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DA MARSALA A TORINO
UN GRUPPO DI STUDENTI SICILIANI A RITROSO SUI PASSI DI GARIBALDI RICEVUTI A TORINO PRIMA CAPITALE D'ITALIA.

  • Da Marsala a Torino
    Studenti siciliani sui passi dei Mille ricevuti a Torino prima capitale d'Italia

DA MARSALA A TORINO

Da Marsala a Torino. E' il viaggio al contrario sul cammino dei Mille, percorso da un gruppo di circa 250 studenti siciliani, nel 150° anniversario dell’impresa garibaldina e con un anno d’anticipo rispetto alle celebrazioni dell’unità d’Italia.
Gli studenti sono coordinati dall’Associazione etnea studi storico filosofici di Catania e stanno celebrando così in questi giorni il 150° l'anniversario dell’eroica impresa garibaldina, passaggio decisivo per raggiungere l’unità italiana.
Dopo la tappa finale di Genova Quarto, hanno scelto simbolicamente di fermarsi anche a Torino, prima capitale dell’Italia unita e questa mattina sono stati ricevuti nel cortile di palazzo Carignano, dal presidente della Provincia Antonio Saitta, dalle altre autorità e da un gruppo di loro coetanei, studenti del Liceo Cavour di Torino.

A fare “gli onori di casa” a nome del Comitato Italia 150, Marina Bertiglia coordinatrice delle iniziative rivolte ai giovani.

Il presidente Saitta ha voluto sottolineare le sue origini siciliane e si è detto “molto soddisfatto ed orgoglioso che uno dei primi momenti celebrativi del 150° anniversario dell’Unità d’Italia a Torino veda la presenza di studenti in arrivo dal meridione: “voi giovani rappresentate il futuro del nostro Paese - ha detto fra l’altro Saitta - e la vostra presenza è per tutti noi segno di speranza che gli ideali del Risorgimento, strettamente saldati con quelli della Costituzione, siano nelle mani e soprattutto nei cuori delle generazioni che si succederanno alla nostra”. A salutare la delegazione siciliana, anche l’assessore alla Cultura del Comune di Torino Fiorenzo Alfieri.
“Senza la Sicilia rivoluzionaria del ‘decennio di preparazione’ e il Mezzogiorno continentale - ha detto il presidente dell’Associazione etnea studi storico filosofici Salvatore Distefano - l’Italia non sarebbe sorta e la sua permanente divisione sarebbe stata foriera di ulteriore subalternità nei confronti delle altre potenze europee. Proprio la Sicilia, che assunse nel 1860 una funzione nazionale, era una realtà avanzata e i democratici speravano, a partire da ciò che accadeva nell’isola, di conquistare l’egemonia del processo unitario e realizzare un Paese più moderno e democratico. Per questo il 1860 e il 1861 sono ricorrenze strettamente legate che consentiranno all’intero Paese di rivisitare la storia d’Italia, a partire dalla proclamazione del regno unitario, operando una rilettura del Risorgimento senza conformismo, ma al tempo stesso senza revisionismi e abiure tipiche del nostro tempo”.