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I CAMBIAMENTI CLIMATICI E IL FUTURO
I LIBRI DI LUCA MERCALLI PRESENTATI A PALAZZO CISTERNA

PRESENTAZIONE

Venerdì 19 settembre di Palazzo Cisterna, sono state presentate due pubblicazioni dedicate al "Clima di Torino e della sua provincia". Si tratta di due opere a firma del meteorologo Luca Mercalli, presente all'appuntamento.
Il primo volume, incentrato sugli effetti che il cambiamento del clima potrebbe avere a livello locale, porta il titolo "Cambiamenti climatici e governo del territorio in provincia di Torino".
La seconda pubblicazione "Il clima di Torino" è frutto di oltre vent'anni di ricerche su dati meteorologici, condotte anche con il contributo della Fondazione CRT.
Per la Provincia hanno partecipato all'incontro il Presidente Antonio Saitta e l'assessore alla Pianificazione Territoriale Giorgio Giani. E' intervenuto il consigliere di amministrazione della Fondazione CRT Mario Rey.

COME E' CAMBIATO SUL NOSTRO TERRITORIO
Di Luca Mercalli

Negli ultimi anni la conoscenza del clima è diventata sempre più rilevante ai fini sia delle attività di gestione quotidiana dei servizi alla collettività - pensiamo alla vigilanza giornaliera della Protezione Civile - sia per la programmazione a lungo termine nel governo del territorio anche in vista dei cambiamenti climatici. Per questi motivi la Provincia di Torino ha da tempo intrapreso un'attività di approfondimento e ricerca su questi aspetti che si concretizza in questi giorni con la pubblicazione di due importanti opere.

Cambiamenti climatici e governo del territorio

La recente alluvione del 29 maggio 2008, che sulla scorta dell'esperienza accumulata nel precedente evento del 15 ottobre 2000, è stata prevista accuratamente e prevenuta utilizzando le migliori soluzioni oggi applicabili, ha ancora una volta insegnato quanto il nostro territorio sia fragile ed esposto al dissesto idrogeologico. Se a questo quadro si aggiunge da un lato la rapida espansione delle zone urbanizzate, che aumenta il rischio esponendo più infrastrutture e più manufatti a episodi climatici estremi storicamente ricorrenti, e dall'altro l'evoluzione futura del clima che sottoporrà il territorio a nuove pressioni, si comprende la necessità di porsi delle domande ed elaborare delle strategie con tempi di reazione sufficientemente lunghi. Questo è del resto il compito principe della politica, che dovrebbe indirizzare le scelte, anticipare i cambiamenti e prevenire i possibili danni alla salute e al benessere dei cittadini. Il Quarto rapporto ONU-IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) fa il punto sui cambiamenti climatici mondiali e suggerisce precise strategie di mitigazione e adattamento.
Nella pubblicazione "Cambiamenti climatici e governo del territorio in Provincia di Torino", primo numero della collana "Quaderni del Territorio", ci si concentra sugli effetti che i cambiamenti del clima già in atto o attesi in futuro potrebbero avere a livello locale. Aumento della temperatura, riduzione dei ghiacciai e dell'innevamento, diminuzione della disponibilità di acqua, potenziale aumento degli eventi estremi sono i grandi temi che condizioneranno sempre più l'uso dell'energia e delle risorse naturali, elementi peraltro già integrati nel Piano strategico provinciale per la sostenibilità ambientale. Queste pagine, agili, sintetiche e semplici da comprendere nonostante affrontino argomenti complessi, sono dirette sia a tecnici e amministratori locali che ogni giorno devono prendere decisioni sul futuro dei loro territori, sia ai cittadini che vogliano informarsi sugli scenari, sempre incerti, ma probabili, del nostro futuro.

Il clima di Torino e dei suoi dintorni

Un secondo impegno per la conoscenza approfondita del clima provinciale consiste nella pubblicazione, voluta dal Servizio Protezione Civile, del monumentale volume "Il clima di Torino", curato da Gennaro Di Napoli e Luca Mercalli della Società Meteorologica Italiana.
Lo studio, frutto di oltre vent'anni di ricerche sostenute anche con il contributo della Fondazione CRT, presenta i risultati di una delle serie di dati meteorologici più lunghe d'Italia. A Torino si cominciarono a misurare le temperature nel 1753, grazie all'attività del medico di corte Ignazio Somis. Seguirono le esperienze degli osservatori dell'Accademia delle Scienze, di Palazzo Madama, dell'Università e di altri Enti che insieme formano un corpus di quasi un milione e mezzo di dati per la prima volta elaborati sistematicamente. A Torino abbiamo anche la serie di misure di neve più lunga del mondo, iniziata nel 1787.
Questi valori che possono sembrare a prima vista aridi, sono in realtà un pezzo di storia del nostro territorio: dal nubifragio che stroncò la Mole Antonelliana il 23 maggio 1953 alla nevicata del 27 ottobre 1979 che fece strage di alberi ancora verdi, dalla grandine del 16 agosto 1741 "grossa come due pugni" che ruppe tetti e vetri di mezza città, al fulmine che il 20 agosto 1698 fece esplodere la polveriera della Cittadella causando un centinaio di vittime, dal freddo "insofribile" del remoto gennaio 1709 con oltre 20 gradi sotto zero, al rovente agosto 2003 con quasi 40 gradi, fino all'influenza di lontane esplosioni vulcaniche del passato e alla lunga sequenza di alluvioni, antiche come quella del 17 ottobre 1839 e moderne come quelle del 1994, 2000 e 2008. Tutti fenomeni accuratamente documentati con cronache d'archivio e centinaia di fotografie.
Oltre alle curiosità, alla ricostruzione delle antiche modalità di misura e alla descrizione del clima attuale, tra le 936 pagine del volume vi è anche un capitolo dedicato alle testimonianze climatiche nella pittura torinese, curato da Arabella Cifani e Franco Monetti, con squisite tele dove si vedono tra l'altro corse settecentesche in slitta nel centro di Torino quando il clima era più freddo e nevoso, e un contributo di Pier Massimo Prosio sulla letteratura torinese a sfondo meteorologico, da Thovez a Pavese.
Tornando al clima, in sintesi lo studio rivela che la temperatura è cresciuta di circa 1,5 gradi in due secoli, nevica la metà di quanto cadeva cent'anni fa, mentre le piogge sono rimaste molto variabili nel tempo, con periodi umidi alternati ad altri siccitosi. Tutti dati utili anche a chi deve programmare attività che hanno a che fare con l'atmosfera: lavori di ingegneria per lo smaltimento delle acque piovane, progettazione architettonica con nuove tecnologie per il risparmio energetico, uso dell'energia solare.

(19 settembre 2008)