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COSTI POLITICA, ESTESO A TUTTA ITALIA IL MODELLO PIEMONTE PER RAZIONALIZZARE LE PROVINCE


Convegno pubblico: La statistica nelle Province tra storia e innovazione (pdf 384 KB)
Torino, sala del consiglio provinciale, mercoledì 7 marzo dalle ore 13:30

E' stata presentata durante un incontro presso la sede UPI a Roma, la proposta che tiene insieme strumenti normativi che portino a breve alla concreta nascita delle città metropolitane, il riordino delle Province coerente con i principi della Costituzione, la razionalizzazione conseguente degli Uffici periferici dello Stato, l'eliminazione degli enti strumentali intermedi.
La proposta predisposta dall’Upi (formato pdf 101 KB), in raccordo con i Presidenti delle Province interessati dalla istituzione delle Città metropolitane, a seguito dell’incontro organizzato a Firenze il 26 gennaio scorso, consente di riordinare profondamente la pubblica amministrazione italiana e di conseguire importanti risparmi da destinare al rilancio degli investimenti.

La riorganizzazione, che prevede un risparmio per le casse pubbliche di almeno 5 miliardi di euro, è stata illustrata dal Presidente dell' Upi, Giuseppe Castiglione, dal Vice Presidente Antonio Saitta e dai rappresentanti delle 10 Province metropolitane: Bari, Bologna, Firenze, Genova, Napoli, Milano, Reggio Calabria, Roma, Venezia, Torino.
"Il modello Piemonte, dove le Province hanno proposto di autoridursi da otto a quattro, si è esteso a tutta Italia - ha commentato Antonio Saitta - Ci possiamo dichiariare soddisfatti per il lavoro serio e concreto che le stesse Province italiane stanno portando avanti: abbiamo offerto al Governo una proposta di buon senso che porta con sè un risparmio reale e immediato, ma soprattutto non destruttura il sistema degli Enti locali".

L'Upi porterà la proposta in seno alla Commissione paritetica per le riforme istituzionali, che entro i primi di aprile, è chiamata a predisporre un disegno organico di riforma delle istituzioni locali, Regioni, Province e Comuni.


(9 febbraio 2012)



I SINDACI DEL TERRITORIO CHIEDONO CHE LE PROVINCE NON VENGANO ABOLITE MA RIORGANIZZATE
Approvato un ordine del giorno durante la seduta aperta del 31 gennaio, giornata mondiale di mobilitazione voluta dall'Upi


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Il Consiglio Provinciale ha dedicato la seduta aperta di martedi 31 gennaio ad un’operazione verità sul tema dell’abolizione delle Province, prevista dal Decreto "Salva-Italia" del Governo Monti.
Alla seduta ha partecipato il Sindaco di Torino, Piero Fassino, insieme ai colleghi primi cittadini dei Comuni di San Secondo di Pinerolo, Bollengo, Borgaro, Rivalta (il Sindaco Amalia Neirotti era presente anche nella veste di Presidente dell’ANCI Piemonte), Susa, Sestriere, Pecetto, Poirino, Rosta, Nichelino, Candia e Brozolo.
Dai Sindaci è venuta una decisa presa di posizione a sostegno del mantenimento delle Province e della riorganizzazione del sistema delle autonomie locali, in coerenza con la posizione dell’Unione Province Piemontesi, che propone la riduzione da 8 a 4 degli Enti di area vasta piemontesi.

Al termine della seduta, è stato approvato un ordine del giorno. 35 i votanti, 33 i voti a favore (PD, PdL, Lega Nord, Italia dei Valori ed il Consigliere della lista "Sinistra per la Provincia di Torino"), 2 i contrari (Renzo Rabellino della Lega Padana Piemont e, a titolo personale, Nicola Felice Pomponio di Italia dei Valori). Si è astenuta la capogruppo dell’UDC, Loredana Devietti.

L’ordine del giorno impegna la Giunta Provinciale ed il Presidente Saitta a proseguire l’azione di sensibilizzazione nei confronti del Governo e del Parlamento, per ottenere un intervento di razionalizzazione in ambito regionale delle Province, attraverso l’accorpamento di quelle di dimensioni minori.
Il testo riafferma l’esigenza che venga salvaguardato il principio della rappresentanza democratica dei territori e dei cittadini, che siano lasciate in capo alle Province le funzioni di area vasta, che siano eliminati tutti gli Enti intermedi strumentali (agenzie, società, consorzi) che svolgono impropriamente funzioni che possono essere esercitate dalle istituzioni democraticamente elette.
Inoltre il testo giudica necessaria la costituzione delle città metropolitane ed il riordino delle amministrazioni periferiche dello Stato (in parallelo con quello delle Province.

