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Ritrovarsi un giovane Camoscio sulla porta di casa: un'esperienza che, probabilmente, sinora nessun abitante della pianura torinese aveva mai fatto. Nel pomeriggio di giovedi 12 giugno invece, gli agenti del Servizio Tutela Fauna e Flora della Provincia di Torino sono intervenuti a Pianezza, dopo che un cittadino li aveva informati della presenza di un ungulato all'interno di un giardino, alle spalle del Santuario di San Pancrazio.
Giunti sul posto, gli agenti faunistico-ambientali (coadiuvati da una Guardia Ecologica Volontaria del gruppo di Collegno) hanno provveduto a catturare l'ungulato, servendosi di una rete. Una volta tranquillizzato, il Camoscio è stato visitato dal professor Ezio Ferroglio, docente della Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università di Torino, il quale ne ha constatato le buone condizioni fisiche, nonostante lo stress subito. L'animale è stato marchiato con una targhetta auricolare (per poter capire i suoi successivi spostamenti) e liberato in una zona montana nei pressi di Val della Torre.
"La presenza di un animale selvatico di alta montagna in un'area di pianura è certamente un fatto insolito. - sottolinea Sergio Bisacca, Vice-Presidente della Provincia di Torino nonché Assessore alla all'Agricoltura, Montagna, Tutela della Fauna e della Flora - E' difficile stabilire come e quando il giovane Camoscio sia potuto giungere sino a Pianezza. Anche questo episodio è comunque la riprova di una tendenza: la fauna selvatica è sempre più presente nelle aree urbanizzate e l'impatto delle attività umane su di essa è una questione delicata. Si impone una riflessione sulla convivenza tra la fauna e le attività agricole e sui pericoli che i selvatici possono causare alla sicurezza della circolazione".
Il recupero del camoscio |
Il recupero del camoscio |
Il recupero del camoscio |
Il camoscio è stato liberato nei pressi di Val della Torre |
(13 giugno 2008)