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Chi fosse interessato ad approfondire, attraverso una documentazione originale, la conoscenza storica della figura del Conte Camillo Benso può consultare uno dei quaranta archivi custoditi dalla Biblioteca di Storia e Cultura del Piemonte "Giuseppe Grosso", che ha sede a Palazzo Cisterna e custodisce numerose lettere autografe di personaggi rilevanti del Risorgimento Subalpino. Lo storico Domenico Berti ha definito l'archivio come un "vastissimo carteggio degli uomini più liberali dell'Italia e dell'Europa".
Spiccano tra i documenti conservati a Palazzo Cisterna le lettere di Camillo Cavour, indirizzate al deputato del Regno Lorenzo Valerio, datate fra il 1852 ed il 1860. Tra di esse ve n'è una datata marzo 1852, che rievoca i disordini sanguinosi accaduti a Sassari il 24 febbraio di quell'anno. In un'altra, del 19 settembre 1856, Cavour trasmette a Valerio il libro di Bayle St. John sul Piemonte. Numerosi sono poi i rapporti epistolari di cortesia, o intesi a fissare al deputato una serie di appuntamenti presso il Ministero dell'Interno. Curioso notare come Cavour ci tenesse a rimarcare la distanza politica con Valerio, al quale si rivolge con ironia, firmandosi "Suo devotissimo avversario C. Cavour" (Torino, 31 dicembre 1859). In altra occasione, con una lettera del 10 marzo 1859, divergendo dalle opinioni dell'impulsivo e combattivo Valerio, Cavour stigmatizza così la rivoluzione: "non si deve respingere l'elemento insurrezionale, o, se meglio le piace, rivoluzionario, ma non si può somministrare in dosi troppo forti, sia a ragione dell'Europa, sia del proprio Paese, che non ha stomaco fatto per digerirlo, se non moderatamente" (Lettera di Cavour a Valerio. Torino, 10 marzo 1859).