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La Biblioteca di Storia e Cultura del Piemonte della Provincia di Torino, istituita nel 1956 su impulso dei professori Luigi Firpo e Giuseppe Grosso (allora Presidente dell'Amministrazione Provinciale e poi Sindaco di Torino) venne ufficialmente aperta al pubblico nel maggio 1964. Costituita per dotare il capoluogo e la sua provincia di un organismo specializzato nella raccolta di opere di argomento piemontese, attualmente la Biblioteca dispone di un patrimonio di oltre 100.000 titoli fra monografie, periodici, manoscritti, cinquecentine, stampe, carte geografiche e tesi di laurea. Rappresenta per gli studiosi un punto di riferimento importante per ricerche approfondite in svariati settori: dalla letteratura all'arte, dalla politica alla sociologia, dall'economia alle discipline scientifiche. La prima importante acquisizione è datata 1961: si tratta del Fondo bibliografico e archivistico a carattere giuridico del senatore Giorgio Ermanno Anselmi, nato a Valperga Canavese nel 1873. Tra le biblioteche familiari, si distingue quella della casata Giulio-Falconieri, caratterizzata dagli interessi scientifici di Carlo Ignazio, figura di spicco per il suo eclettismo, che ben rappresentò gli stimoli intellettuali del Piemonte sabaudo nella prima metà dell'Ottocento. Grandissima importanza dal punto di vista letterario riveste invece la raccolta di Marino Parenti, bibliofilo milanese, appassionato collezionista di prime edizioni dell'Ottocento e del primo Novecento. In anni più recenti si sono aggiunte le accessioni dei Fondi "Lange", "Campini", "Fusi" e "Bertagna". Parte notevole del patrimonio della Biblioteca è costituita, infine, da una quarantina di fondi archivistici. Fra gli archivi nobiliari, è di particolare interesse quello della famiglia feudale "Bosses di Bosses", preziosa raccolta di 494 pergamene datate fra il 1225 e il 1788. L'archivio "Claretta" contiene invece documenti sulle principali famiglie nobili piemontesi, mentre l'archivio "Carron di San Tommaso" è ricco di interessanti carteggi. Altrettanto importanti sono gli archivi risorgimentali, tra i quali spicca, appunto, quello del deputato al parlamento subalpino Lorenzo Valerio, con oltre 200 lettere di eminenti personalità politiche e letterarie dell'800, da Cavour a D'Azeglio, da Gioberti a Mazzini, da Brofferio a Garibaldi, con autografi di Napoleone III e Vittorio Emanuele II.
La Biblioteca è aperta al pubblico il lunedì dalle 8,15 alle 12,15 e dalle 13,15 alle 15,45, il martedì, mercoledì e giovedì dalle 8,15 alle 12,15 e dalle 13,15 alle 16,45, il venerdì dalle 8.15 alle 12.