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Una piccola riproduzione di un faro, questo il premio è stato consegnato presso la Sala Coro dell’auditorium Rai ai vincitori della tredicesima edizione del Premio internazionale del documentario e del reportage mediterraneo, che si è svolta a Torino dal 14 al 20 giugno 2008.
Il Presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta ha consegnato personalmente il Premio speciale Arco latino, che la Provincia di Torino ha istituito quest’anno in quanto dal 2007 Saitta è anche presidente in carica di di Arco Latino, associazione costituita da una rete di amministrazioni locali di secondo livello dell'arco mediterraneo occidentale, attualmente costituita da 41 Province italiane, 17 Diputaciones spagnole e 12 Conséils Générals francesi, con l’obiettivo di svolgere un ruolo di concertazione con l'Unione Europea e di tradurre delle politiche in progetti concreti per lo sviluppo e la cooperazione fra i Paesi che si affacciano sul mar Mediterraneo.
"Sono orgoglioso di consegnare questo premio" ha spiegato Saitta " e che Torino abbia avuto l’onore di ospitare questa rassegna, perché oggi più che mai è importante fare il punto sulla situazione culturale e sui problemi che caratterizzano la culla della nostra civiltà, il Mediterraneo".
Il Premio Arco Latino, del valore di 5 mila euro, da assegnare al documentario o reportage che meglio sapesse esprimere lo sguardo italiano sul Mediterraneo, è stato attribuito dalla giuria ( di cui faceva parte anche la consigliera provinciale Valeria Giordano) a Partire, Ritornare, reportage di un viaggio in Marocco guidato dallo scrittore Tahar Ben Jelloun, alla scoperta della condizione degli emigranti e dei giovani che reputano l’Europa il Paradiso dove possono avverarsi i loro sogni, diretto da Nene Grignaffini e Francesco Conversano, e prodotto da Rai Educational nel 2007.
La giuria ha scelto di attribuire il premio a quest’opera "per la delicata partecipazione con la quale, attraverso la guida straordinaria di Tahar Ben Jelloun, ha descritto le speranze dei giovani marocchini per un mondo migliore, rappresentato dalla costa della Spagna, vero orizzonte di sogni, e nello stesso tempo, il dolore e la tristezza delle donne rimaste nei villaggi con i bambini, le delusioni che quasi sempre hanno fatto seguito alle partenze. Accompagnato da musiche e immagini di particolare suggestione, questo lavoro costituisce, nel panorama produttivo mediterraneo, un eccellente esempio di professionalità e impegno sociale".
Francesco Conversano (Monopoli, Bari, 1952) e Nene Grignaffini (Fontanellato, Parma, 1955) si sono laureati in DAMS a Bologna, rispettivamente in Drammaturgia (nel 1977) e in Storia del Cinema (nel 1980). Dopo un’attività di didattica presso il DAMS, danno vita alla società di produzione "Movie Movie" con la quale, dal 1980, realizzano film, documentari, programmi televisivi e culturali. Privilegiando il documentario d’autore come luogo e genere in cui sperimentare forme narrative diverse e nuovi linguaggi, Conversano e Grignaffini esplorano e attraversano costantemente territori quali il cinema, la letteratura ed altre forme artistiche ed espressive, indagando e riflettendo sull’immaginario collettivo e sui percorsi culturali del nostro secolo.
Una menzione speciale è stata attribuita dalla giuria a Una stagione all’inferno, diretto da Alessandro Nucci -in cui si racconta come, ogni anno, migliaia di immigrati sono impiegati come lavoratori stagionali, nei campi dell’Italia del Sud, ma rimangono "invisibili" anche se forniscono un contributo fondamentale all’intero settore economico dell’agricoltura- "per aver saputo rappresentare con notevole efficacia e con un uso appropriato del linguaggio delle immagini, la drammatica situazione degli immigrati africani nell’Italia Meridionale".
Alessandro Nucci è nato a Cosenza nel 1984. A 18 anni inizia a collaborare con una società di produzione come cameraman della televisione locale e redattore, ha diretto alcune storie e decine di reportages speciali sul territorio calabrese. Laureato al DAMS Università della Calabria, si stabilisce a Roma nel 2006. inizia a lavorare come cameraman per "Amici" (Canale 5) e poi nella TV dell’Enel. Infine, come free-lance per la televisione Road, ha realizzato reportages per la RAI e La7, tra cui "Introccabili", uno speciale di 1 ora sulla comunità rom. Durante l'estate 2007 realizza il suo primo cortometraggio come direttore della fotografia, "Don", che vince la tappa italiana della "48 ore di film progetto."
Nella giornata conclusiva della tredicesima edizione del Premio internazionale del Documentario e del Reportage Mediterraneo, la sede aulica della Provincia di Torino, Palazzo Cisterna (sala Consiglieri, via Maria Vittoria 12, dalle 15 alle 17), ha inoltre ospitato un incontro con i rappresentanti delle associazioni e delle comunità mediterranee regionali in occasione del quale è stato proiettato il film selezionato dai registi ASBU (Arab States Broadcasting Union): si tratta di La terre parle arabe di Maryse Gargour.
(20 giugno 2008)