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CELEBRAZIONE ITALIA 150
LE INIZIATIVE DELLA PROVINCIA



LE ALPI E L'UNITÀ NAZIONALE:
TRASFORMAZIONI E MUTAMENTI IN UNA MOSTRA AL MUSEO NAZIONALE DELLA MONTAGNA

Si intitola "Le Alpi e l'unità nazionale" la mostra aperta da martedì 19 aprile al Museo Nazionale della Montagna, per iniziativa del Museo stesso e in collaborazione con la Città e la Provincia di Torino. Realizzata con materiali provenienti dalle collezioni del Museo e della Biblioteca Nazionale del CAI, ruota intorno alla nascita del Regno d'Italia nel 1861, momento esemplare di allineamento tra politica italiana e montagna, ma anche consacrazione della visione della cresta spartiacque, frontiera di patria, che crescerà fino alla Grande Guerra e si prolungherà oltre la Seconda.

Il percorso si apre focalizzando l'attenzione del visitatore sulla figura di Quintino Sella e del gruppo di appassionati di montagna, che lo affiancò nella fondazione del Club Alpino Italiano, quando l'Italia unita era appena divenuta una realtà politica. Dopo il 1861 scalare le cime delle Alpi sottraendole alla supremazia britannica, equivaleva a sostituire il moschetto con la piccozza per "rifare" pacificamente l'Italia e gli italiani. Il Club Alpino Italiano venne fondato a Torino nel 1863 quando, due mesi dopo la prima ascensione al Monviso, Sella e una quarantina di colleghi approvarono lo statuto del CAI e votarono il primo Consiglio di direzione. Tra loro c'erano anche alcuni deputati del Regno, segno dell'evidente continuità tra alpinismo e politica.

Nelle salette successive sono analizzati e messi a confronto i vari temi. Per accedervi si attraversa la ricostruzione di un posto di confine sulle Alpi, un po' come dovettero fare i montanari per tornare a casa nel marzo del 1860, quando la Savoia, fino ad allora parte del Regno di Sardegna, venne annessa alla Francia. Si passa così al Monte Bianco, il tetto d'Europa, che da quel momento si trovò proprio sulla frontiera. La ricca iconografia, i volumi preziosi, le foto e gli oggetti lo descrivono il prima e il dopo il cambiamento dei confini alpini. Anche il Cervino divenne una vetta-simbolo dell'affermazione dell'identità nazionale, oggetto di una vera e propria gara per la prima ascensione, riuscita nel 1865 all'inglese Whymper prima che all'italiano Carrel.

Ma se era importante che le montagne fossero conquistate, lo era altrettanto che fossero attraversate da strade e ferrovie. La mostra tocca dunque anche il tema delle vie di comunicazione, un altro elemento cruciale per capire i cambiamenti portati sull'arco alpino dall'unità nazionale. Altrettanto rilevante fu il fenomeno turistico, descritto soprattutto dai manifesti esposti, con i quali si pubblicizzavano le diverse possibilità di viaggio e di villeggiatura.

Il tragitto nel tempo e nei luoghi si interrompe con la Grande Guerra sulle Dolomiti, nel momento in cui le Alpi divennero il luogo del martirio per migliaia di uomini chiamati a difendere i confini del Paese. L'esposizione si chiude con un'installazione multimediale dedicata ai mutamenti delle frontiere alpina, fino a quella attuale. Su tutto il percorso sono visibili sequenze di film, che aiutano ad inquadrare e approfondire i temi trattati.

Altre info sul sito del Museo Nazionale della Montagna
www.museomontagna.org/it/home/index.php

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(18 aprile 2011)

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