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IL TAR DEL PIEMONTE BLOCCA GLI AUMENTI IN TANGENZIALE
ACCOLTO IL RICORSO DELLA PROVINCIA DI TORINO CONTRO IL DECRETO BERLUSCONI.

GRANDI INFRASTRUTTURE
SAITTA: "LO STOP AGLI AUMENTI DEI PEDAGGI AUTOSTRADALI DECISO DAL CONSIGLIO DI STATO VALE ANCHE PER IL PIEMONTE"

"Lo stop agli aumenti dei pedaggi autostradali, stabilito dal Consiglio di Stato, vale anche per il Piemonte. Sulla base della sentenza odierna, è impossibile che il Governo possa impugnare quanto deciso a fine luglio dal TAR Piemonte, a seguito del ricorso presentato dalla Provincia di Torino contro il Decreto che aveva stabilito gli aumenti. La decisione del Consiglio di Stato deve ora avere come necessaria conseguenza il rimborso di quanto indebitamente percepito dalle concessionarie autostradali": lo sostiene il Presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta, commentando la sentenza del C.d.S. favorevole alle Province di Roma, Pescara e Rieti e ad alcuni Comuni dell'hinterland romano. Il massimo organo della giustizia amministrativa ha infatti respinto il ricorso della Presidenza del Consiglio contro la sentenza del Tar del Lazio, che, nel mese di luglio, aveva bloccato l'aumento dei pedaggi autostradali.

"L'annullamento degli aumenti vale anche per i caselli di Bruere, Falchera e Settimo, sui quali (in base al Decreto del Governo) l'Anas era tenuta a far applicare dalla concessionaria Ativa l'aumento del pedaggio di 20 centesimi. - afferma il Presidente Saitta - Il Governo non ha mai presentato ricorso contro l'annullamento degli incrementi tariffari, stabilito dal TAR Piemonte a seguito del ricorso presentato dalla Provincia di Torino. Sarebbe veramente singolare se ora il Governo decidesse di impugnare una sentenza di fatto identica a quella oggi autorevolmente confermata dal più alto organo della giustizia amministrativa italiana".

(1 settembre 2010)

BLOCCO AUMENTI GIUNTO ANCHE DA PARTE DELL'ANAS

Mercoledi 4 agosto l'Anas ha provveduto a comunicare alle società concessionarie di non farsi pagare gli aumenti previsti dalla manovre del Governo, entrata in vigore il primo luglio". L'Anas attraverso un proprio comunicato ha parlato di "tempi tecnici minimi indispensabili" facendo riferimento all'applicazione delle recenti sentenze del Tar Piemonte e del Lazio, nonché del Decreto del Consiglio di Stato che aveva respinto il ricorso presentato dalla stessa Anas e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

(4 agosto 2010)

SAITTA: "DIFFIDA AD ANAS E ATIVA PER BLOCCARE SUBITO L'AUMENTO DEI PEDAGGI"

"E' trascorsa quasi una settimana dall'ordinanza del Tar Piemonte che, accogliendo il ricorso della Provincia di Torino, sospendeva l'applicazione degli aumenti delle tariffe autostradali ai caselli di Bruere, Falchera e Settimo, ma né Anas né Ativa hanno data esecuzione alla decisione e gli automobilisti continuano a pagare ancora gli aumenti. Proprio oggi, inoltre, il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di Governo e Anas formulato da Governo e Anas che chiedevano misure cautelari provvisorie". Il Presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta esprime così la propria contrarietà per il mancato stop agli aumenti. "Per il rispetto della decisione del Tar, e soprattutto a tutela dei cittadini, ho dato incarico ai legali di diffidare Anas ed Ativa per obbligarli a rispettare quanto deciso e sospendere immediatamente la riscossione degli aumenti ai caselli. Ci sembra doveroso rendere operativa una sentenza - sostiene ancora Saitta - che ci ha visti in prima fila contro un provvedimento, quello del Governo, discriminatorio nei confronti dei cittadini nell'area Nord-Ovest del nostro territorio e destinato a causare un aumento di traffico imprevisto sulle arterie provinciali dei dintorni provocato dagli automobilisti obbligati a scegliere vie alternative per andare al lavoro ed evitare di pagare l'aumento dei pedaggi in tangenziale".

(3 agosto 2010)

SAITTA: "FERMATO UN PROVVEDIMENTO INGIUSTO NEI CONFRONTI DEI CITTADINI"
LETTERA AD ATIVA E ANAS PER SOSPENDERE SUBITO LA RISCOSSIONE DEI PAGAMENTI

"Le mie vacanze iniziano con una bella notizia. Abbiamo vinto una battaglia condotta in solitudine. Non posso che esprimere grande soddisfazione per l'accoglimento del ricorso da parte del Tar. Abbiamo fatto da apripista, altri Enti hanno agito in seguito sul nostro esempio. E' stato bloccato un provvedimento ingiusto attraverso il quale veniva fatto pagare l'utilizzo della direttissima Torino-Caselle anche a coloro che non ne usufruivano".
E' il primo commento del Presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta sull'accoglimento del ricorso al Tar del Piemonte contro il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che prevedeva l'aumento dei pedaggi in Tangenziale.
E' la seconda sentenza, dopo quella del Tar del Lazio, contro il provvedimento del Governo.

"La strada intrapresa dalla nostra Amministrazione - prosegue il Presidente - si è rivelata utile nonostante l'indisponibilità della Regione Piemonte e dei rappresentanti del centrodestra nel condividere la presentazione del ricorso. A questo era stato preferito un incontro con il sottosegretario Castelli, un vertice inutile rispetto all'azione più efficace portata avanti nell'interesse dei cittadini".
Il Decreto, ricordiamo, aveva individuato i caselli di Bruere, Falchera e Settimo sui quali l'Anas ha potuto far applicare da Ativa, a partire dallo scorso 11 luglio, l'aumento del pedaggio di 20 centesimi. Il rincaro della tangenziale è stato concesso dal Governo Berlusconi all'Anas in attesa della realizzazione di una barriera a pagamento sulla superstrada di Caselle verso l'aeroporto.

"Un provvedimento che ci era apparso subito discriminatorio nei confronti dei cittadini residenti in particolare nell'area Nord-Ovest del nostro territorio e destinato a causare un aumento di traffico imprevisto sulle arterie provinciali dei dintorni provocato dagli automobilisti obbligati a scegliere vie alternative per andare al lavoro ed evitare di pagare l'aumento dei pedaggi in tangenziale".

Il Presidente della Provincia ha scritto una lettera ad Ativa e Anas, nazionale e regionale, per richiedere di sospendere da sabato 31 luglio la riscossione degli aumenti delle tariffe.
Inoltre il contenuto del testo dell'ordinanza specifica che "il tratto stradale Torino-Aeroporto di Caselle non è qualificabile come autostrada e, pertanto, difettano in radice le condizioni stabilite dal decreto legge, poiché la potestà di aumento può riguardare soltanto 'le stazioni di esazione delle autostrade a pedaggio che si interconnettono con le autostrade e i raccordi autostradali in gestione diretta ANAS'".
"Il decreto del Governo si contraddice da solo - spiega Saitta - noi avevamo già ricordato che la Torino - Caselle non è assimilabile alla viabilità oggetto del decreto, ma non ci hanno dato alcun ascolto, argomento che invece è stato fortemente ribadito dal Tar".

(30 luglio 2010)