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Politiche sociali

Lavori di pubblica utilità

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LAVORI DI PUBBLICA UTILITA’

 

Che cosa è
Il "Lavoro di Pubblica Utilità" costituisce una misura penale che sostituisce il carcere o la pena pecuniaria per reati di piccola entità, generalmente legati al codice della strada (guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti -artt.186-187 del Codice della Strada-) o di competenza del giudice di pace (art. 54 del D. Lgs. 274/2000,). In alcuni casi previsti dalla legge, può anche costituire una sanzione accessoria o essere irrogata nei casi di sospensione condizionale della pena (art. 165 Codice Penale).
Il lavoro di pubblica utilità consiste nella prestazione di un’attività non retribuita a favore della collettività da svolgere presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni e gli enti di assistenza sociale o volontariato. La prestazione di lavoro, ai sensi del decreto ministeriale 26 marzo 2001 e della normativa vigente, viene svolta in particolare a favore di tossicodipendenti, persone affette da HIV, portatori di handicap, malati, anziani, minori, ex detenuti o extracomunitari, nel settore della protezione civile, nella tutela del patrimonio pubblico e ambientale, nel campo della sicurezza e dell’educazione stradale, o in altre attività pertinenti alla specifica professionalità del condannato.
L'attività viene svolta nell'ambito della provincia in cui risiede il condannato e comporta la prestazione di non più di sei ore di lavoro settimanale da svolgere con modalità e tempi che non pregiudichino le esigenze di lavoro, di studio, di famiglia e di salute del condannato. Tuttavia, se il condannato lo richiede, il Giudice può ammetterlo a svolgere il lavoro di pubblica utilità per un tempo superiore alle sei ore settimanali. La durata giornaliera della prestazione non puo' comunque oltrepassare le otto ore.
Ai fini del computo della pena, il ragguaglio è effettuato secondo il seguente criterio: un giorno di lavoro di pubblica utilità (che consiste nella prestazione anche non continuativa di 2 ore di lavoro) per ogni giorno di pena detentiva e un giorno di lavoro per ogni 250 € di pena pecuniaria.
Le amministrazioni e gli enti presso cui viene svolta l'attività lavorativa assicurano il rispetto delle norme e la predisposizione delle misure necessarie a tutelare l'integrità fisica e morale dei condannati.

Come vi si accede
La misura sostitutiva viene disposta dal giudice su richiesta dell’imputato, con la sentenza di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell’art 444 del codice di procedura penale (patteggiamento).
Con la sentenza di condanna il giudice individua il tipo di attività, nonché l’ente o l’amministrazione dove deve essere svolto il lavoro di pubblica utilità. La prestazione di lavoro non retribuita ha una durata corrispondente alla sanzione detentiva irrogata.

Dove viene svolto
L’attività di lavoro non retribuita viene svolta presso gli enti pubblici territoriali e le organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato individuati attraverso apposite convenzioni stipulate dal ministero della Giustizia o, su delega di quest’ultimo, dal Presidente del tribunale, a norma dell’art. 2 del decreto ministeriale 26 marzo 2001. Nelle convenzioni sono indicate le attività in cui può consistere il lavoro di pubblica utilità, i soggetti incaricati di coordinare la prestazione lavorativa e le modalità di copertura assicurativa. L’elenco degli enti convenzionati è affisso presso le cancellerie di ogni Tribunale.

Ciascun Tribunale del territorio provinciale (Torino, Ivrea) segue procedure proprie e per maggiori delucidazioni si rimanda alla sezione specifica Procedure tribunali.

 

Per informazioni contattare:
Servizio Politiche Sociali e di Parità
Ufficio per le Politiche di Sicurezza Integrata
Via Maria Vittoria, 12 - 10123 Torino
Gigliana Mainardi
Tel. 011 861 2780
e-mail: gigliana.mainardi@provincia.torino.it

 

 

 

 

 

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Ultimo aggiornamento: 14/07/2014