Nel suo intervento introduttivo, il Presidente della Provincia, Antonio Saitta, ha ricordato quanto emerso dallo studio dell’Università Bocconi sulle funzioni e sui costi delle Province. Lo studio dimostra, dati alla mano, l’impraticabilità del passaggio ai Comuni ed alle Regioni delle competenze della Province. In Piemonte le competenze trasferite dalla Regione alla Provincia di Torino sono esercitate a costi più bassi rispetto al passato: infatti, a parità di servizi erogati, le risorse trasferite dalla Regione si sono ridotte del 60% dal 2000 ad oggi".

Nel giorno in cui a Novara si celebravano le esequie del Presidente emerito della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, Saitta ha voluto ricordare quanto l’ex Capo dello Stato ebbe a sottolineare nel 2001 a Torino, in occasione delle celebrazioni per i 50 anni della prima elezione diretta dei Consigli Provinciali. Ricordando il dibattito sul governo degli Enti Locali in sede di Assemblea Costituente, Scalfaro difese la scelta di attribuire alle Regioni il potere legislativo, mentre le funzioni amministrative rimanevano in capo alle Province ed ai Comuni. "I padri costituenti stabilirono dunque che la Provincia è l’Ente in grado di operare con competenze di area vasta. - ha infine sottolineato Saitta - Non si elimina con un Decreto un Ente garantito dalla Costituzione. Per questo ringrazio il Presidente Cota per la scelta della Regione Piemonte di impugnare il Decreto del Governo Monti davanti alla Corte Costituzionale".

"Si deve ridefinire il quadro delle relazioni finanziarie tra Stato ed Enti locali. Non si aboliscono le Province ad assetto costituzionale invariato - ha affermato dal canto suo il Sindaco Fassino - Nessuno toglierebbe una trave da un edificio senza preoccuparsi della sua solidità. Chiediamo quindi al Governo la convocazione di un tavolo istituzionale sulla riforma degli Enti locali, in cui siano calibrati attentamente il ruolo, le funzioni ed i servizi che ogni Ente locale deve svolgere a vantaggio dei cittadini".


(31 gennaio 2012)



SEDUTA APERTA CONSIGLIO MARTEDI 31 GENNAIO CON INTERVENTI DI COTA, FASSINO E SINDACI DEL TERRITORIO

Una mattina dedicata all’operazione verità sulla Provincia di Torino, i costi, le competenze, gli investimenti e le ricadute sul territorio.
Questo il contenuto al centro del Consiglio provinciale aperto che martedì 31 gennaio dalle ore 11 alle ore 13 (Aula di piazza Castello 205) vedrà gli interventi tra gli altri del presidente della Regione Roberto Cota, del sindaco di Torino Piero Fassino e di altri dieci sindaci in rappresentanza dei 315 dell’intera area torinese, oltre che dei rappresentanti di Anci, Lega autonomie e sindacati.

"Abbiamo invitato alcuni dei sindaci che più si sono attivati in queste settimane per raccogliere le firme dei loro colleghi in calce ad una lettera che verrà inviata al Capo del Governo in cui dicono no all’abolizione della Provincia di Torino" spiegano il presidente della Provincia Antonio Saitta e il presidente del Consiglio provinciale Sergio Bisacca.

(30 gennaio 2012)



DA DIECI PROVINCE UNA PROPOSTA PER LA COSTITUZIONE DELLE CITTÀ METROPOLITANE
Dall'incontro di Firenze una proposta di riordino istituzionale. Mobilitazione nazionale il 31 gennaio

