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INTERVENTI PER LA SICUREZZA STRADALE
VARATO IL PRIMO PROGRAMMA DI ATTUAZIONE AL PIANO NAZIONALE


PRESENTAZIONE

La Provincia di Torino ha varato il primo programma di attuazione del Piano nazionale della sicurezza stradale, grazie ai finanziamenti del Ministero delle Infrastrutture.
In base alle indicazioni della Regione Piemonte, le ex strade statali su cui si concentra il piano sono: la n. 10 (Comune di Pino Torinese), la n. 11 (Comuni di Chivasso, Verolengo e Villareggia) e la n. 20 (Comuni di Carmagnola e Moncalieri).

Il Piano nazionale persegue l’obiettivo, posto dall’Unione Europea, di ridurre del 50% il numero di sinistri con morti e ferimenti entro il 2010.

Per l’individuazione dei siti è stata scelta una metodologia di intervento ritenuta innovativa per due ordini di ragioni: la prima effettuata con l’analisi dei sinistri stradali che hanno originato morti e ferimenti; la seconda mira alla messa in sicurezza di tutti gli utenti della strada, non solo i guidatori di veicoli a motore, ma anche gli utenti più deboli e a rischio, come i pedoni e i ciclisti, categorie finora mai considerate e particolarmente esposte dalla conformazione attuale delle infrastrutture, che sono pensate solo ed esclusivamente per gli automezzi.
Un’altra importante novità è la valutazione dell’efficacia delle azioni, che sarà fatta grazie al confronto tra gli indici di incidentalità (sempre riferiti ai sinistri con morti e feriti) rilevati prima e dopo gli interventi.
Grazie all’attività del suo Osservatorio degli incidenti stradali, la Provincia è in grado di compiere continuativamente l’analisi dei sinistri stradali che si verificano sulle strade del territorio.

Gli interventi sono suddivisi in tre progetti:

  1. sulle tratte extraurbane: installazione di guard rail, di segnaletica di tipo luminoso e tradizionale, di pali di illuminazione fotovoltaici (ove gli incidenti avvengono soprattutto di notte e in prossimità degli accessi laterali), realizzazione di isole spartitraffico a protezione delle svolte a sinistra (isole che di solito sono dotate solo di segnaletica orizzontale, e quindi usate per sorpassare causando scontri frontali o frontali-laterali); sulle tratte edificate la realizzazione di “porte”, per separare chiaramente le zone extraurbane dai centri abitati, corredate di segnali di grande formato su pali ricoperti di edera posti su ambo i lati della strada e progressivamente ravvicinati, utili a far diminuire la velocità prima dell’ingresso tra gli edifici grazie alla riduzione dell’orizzonte visivo percepita dai guidatori. Questo primo progetto ha un costo di 1 milione e 850mila euro.
  2. realizzazione di cinque nuove rotatorie in corrispondenza di incroci critici, per un totale di oltre 1 milione e 600mila euro.
  3. installazione di dissuasori di velocità, sotto forma di dispositivi elettronici atti a rilevare e segnalare la velocità di percorrenza ai guidatori, per una spesa di 365mila euro.

Il Piano nazionale di sicurezza stradale si prescrive di agire, in via prioritaria, a tutela dei cosiddetti utenti deboli della strada entro le zone abitate; purtroppo i valori percentuali delle morti e dei ferimenti di queste tipologie di utenti e in questi luoghi risultano anormalmente elevati rispetto alle medie dei paesi dell’Unione Europea, più avanzati nella riduzione dei sinistri gravi.
In ultima analisi, le misure per la riduzione della velocità mirano alla riduzione dei costi sociali imposti dalle morti e dai ferimenti, che in Italia ammontano attualmente a circa il 3% del Pil.

(16 dicembre 2009)