle norme che disciplinano una determinata materia approvato con decreto del Presidente della Repubblica
L'Unione Europea è attualmente composta da 25 membri. L'UE è governata da cinque istituzioni: il Parlamento europeo, il Consiglio dell'Unione europea, la Commissione europea, la Corte di giustizia e la Corte dei conti.
L'Unione Economica e Monetaria (UEM) è composta dagli attuali 15 membri dell'Unione Europea. Ma di questi paesi Gran Bretagna, Danimarca e Svezia non hanno ancora adottato l'euro.
L'Unione Economica e Monetaria (UEM) è composta dagli attuali 15 membri dell'Unione Europea. Ma di questi paesi Gran Bretagna, Danimarca e Svezia non hanno ancora adottato l'euro.
L'Unione Europea (UE) è attualmente composta da 25 paesi membri.
In economia il valore aggiunto è la misura dell'incremento di valore che si verifica nell'ambito della produzione e distribuzione di beni e servizi grazie all'intervento dei fattori produttivi capitale e lavoro.
L'impresa acquista beni e servizi necessari a produrre altri beni e servizi. La differenza tra il valore dei beni e servizi prodotti e il valore dei beni e servizi acquistati e impiegati nel processo produttivo è il valore aggiunto.
Si può dire che esso è una misura dell'incremento lordo della valore risultante dell'attività economica.
Può essere osservato in tre modi differenti, ma tra di loro equivalenti:
Il valore aggiunto dei beni e servizi venduti sul mercato viene valutato in base ai prezzi di vendita praticati. Si parla quindi di (VA ai prezzi di mercato). Quando invece si fa riferimento a beni e servizi che non vengono ceduti a un prezzo di mercato ma offerti al cittadino dalla Pubblica Amministrazione, che in cambio riceve imposte e tasse, il valore aggiunto viene valutato sulla base dei costi sopportati per produrli (VA valutato al costo dei fattori).
Il welfare state (stato di benessere), conosciuto volgarmente come stato assistenziale, è un sistema di norme con il quale lo Stato cerca di eliminare le diseguaglianze sociali ed economiche fra i cittadini, aiutando in particolar modo i meno abbienti. Lo stato sociale quindi fornisce dei servizi e garantisce una serie di diritti, come:
Questi servizi rappresentano un enorme impiego di risorse finanziarie, le quali provengono in buona parte dal prelievo fiscale, che ha, nei Paesi democratici, un sistema di tassazione progressivo (l'aliquota impositiva cresce con il crescere del reddito).
Modelli di welfare
Esistono tre differenti tipologie di welfare state che sono riconoscibili in base alle loro diverse caratteristiche. La divisione più importante nasce dalle differenti origini dei diritti sociali che ogni stato concede ai propri cittadini.
Wikipedia l'enciclopedia libera
http://it.wikipedia.org/wiki/Pagina_principale
Glossario della Banca d'Italia
Ultimo aggiornamento: 19/08/2011