Videointerviste realizzate a Firenze

Due settimane è il tempo che si sono dati i dieci Presidenti delle "Province Metropolitane" per presentare una proposta di riordino istituzionale al Governo, un progetto capace di garantire lo snellimento dell'apparato pubblico e un risparmio annuo di 5 miliardi di euro. E' quanto stabilito nella riunione che si è tenuta nel pomeriggio di giovedi 26 gennaio nella sede della Provincia di Firenze.
All’incontro hanno partecipato i presidenti ed e rappresentanti delle Province di Firenze, Napoli, Bologna, Milano, Reggio Calabria, Genova, Torino, Bari, Venezia e Roma. Su questi territori la legge Calderoli sul federalismo prevedrebbe l'istituzione delle città metropolitane.
Nella bozza, che verrà presto esposta all'esecutivo vi sono, quali punti centrali, l'istituzione, laddove sono previste dalla Legge sul federalismo fiscale, delle città metropolitane, che in questo caso sostituirebbero le Province interessate; la riduzione - tramite accorpamento - del numero complessivo delle altre Province escluse dalle città metropolitane stesse; l'eliminazione degli organi periferici dello Stato e l'eliminazione degli enti burocratici.
Le proposte scaturite dalla riunione di Firenze serviranno ad arricchire ed accelerare il decreto sulle semplificazioni che il Governo si sta apprestando a varare. A questo proposito, secondo quanto riferito dal presidente della Provincia di Torino e vicepresidente Upi Nazionale Antonio Saitta, i presidenti delle Province metropolitane chiederanno anche un incontro con i Ministri Passera e Cancellieri per discutere gli elementi presenti nella proposta.

"Noi accettiamo la sfida per il contenimento della spesa pubblica e per questo abbiamo messo a fuoco una proposta complessiva: riduciamo il numero delle Province, accorpiamole; facciamo le città metropolitane con competenze vere - ha aggiunto Antonio Saitta - eliminiamo gli enti intermedi, nati non per esigenze istituzionali ma per esigenze della politica e del consenso, che oltretutto svolgono funzioni che potremmo svolgere noi. Questa operazione porterà a un risparmio di 5 miliardi. E' quanto si otterrebbe diminuendo il numero di Province ed uffici periferici dello Stato come Questura, sedi dei Carabinieri, consorzi ed altri enti dove stanno i nominati. Nel nostro Paese esiste un alto numero di enti, agenzie, società di nominati, che non rispondono a nessuno ma eseguono funzioni pubbliche e costano - ha concluso il Presidente della Provincia di Torino - Noi invece siamo stati eletti e rispondiamo al popolo".

(27 gennaio 2012)



UNA MOZIONE SALVA-PROVINCE DEI PARLAMENTARI PIEMONTESI PER LA REVISIONE DEL SISTEMA DELLE AUTONOMIE LOCALI
La disponibilità bipartisan emersa lunedi 16 gennaio durante la presentazione dello studio dell’Università Bocconi sul riassetto delle Province


Filmato: Intervista a Saitta
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I parlamentari piemontesi sono disponibili a sottoscrivere una mozione di indirizzo sul tema del riordino delle autonomie locali, che superi l’abolizione delle Province, così come è stata delineata nel cosiddetto "Decreto salva Italia" del Governo Monti.
La disponibilità è stata espressa dai parlamentari presenti lunedi 16 gennaio nella sede di corso Inghilterra della Provincia di Torino, in occasione della presentazione dello studio sul riassetto delle Province italiane, realizzato dal professor Lanfranco Senn e dal dottor Roberto Zucchetti dell'Università Bocconi di Milano.
Lo studio dimostra che la soppressione degli Enti locali intermedi tra Comuni e Regioni non sarebbe assolutamente vantaggiosa e comporterebbe un peggioramento dei servizi erogati ai cittadini.

Giorgio Merlo, parlamentare del PD, ha lamentato il fatto che la recente bocciatura dei quesiti referendari sulla legge elettorale "ha nuovamente scatenato la campagna antipolitica, con la richiesta da parte dell’IdV di calendarizzare al più presto la discussione sull’abolizione delle Province"
I parlamentari presenti alla presentazione dello studio dell’Università Bocconi sono invece convinti che il contenimento dei costi della pubblica amministrazione e della rappresentanza politica sia possibile e doveroso, ma che la priorità non sia certo l’abolizione delle Province, le quali hanno aumentato notevolmente la propria efficienza amministrativa negli ultimi anni. Secondo l’onorevole Merlo, la mozione bypartisan sulla riforma delle autonomie locali dovrebbe riprendere le proposte che i Presidenti delle Province di Milano e Torino, Guido Podestà (collegato stamani in videoconferenza da Milano) e Antonio Saitta hanno recentemente avanzato dalle colonne del Corriere della Sera: ridurre il numero di Province, riorganizzarne le funzioni (eliminando i doppioni), rivedere l’intero sistema degli uffici periferici provinciali dell’amministrazione statale (Camere di commercio, Provveditorati alle opere pubbliche, Prefetture, ecc.).
Il senatore Mauro Marino (PD) da parte sua ha ricordato come già precedenti studi avevano dimostrato che l’abolizione delle Province avrebbe generato ulteriori costi e creato problemi nella riorganizzazione degli organi periferici dello Stato.

