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Interventi per la sicurezza del territorio dopo l'alluvione di settembre 2008

PRESENTAZIONE

Filmato
Durata: 2' 56"
56 Kbit/s | Adsl | 1,5 Mbit/s

A tre mesi dall'alluvione che nel settembre 2008 ha creato gravi danni al territorio, la Provincia di Torino fa il punto sulla situazione dei sopralluoghi per i danni a privati e aziende, affronta il tema dei finanziamenti al mondo produttivo danneggiato e presenta il suo piano per la messa in sicurezza del territorio. L'occasione per questa ricognizione viene dalle critiche mosse su questo tema dalla Presidente dell'Api Claudia Porchietto in un'intervista rilasciata ieri a un quotidiano torinese: "Ma l'API - ha precisato il presidente della Provincia Saitta - ha partecipato a tutte e sette le riunioni del tavolo operativo nel dopo alluvione ed ha condiviso il metodo di lavoro della Provincia di Torino".
"Sono complessivamente preoccupato del rapporto fra l'amministrazione provinciale e l'Api- ha aggiunto Saitta - il rapporto è sempre stato ottimo e vogliamo che continui in questi termini".
Saitta ha ricordato che dopo l'evento temporalesco che ha coinvolto dall'11 al 13 settembre la zona a nord ovest di Torino, tra Caselle, San Maurizio Canavese e Ciriè, fu l'Api a chiedere alla Provincia un aiuto per avviare le procedure per la dichiarazione di calamità naturale e anche per trovare soluzioni affinché i privati potessero riecvere rimborsi e aiuti finanziari. "Un problema particolarmente delicato, perché il rimborso dei danni ai privati è ripartito fra molti enti. Ma la Provincia non si è limitata a riunire le associazioni e gli enti coinvolti, ha fatto un più lavoro più complesso - metodo che abbiamo seguito per tutti gli eventi calamitosi che si sono susseguiti quest'anno- mettendo a disposizione le nostre competenze professionali per avviare una progettazione di interventi più strutturali e risolutivi. Il risultato è che in meno di cento giorni i progetti ci sono e siamo pronti a realizzarli; a fronte di 32 milioni di danni stimati, per rimettere in sesto quest'area ne servirebbero dai 5 ai 7: a malapena un quinto. Ma le risorse non ci sono. La Regione Piemonte ha stanziato 5 milioni per far fronte all'emergenza, con Finpiemonte è stato messo a punto un meccanismo per consentire alle imprese di accedere a finanziamenti agevolati, ma dal Governo non è arrivato ancora un soldo".
Problema sollevato anche dall'assessore alla pianificazione territoriale Giorgio Giani: "La Provincia di Torino dispone di una esaustiva banca dati delle criticità del territorio, perciò non è stato difficile avviare subito una progettazione degli interventi. Dove c'erano le risorse siamo già intervenuti, ora chiediamo al Governo le risorse per mettere in sicurezza in modo più definitivo il territorio. E' un problema non eludibile, perché i cambiamenti climatici rendono più critici, intensi e frequenti gli eventi calamitosi".

(23 gennaio 2009)