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A che MITO giochiamo?
Una tavola rotonda per approndire il significato dell'asse Torino-Milano

PRESENTAZIONE

MITO è qualcosa di cui si parla da anni, e oggi sembra essersi, almeno in parte, concretizzato; si proverà ad approfondire l'argomento venerdì 26 febbraio alle ore 20.45, nell'Auditorium della Provincia in corso Inghilterra 7, in una tavola rotonda organizzata dalla Provincia, tesa a favorire la partecipazione dei cittadini circa le scelte strategiche che riguardano i territori in cui vivono.

L'incontro, presieduto dall'assessore alla cultura della Provincia di Torino, si aprirà con i saluti del presidente della Provincia e vedrà la partecipazione della Presidente della Regione Piemonte, del vice Sindaco della Città di Torino e di Jurgen Fischer, coordinatore del programma culturale Ruhr 2010, che vede 53 città della regione tedesca associate nella comune prospettiva di costruire una singola area metropolitana culturale.

Molti gli argomenti che varrà la pena approfondire e le domande alle quali si proverà a rispondere: i rapporti e gli scambi economici, culturali, le sinergie turistiche con le regioni francesi confinanti, in un quadro di relazioni all'interno del quale Torino e il Piemonte si stanno muovono in questi anni, le condizione di sviluppo e crescita, le dinamiche relazionali tra le Istituzioni torinesi (e piemontesi) e milanesi (e lombarde), gli obiettivi da raggiungere, le ricadute economiche, sociali, culturali, turistiche e di immagine.

DALLA RUHR, UN MODELLO DI AREA METROPOLITANA CULTURALE

"Nel progetto di RUHR.2010, capitale europea della cultura per l´anno corrente, hanno trovato posto ben 53 città della regione della Ruhr, associate nella comune prospettiva di costruire una singola area metropolitana culturale" spiega Jürgen Fischer che a nome del Coordinamento programma culturale RUHR.2010 interverrà venerdì 26 febbraio a Torino al convegno "A che MITO giochiamo?".

"L´epoca, ormai passata, del carbone e dell´acciaio le ha unite in una storia comune. Oggi, esse affrontano insieme la grande sfida del XXI secolo, ovvero, la creazione di una nuova identità, che vada oltre gli interessi delle singole città. Alla base di questo percorso c'è la consapevolezza che la cultura costituisce un fattore decisivo nel processo di trasformazione. La visione di una metropoli Ruhr si alimenta a un modello di città policentrica, che presuppone la cooperazione tra i diversi Comuni e che lascia, tuttavia, spazio all´identità e alle peculiarità delle singole città".

COOPERAZIONE TERRITORIALE IN PROSPETTIVA EUROPEA, MA SENZA SCORDARE LE IDENTITA'

Non è più possibile, nella realtà europea cui apparteniamo, pensare che la cooperazione territoriale si sviluppi solo all'interno dei confini nazionali.

Ciò anche attraverso programmi culturali con evidente ricaduta turistica.

Un esempio è il progetto congiunto italo-francese "Gli scavalcamontagne" che si pone l'obiettivo di incrementare e diversificare l'offerta culturale sul territorio per rafforzare l'identità culturale comune a cui partecipano il TPE e il Teatro di Gap. Questo programma scaturisce dall'integrazione delle esperienze artistiche e organizzative dei protagonisti e vuole costruire un' offerta innovativa di carattere principalmente teatrale sia in lingua italiana che francese. Su questa linea si muovono anche le crescenti collaborazioni internazionali del Teatro Stabile di Torino.

IL NOSTRO MITO DEVE DIVENTARE L'EUROPA

Creare un reticolo dove Torino abbia una posizione centrale ed esca dalla trappola di rapporti disequilibrati: la Provincia di Torino è convinta che serva un'intesa programmatica di vasto respiro, che unisca le istituzioni.

Un esempio? Un progetto per Venaria che la faccia diventare ogni anno il luogo in cui si raccolgono ed esibiscono le più interessanti esperienze culturali d'Europa: un anno il teatro, un altro la musica, poi il cinema, la danza, la letteratura e così via. Insomma, Venaria come cuore pulsante dell'Europa.

E poi, perchè non sostenere sempre di più Università e Politecnico in direzione di alleanze internazionali, anzitutto con la vicina Francia? Abbiamo già a partire dall'esistente la forza per diventare un punto di eccellenza nella ricerca, oltre che nella didattica.

(23 febbraio 2010)