La Commissione Affari Costituzionali del Senato ha esaminato a suo tempo una proposta bypartisan che riassegna le funzioni delle Regioni e delle Province, abbattendo i costi della pubblica amministrazione.
E’ inoltre in discussione in Parlamento il nuovo Codice delle Autonomie. I parlamentari presenti, compresi gli onorevoli Roberto Simonetti e Maria Teresa Armosino, rispettivamente Presidenti delle Province di Biella e di Asti, si sono impegnati a promuovere un dibattito che unifichi le diverse proposte in discussione, elaborando una riforma organica delle autonomie locali; una riforma che, hanno sottolineato Simonetti e Armosino, non può non tener conto del fatto che il ruolo delle Province è garantito dalla Costituzione.
Il Presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta, ha chiuso l’incontro auspicando che analoga disponibilità a trattare il tema venga espressa dai parlamentari lombardi, stimolati dal collega Podestà.

(16 gennaio 2012)



TORINO E NOVARA PER SICUREZZA DEL TERRITORIO E PULIZIA DEI FIUMI
Presidenti Antonio Saitta e Diego Sozzani hanno riaffermato il ruolo strategico delle Province

"Le Province che amministriamo hanno la capacità e le professionalità interne per farsi carico di un progetto innovativo, che veda la sicurezza del territorio e la pulizia dei fiumi al centro di interventi preventivi, in accordo con la Regione Piemonte e l’Autorità di bacino del Po (Aipo). Chiediamo maggiori deleghe per essere tempestivi negli interventi e non dover ogni anno rincorrere le emergenze climatiche".
I Presidenti delle Province di Novara, Diego Sozzani e di Torino, Antonio Saitta venerdi 13 gennaio, nel corso di un incontro a Novara, hanno ribadito alla Regione Piemonte la richiesta per ottenere maggiori competenze sulla sicurezza del territorio, soprattutto rispetto ai rischi legati al dissesto idrogeologico. Rischi che la pulizia dei fiumi può certamente abbattere, soprattutto in caso di alluvioni.
Già a fine 2011 le Province di Novara e Torino avevano aperto un tavolo di lavoro con il Presidente della Provincia di Varese, Dario Galli.
"Siamo certi che il presidente della Regione Cota concorda con noi sulla necessità di delegare alle Province la parte di intervento sui fiumi - hanno detto Sozzani e Saitta - sulla base di alcune esperienze positive già avviate ad esempio nel Pinerolese e in val Pellice dopo le alluvioni".

(13 gennaio 2012)



SAITTA: "NON DIFENDIAMO LE NOSTRE POLTRONE MA UN MODELLO DI GESTIONE OCULATA DELLE PROVINCE"
Dati e analisi sull'attività nel 2011 nella tradizionale conferenza stampa di fine anno

Filmato - Conferenza stampa di fine anno 2011
Durata: 3' 37"
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1390 Delibere della Giunta Provinciale, 65 Delibere del Consiglio Provinciale, un Bilancio di 564.719.341 Euro (al netto delle partite di giro), con spese correnti per 454.271.382 Euro e in conto capitale per 86.636.959 Euro.

Sono i dati che sintetizzano l’attività della Provincia di Torino nel 2011. Mercoledi 28 dicembre il Presidente, Antonio Saitta, ha fornito i numeri che raccontano un anno di lavoro dell’Ente, parlando dietro ai faldoni contenenti gli atti ufficiali (Delibere di Giunta, ma anche i 146 Decreti del Presidente e le oltre 17.000 Determine dei dirigenti) con cui la Provincia ha operato per fornire servizi importanti per il territorio e per i cittadini: dalla viabilità all’edilizia scolastica, dai Centri per l’Impiego alla formazione professionale, dall’agricoltura alla tutela della flora e della fauna, dall’esame dei Piani Regolatori Comunali alla luce del nuovo Piano Territoriale di Coordinamento alle autorizzazioni in materia di ambiente, acqua e rifiuti.

