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Duecentottantotto milioni di euro di danni: questa l'ingente cifra quantificata per il territorio della provincia di Torino a seguito dell'alluvione che nel maggio 2008 ha colpito Piemonte e Valle d'Aosta. Costerebbe assai meno, e sarebbe più lungimirante, affrontare un piano di interventi strutturali in grado di mettere in sicurezza il territorio, garantendo ai cittadini la sicurezza di abitare in luoghi il meno possibile esposti a rischio e protetti. Eppure la copertura economica degli interventi sulle opere pubbliche copre appena il 25% delle opere previste nel piano di ricostruzione, una cifra che non basta neppure per gli interventi d'urgenza.
E' questo il quadro emerso nel corso dell'incontro indetto dalla Regione Piemonte a Villa Gualino per fare il punto con la Provincia di Torino, l'Aipo, i comuni torinesi colpiti dall'alluvione del 2008 sulle risorse finanziarie disponibili e per programmare e concordare i lavori più urgenti da avviare. L'assessore regionale alle opere pubbliche Bruna Sibille ha illustrato il quadro delle risorse a disposizione: oltre 70 milioni di euro, in funzione dei finanziamenti che nel corso del 2009 lo Stato dovrebbe trasferire: 45 milioni provenienti dai fondi Cipe, circa 18 milioni dalla finanziaria 2008 e 27 milioni dalla finanziaria 2009. Potranno inoltre essere utilizzati dalla Regione 10 milioni di euro che risultano da economie su ordinanze di eventi precedenti. L'ultima tranche di fondi arriverà infine dalla finanziaria 2010 con uno stanziamento di 27 milioni di euro. "Il Governo ha finora erogato al Piemonte - ha detto l'assessore Sibille - 22 milioni e 500 mila euro per i danni provocati dall'alluvione. I soli danni alle opere pubbliche ammontano ad oltre 541 milioni e nel corso del 2009 disporremo di appena un quarto delle risorse occorrenti". Una situazione che mette in grave difficoltà le pubbliche amministrazioni, "perché oltre alle risorse insufficienti - ha detto il Presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta, che ha partecipato all'incontro con l'assessore alla pianificazione territoriale Giorgio Giani - il patto di stabilità ci mette nella situazione di non poter fare i pagamenti e in questo modo favoriamo la crisi". "Il punto - ha continuato Saitta - non è tanto avere risorse immediatamente, si potrebbe anche scaglionarle nel tempo in modo da programmare gli interventi. La Provincia di Torino ha già dato la sua disponibilità a gestire interventi strutturali di messa in sicurezza del territorio. Anzi, abbiamo fatto anche di più: abbiamo cominciato a progettarli. Però evidentemente non basta, bisogna che stabiliamo un modello di governance che ridefinisca le competenze degli enti, in modo da intervenire in coerenza con gli altri e con tempi adeguati". Una proposta accolta favorevolmente dai sindaci intervenuti al dibattito, che hanno sottoposto all'attenzione degli enti sovraordinati alcune delle più significative criticità del territorio non ancora risolte: e che rischiano di essere ulteriormente acuite dalle nevicate dell'inverno in corso, alle quali il Governo ha destinato 70milioni di euro da distribuire su tutto il territorio nazionale.(24 febbraio 2009)