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I Canestrelli di Altessano, dolci tipici sopravvissuti all'omologazione del gusto, sono da oggi tutelati dal "Paniere" dei prodotti tipici della Provincia di Torino.
Il produttore, che ha ripreso la "ricetta delle nonne", rispetta a pieno le antiche tradizioni, sia nella scelte delle materie prime che nelle modalità di cottura con i tradizionali "ferri", un tempo utilizzati da tutte le massaie per preparare quello che era il vero e unico dolce dei giorni di festa. La lavorazione è interamente manuale, in particolare la preparazione delle palline di pasta, l'infornatura e la cottura con le tradizionali pinze, che riproducono un disegno a rete in rilievo o gli stemmi delle antiche famiglie nobiliari.
Venaria, trovandosi a metà strada tra il Canavese e la Valsusa, ricopre un po' il ruolo di trait d'union tra i due territori. Dopo le positive verifiche sulla tipicità del prodotto e sulle rispondenze con il disciplinare a cui devono sottoporsti tutti i produttori, come è avvenuto per tanti altri prodotti entrati a far parte del "Paniere", il tipico canestrello contribuirà anche alla visibilità e notorietà del territorio venariese.
Le origini del Canestrello sono testimoniate nei bilanci del "Capitolo Eporediese", a partire dal 1401: i canestrelli erano chiamati "nebule". Erano cialde a base di farina e burro, preparate per pagare le rappresentazioni di attori-chierici, insieme a vino e zucchero. In seguito (e ancora oggi) furono utilizzati come il tipico dolce riservato delle feste (nozze, cresime, feste patronali). Il nome deriva dal fatto che venivano serviti in caratteristici "canestri". La ricetta-base prevede l'utilizzo di farina tipo 00, zucchero, burro, uova, scorza di limone grattugiata, vanillina, liquore o vino. L'olio d'oliva extravergine, il latte e il lievito possono essere presenti. La tipologia al cacao viene aggiunta di tale ingrediente per il 12-35% del peso della farina. L'impasto derivante dall'amalgamazione degli ingredienti può riposare per alcune ore, per essere poi diviso a formare piccole biglie, che vengono cotte su di una piastra elettrica o sul caratteristico ferro a pinza. La cottura avviene da entrambi i lati per un tempo totale di 15-90 secondi, a seconda dello spessore del canestrello. Dalla pressatura ne deriva in superficie un'incisione costituita da disegni o da grigliature diverse. La zona di produzione dei Canestrelli della Provincia di Torino comprende i Comuni di Almese, Avigliana, Borgone di Susa, Bruzolo, Bussoleno, Caprie, Caselette, Chianocco, Chiusa San Michele, Condove, Mattie, Meana di Susa, Mompantero, Moncenisio, Novalesa, Rubiana, Sant'Ambrogio di Torino, Sant'Antonino di Susa, San Didero, San Giorio di Susa, Vaie, Venaus, Villar Dora, Villarfocchiardo, Borgofranco d'Ivrea, Caluso, Montanaro, Mazzé, Rondissone, San Giorio, Tonengo di Mazzé, Venaria.
Decine di coltivatori di erbe officinali provenienti da tutta Europa si sono dati appuntamento dal 1° al 4 luglio a Savigliano per l'assemblea generale della European Herb Growers Association - EHGA, che ha affrontato le principali problematiche della categoria, soprattutto per quanto riguarda la tutela e promozione delle produzioni tradizionali e tipiche di un settore che sta conoscendo una crescita commerciale ed un crescente interesse da parte dei consumatori. L'incontro ha consentito uno scambio di esperienze tra colleghi, anche grazie alle visite guidate che hanno arricchito il programma dell'assemblea. Di particolare interesse la visita al Museo della Menta e delle Piante Officinali, che ha sede a Pancalieri.
La Provincia ha ricordato l'importanza della coltivazione della Menta a Pancalieri e nei vicini Comuni della pianura pinerolese e cuneese, sottolineando come la realtà produttiva di Pancalieri sia una delle "punte di diamante" del circuito di promozione delle tipicità, messo in piedi dalla Provincia con il progetto del "Paniere" dei prodotti tipici.
La Menta Piperita è un coltura officinale che avviene in pieno campo nelle aziende agricole di una zona geografica posta a cavallo delle province di Torino e Cuneo, identificata come "Pancalierese", poiché il Comune di Pancalieri a pieno titolo gode dell'appellativo di "Isola d'erba", rappresentando il centro storico di affermazione dell'Olio essenziale di Menta Piperita. L'utilizzo della Menta spazia dall'industria alimentare (caramelle, dolci, aromi) all'erboristeria (tisane e infusi), dalla cosmesi (bagnischiuma, creme, profumi) alla produzione di liquori (amari e digestivi). Secondo la letteratura scientifica la menta coltivata nel Pancalierese risulta essere la Menta Piperita nera nota come Menta di Mitcham in omaggio al territorio inglese dove nacquero le prime coltivazioni. La specie botanica venne introdotta in Italia nel 1903 e si diffuse velocemente, ma la coltivazione risale comunque avanti nel tempo: risulta infatti che, nel 1865, a Pancalieri la menta veniva piantata dal farmacista Chiaffredo Gamba, che la distillava in proprio con un alambicco da 100 litri. Negli anni a venire nel Pancalierese sorsero altri distillatori fino a raggiungere, nel 1926, le settanta distillerie. Negli anni che vanno dal '50 al '60 la Menta raggiunse il massimo della sua produzione di olio essenziale, ed in seguito si iniziò ad introdurre anche le coltivazioni di altre piante officinali fino ad arrivare a oggi, con una ventina di varietà, La pianura di Pancalieri è da sempre celebrata come vera "isola d'erba" di ricercate erbe officinali e aromatiche prodotte in grandi quantità. Oltre alla famosa Piperita Piemonte : la Menta Dolce, la Salvia, la Malva, la Camomilla, l'Assenzio, l'Estragone, l'Iperico, l'Issopo.
Il Museo della Menta e delle Piante Officinali, nel centro del paese, raccoglie testimonianze e documenti, cicli di lavoro e fasi di produzione delle erbe aromatiche.
Le visite organizzate al Museo sono gratuite ed è prevista la degustazione delle specialità a base di Menta.
Tutti i giorni, su prenotazione, la ditta "Essenzialmenta" gestisce l'accoglienza per comitive scolastiche (dalle scuole elementari alle Facoltà di Erboristeria e Scienze Gastronomiche), Università della terza età, associazioni e gruppi di privati, oratori, estate ragazzi, ecc.; "Essenzialmenta" organizza inoltre visite agli impianti di lavorazione e laboratori in classe per le scuole, con l'ausilio di educatori professionali.
Maggiori informazioni su: www.essenzialmenta.it e www.erbe-it.com
(08 luglio 2010)