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SICUREZZA STRADALE: IN PROVINCIA DI TORINO CALANO INCIDENTI E VITTIME.
SAITTA: "LA SICUREZZA STRADALE E' UN INVESTIMENTO SOCIALE"
Il trend è positivo, ma occorrono nuove risorse per migliorare le infrastrutture ereditate da ANAS e Regione Piemonte

PRESENTAZIONE

Filmato: Conferenza stampa
Durata: 04' 14"

LE NORME DELL'UNIONE EUROPEA E LA LORO TRADUZIONE SUL TERRITORIO

La Direttiva 2008/96 del Parlamento Europeo e del Consiglio dell'Unione Europea sulla Gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali prevede modalità di valutazione della sicurezza stradale, procedure di controllo costante degli standard progettuali e manutentivi, suggerisce analisi comparative in fase di progettazione di nuove infrastrutture.

La Direttiva 2008/96 è pensata e rivolta alla rete TEN (Trans European Network) ed introduce procedure specifiche con le quali confrontarsi:

  • Road Safety Assessment, la valutazione di impatto sulla sicurezza per le nuove tratte ovvero per i possibili interventi di miglioramento di tratte esistenti
  • Road Safety Audit, la valutazione dei progetti di nuove tratte
  • Road Safety Inspection, l'analisi della sicurezza, periodica e scadenzata, sulle tratte in esercizio.

La Direttiva 2008/96 introduce un modello di valutazione costante indipendente dalla volontà e dalla sensibilità della singola amministrazione pubblica o del singolo funzionario responsabile: in sostanza un modello strutturato e professionale con precisi riferimenti e precisi obiettivi cui tendere. Le norme introdotte dall'Unione Europea sono rivolte alla rete stradale di grande comunicazione, ma gli obiettivi di metodo e di modello che introducono sono pienamente condivisibili. Per questo la Provincia di Torino, ormai da qualche anno, sta lavorando nella direzione tracciata dalla Direttiva 2008/96. L'Osservatorio sull'Incidentalità svolge un ruolo fondamentale in questo senso.



I DATI DELL'UFFICIO SICUREZZA STRADALE E L'IMPORTANZA DELLE ROTATORIE PER DIMINUIRE NUMERO E GRAVITA' DEI SINISTRI

Nel 2008 la Provincia si è dotata dell'Ufficio Sicurezza Stradale ed è stata inserita nel gruppo di lavoro nazionale, promosso dalla Consulta nazionale per la sicurezza stradale, che si sta occupando di formulare una proposta di recepimento della Direttiva.

"La valutazione che si può trarre da queste analisi è che, per quanto riguarda la rete di competenza provinciale, il trend è positivo - hanno sottolineano il Presidente Saitta e l'Assessore provinciale alla Viabilità, Alberto Avetta, durante una conferenza stampa che si è svolta venerdi 5 novembre - L'Unione Europea nel 2000 ha posto l'obiettivo di dimezzare gli incidenti mortali e la provincia di Torino è passata dalle 215 vittime del 2000 alle 127 del 2009, dai 10.873 feriti del 2000 ai 10.552 del 2009".

Osservando il trend degli ultimi due anni, si nota che gli incidenti con lesioni sono passati dai 7.101 del 2009 ai 4.411 dei primi dieci mesi del 2010, che i feriti sono passati dai 10.552 del 2009 a 5.716 nel 2010 ed i morti da 127 a 58.
Ovviamente i dati del 2009 e di quest'anno non sono ancora comparabili, visto che mancano due mesi alla fine del 2010. E' comunque ipotizzabile che il bilancio finale di quest'anno segnerà un calo sia dei feriti che dei morti.

Gli incidenti stanno diminuendo in particolare nelle intersezioni regolate da rotatorie, probabilmente perché l'utenza ha ormai recepito le regole e le modalità di percorrenza tipiche di questa infrastruttura, che, com'è noto, sono diverse dalle regole generali: la precedenza va a chi sta in rotatoria e non a chi proviene dalla destra. Resta invece alto il numero di incidenti nelle aree urbane, anche se meno gravi sotto il profilo delle conseguenze.

I dati rappresentano una tendenza ed hanno un valore relativo, perché basta un incidente mortale dovuto ad esempio alla guida in stato di ebbrezza (quindi indipendente dalle possibilità di intervento della Provincia in termini infrastrutturali) per modificare sensibilmente i dati stessi.

"Il trend positivo - hanno precisato Saitta e Avetta - è certamente dovuto ad una pluralità di ragioni: alle tecnologie di cui sono dotate le vetture, alla maggiore sensibilità ed attenzione degli utenti (anche per via dei controlli sempre più efficaci delle forze dell'ordine), ma certamente sono anche dovuti ai numerosi interventi infrastrutturali che la Provincia ha realizzato in questi anni".

Su questo punto è interessante l'indagine sul rapporto costi-benefici delle rotatorie, che l'Ufficio Sicurezza Stradale nel 2009, ha sviluppato in collaborazione con il LAGS (Laboratorio Governo Sicurezza Stradale Regione Piemonte).
Dall'analisi emerge che il denaro speso in sicurezza stradale è un investimento il cui ritorno positivo è quantificabile in termini economici.

La Provincia di Torino gestisce 3.084 chilometri di strade: 2.612 chilometri di strade "storiche" (cioè appartenenti al demanio stradale provinciale prima del trasferimento di alcune arterie da parte dell'ANAS e della Regione Piemonte) e 472 di strade ex statali ed ex regionali (che sono poi quelle più importanti in termini di traffico).
La Provincia ha iniziato una consistente e progressiva realizzazione di rotatorie a partire dall'anno 2000.
Ad oggi sono state realizzate oltre 250 rotatorie su tratte extraurbane, senza contare quelle che sono state realizzate dai Comuni autonomamente o con un contributo provinciale.

Ad esempio, sulla Strada Provinciale (ex statale) 460 sono state realizzate 9 rotatorie dal 2004 al 2009, con una spesa 2.260.000 Euro, a fronte di un costo sociale medio annuo (danno morale, danno biologico, costi sanitari, costi assicurativi, danni materiali, ecc.) relativo ad incidenti avvenuti negli stessi luoghi di 2.250.000 Euro. Il risparmio in termini di costi sociali di un solo anno ha pagato tutti i 9 interventi. Lo stesso ragionamento vale ad esempio per la Strada Provinciale 589 del Pinerolese.

(05 novembre 2010)

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