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Protezione Civile

La situazione attuale è di VIGILANZA

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LA SPETTACOLARE GIORNATA DELLA PROTEZIONE CIVILE

 

 

PRESENTAZIONE

Non c’è dubbio che lo sviluppo della tecnologia sia un incredibile passo avanti nel salvare vite umane e insediamenti abitativi e che svolga un ruolo fondamentale in caso di catastrofi. Previsioni meteorologiche più accurate, strumenti Gps per la ricerca dei dispersi, mezzi sofisticati come gli hovercrafts per navigare agilmente durante le alluvioni, per non parlare delle tecniche di pronto soccorso, hanno sostanzialmente migliorato l’operatività delle forze di protezione civile.
Ma il fattore umano resta un elemento sostanziale: si lavora ancora di pala nel fango, per utilizzare i cani ci vuole pazienza ed empatia, ci vuole coraggio e senso di solidarietà. Per raccontare ai cittadini questi due aspetti, la Provincia di Torino ha organizzato domenica 22 marzo 2009, in piazza Vittorio a Torino, la giornata della Protezione civile, un’occasione festosa e insieme spettacolare per mostrare come lavorano le realtà che la compongono e quali mezzi e strutture vengano utilizzate in caso di un’evento calamitoso.
Dalle 10 del mattino sino alle 18 piazza Vittorio e i Murazzi sono stati trasformati in un grande "campo base" di Protezione civile. Torrifaro, fuoristrada, gruppi elettrogeni, tende e cucine da campo sono stati esposti e presentati al pubblico dal coordinamento del volontariato, dai volontari degli Aib (Corpo antiincendi boschivi), dai radioamatori dell’Ari (Associazione radioamatori italiani), dai Vigili del fuoco. Nel corso della giornata sono state molte le esibizioni: il Coordinamento del volontariato ha mostrato come si monta un campo; la Croce rossa italiana ha allestito in tempo reale un posto medico avanzato; il Soccorso alpino ha realizzato sia interventi di localizzazione dispersi con Gps e unità cinofile sia, insieme al Soccorso nautico CFUCSN di Moncalieri, un ardito trasferimento di un "ferito" in barella da un mezzo hovercraft, sulle acque del Po ai Murazzi, ad un’ambulanza.
Viale Diaz, sopra il Po, ha ospitato anche un’esercitazione di fuoristradisti, mentre ancora in piazza Vittorio unità cinofile, specializzate in interventi che vedono il lavoro "in coppia" di rocciatori e cani, hanno dato dimostrazione della loro abilità con passaggi su ostacoli e teleferiche. Studenti delle scuole medie superiori si sono dati appuntamento, durante la giornata, per una sfida a Panicom, un gioco di ruolo realizzato da Quesite che simula la gestione di eventi catastrofici e insegna come funziona la protezione civile.
A mezzogiorno, sulla piazza, il Presidente Antonio Saitta e l’assessore alla protezione civile della Provincia di Torino Giorgio Giani hanno incontrato le forze del volontariato, cogliendo l’occasione per ringraziare tutti per il lavoro svolto in questi mesi nei molti momenti critici che il territorio ha vissuto: "La manifestazione è un’occasione importante per dare il giusto riconoscimento all’impegno di coloro che, durante tutto l’anno, si preparano per essere pronti ad intervenire in caso di calamità. La Giornata valorizza inoltre il ruolo degli enti locali nel sistema di protezione civile per la gestione e prevenzione delle emergenze".

2008, ANNO TEMPESTOSO Per la provincia di Torino, il 2008 è stato un anno difficile. Piogge e nevicate hanno segnato profondamente il territorio, creando dissesti e disagi.
Se si è riusciti in molti casi a evitare una vera e propria emergenza, è anche perchè il sistema della protezione civile ha saputo in questi anni affinare i propri strumenti di previsione e la propria organizzazione.
Tuttavia, rispetto agli anni precedenti, il 2008 ha visto susseguirsi una "raffica" di situazioni critiche. Basta dire che i bollettini di allerta meteo-idrologica emessi dal Centro funzionale regionale con codice 2 (cioè una situazione critica che richiede attenzione, ed eventualmente l’apertura delle sale operative di protezione civile) sono stati 21, contro i 3 del 2007 e i 6 del 2006. Il mese di maggio si è chiuso con l’alluvione che ha colpito in particolare le Valli Susa, Germanasca, Pellice e Chisone; luglio ha visto una tromba d’aria abbattersi sul Carmagnolese, settembre è stato contrassegnato da piogge torrenziali che hanno creato gravi danni soprattutto nel Basso Canavese e messo in ginocchio le imprese dell’area industriale fra Leinì e Settimo. I primi fiocchi di neve sono arrivati in quota a novembre, e a metà dicembre all’abbondante nevicata, che ha isolato molti comuni e frazioni, si è sommata l’esondazione del Banna: una congiuntura che tuttavia ha consentito di evitare un’alluvione di dimensioni ben più catastrofiche. L’abbondanza di neve ha reso tuttavia i versanti instabili, e per tutto l’inverno ¿emergenza ancora non scongiurata- il pericolo valanghe è stato elevato.
In tutte queste situazioni, la Protezione civile, unitamente a tutti gli altri servizi della Provincia di Torino (basta segnalare l’impegno della Viabilità, che ha visto al lavoro giorno e notte per un lungo periodo oltre 300 cantonieri), ha lavorato senza sosta e un grande impegno è stato profuso in parallelo sia dalle altre realtà ¿basta citare il Soccorso alpino- sia dai volontari della Protezione civile: "Senza il contributo del volontariato di protezione civile- spiega il cavaliere Umberto Ciancetta, responsabile del Coordinamento che raccoglie oltre 120 associazioni- non sarebbe possibile far fronte a emergenze così continue e diverse fra di loro".

 

Link utili:

Prefettura
Regione Piemonte - Protezione Civile
Comune di Torino - Protezione Civile
Coordinamentro volontariato di protezione civile della Provincia di Torino
Croce Rossa Piemonte
Corpo nazionale soccorso alpino e spelelologico
Associazione Nazionale Carabinieri
Quesite
Associazione cinofili La Piota

Ultimo aggiornamento: 07/04/2011