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Sei in: Home > MAP > Speciali > Territorio ed urbanistica > ANNO 2010: Piano territoriale di coordinamento


DAll'11 AGOSTO SI APPLICA LA VARIANTE DI PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
LA REGIONE HA PUBBLICATO IL DOCUMENTO SULLE PAGINE DEL B.U.R.

PRESENTAZIONE

Con delibera n. 121-29759 del 21 luglio 2011, la Regione Piemonte ha approvato la Variante al Piano territoriale di coordinamento provinciale - PTC2.

Un modello di sviluppo per il territorio

sistema dei collegamenti nella Provincia di TorinoNon solo uno strumento di pianificazione urbanistica, ma un vero e proprio modello di sviluppo per il nostro territorio, di cui la provincia come ente di area vasta e di coordinamento si assume in pieno la responsabilità, orientando lo sviluppo futuro per risparmiare consumo di suolo, in particolare quello agricolo di pregio: questa in estrema sintesi la filosofia alla base del nuovo PTC, il Piano Territoriale di Coordinamento approvato dal Consiglio provinciale dopo un iter di alcuni mesi e molti approfondimenti sul territorio con le parti interessate.
Le istanze ed osservazioni accolte sono state 329, circa il 70% di quelle presentate.

Guardare al futuro

"Con l'approvazione del Piano - ha spiegato il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta - abbiamo l'ambizione di saper guardare al futuro perché la buona politica è assumere decisioni importanti andando oltre il piccolo cabotaggio del proprio mandato.
Abbiamo ritenuto necessario un nuovo patto tra tutti gli attori economici, sociali, territoriali per condividere valori comuni basati su una nuova etica del territorio, assumendo l'impegno di razionalizzare il consumo delle risorse primarie, evitando sprechi ed orientando i grandi progetti infrastrutturali: scatta la salvaguardia sui terreni interessati dal passaggio della Tangenziale est, ma anche di corso Marche e della linea Torino-Lione e prepariamo concretamente le condizioni urbanistiche per la realizzazione delle opere."

Contenere il consumo delle risorse primarie

Il presidente Saitta ha illustrato al Consiglio provinciale gli obiettivi strategici che hanno ispirato il nuovo PTC.
"Lo sviluppo con la riqualificazione del sistema insediativo, il contenimento del consumo di risorse primarie (acqua, aria, energia) ed in particolare della risorsa suolo; una maggiore equità della distribuzione della ricchezza prodotta dallo sviluppo e una adeguata sicurezza del territorio.
Due le direttrici per lo sviluppo territoriale: da una parte la capacità di riconvertire le aree industriale dismesse, immaginando un nuovo disegno per queste aree a vocazione industriale e manifatturiera, dall'altra la possibilità di utilizzare il nostro suolo per investire sulle infrastrutture attraverso il recupero del mezzo su ferro, scelta prioritaria per il trasporto pubblico locale.
"Non voglio frenare lo sviluppo - ha aggiunto - ma chiedo ai Comuni, soprattutto a quelli che in passato hanno utilizzato il proprio territorio per una politica di espansione, di mettere un freno. Non va dimenticato che negli ultimi vent'anni, mentre la popolazione del nostro territorio non è cresciuta, si è verificato un consumo di suolo libero pari a circa 750-800 ettari all'anno. Una tendenza che come amministratori pubblici è ora di contrastare".
Ora il Piano approderà in Regione che ha 90 giorni di tempo per trasformarlo in legge regionale.

(11 agosto 2011)

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