"Ognuno di questi faldoni sintetizza un problema, locale o di area vasta, una storia particolare, un servizio fornito dalla Provincia a comunità locali piccole e grandi - ha affermato Saitta, affiancato dal Presidente del Consiglio Provinciale, Sergio Bisacca - Oggi che è in discussione l’abolizione delle Province, siamo qui a riaffermare che abbiamo la presunzione di rappresentare un buon modello di gestione della cosa pubblica e di erogazione di servizi". Abbiamo investito negli anni scorsi ingenti risorse per i grandi eventi come le Olimpiadi e le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, ma lo abbiamo sempre fatto con oculatezza, sapendo di dover gestire risorse che sono di tutti e che devono produrre un effetto benefico sull’economia locale. - ha proseguito il presidente della Provincia - Non a caso, in pochi anni abbiamo ridotto le consulenze da una cifra che superava il milione di Euro a 107.000 Euro. Non a caso i nostri investimenti, immettendo liquidità nel sistema delle imprese, hanno un effetto moltiplicatore di 2,8: ciè ogni Euro investito, produce un giro d’affari di quasi tre volte".

"La proposta di autoriforma presentata dalle Province piemontesi non è un’iniziativa di autodifesa da parte degli amministratori. - ha concluso - Siamo convinti che solo Province che abbiano dimensioni, popolazione e struttura amministrativa adeguata possono garantire servizi e programmazione di area vasta ai rispettivi territoi. A questo deve però accompagnarsi una riduzione e riorganizzazione degli uffici periferici dello Stato, per risparmiare risorse ed evitare duplicazioni. Quello che è già stato definito il ‘Modello Piemonte’ ha suscittao interesse a livello nazionale ed alcuni parlamentari piemontesi si sono impegnati a proporlo in sede di discussione del nuovo Codice delle Autonomie".

(28 dicembre 2011)



IL VENETO SEGUE IL PIEMONTE E FA RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE CONTRO L'ABOLIZIONE DELLE PROVINCE

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Consiglio provinciale aperto mercoledi 22 dicembre sul futuro dell’Ente
Palazzo Cisterna proroga di un anno i contratti dei precari

Abolire le Province o riformarle, riducendo il numero di Enti e quindi i costi della politica e dell’amministrazione pubblica? Quale destino per gli attuali dipendenti delle Province, i precari così come gli specialisti con elevata professionalità, che servono le comunità locali rinunciando magari agli stipendi più alti che le imprese private potrebbero garantire loro? Chi decide se deve esistere o meno un Ente intermedio tra i Comuni - piccoli o grandi che siano - e le Regioni? Le scelte sul futuro della pubblica amministrazione competono solo alla politica nazionale o le comunità locali hanno ancora il diritto di dire la loro sul come vogliono essere amministrate?

Sono gli interrogativi che il Consiglio Provinciale di Torino ha affrontato nella mattinata di giovedi 22 dicembre nella seduta aperta che si è tenuta nella sede di corso Inghilterra, a cui hanno partecipato le organizzazioni sindacali e centinaia di dipendenti dell’Ente.

Il Presidente del Consiglio provinciale Sergio Bisacca ha sottolineato come quella torinese sia stata la prima assemblea consiliare provinciale a riunirsi in seduta aperta ai lavoratori ed ai sindacati per dibattere il futuro dell’Ente e per elaborare una proposta di mobilitazione nazionale. "Vogliamo far comprendere all’opinione pubblica che le Province, se riorganizzate, riformate e ridotte nel numero, possono assolvere funzioni di area vasta importanti al servizio delle comunità locali - ha detto Bisacca, lamentando la sottovalutazione delle decisioni del Governo Monti da parte dell’ANCI, che li rappresenta a livello nazionale - I Comuni non capiscono che potrebbero ritrovarsi a dover gestire competenze e servizi senza esserne in grado".
Il dibattito che ne è seguito è stato molto ampio ed ha coinvolto tutti i capigruppo delle forze politiche presenti in Consiglio (PD, PdL, Italia dei Valori, Lega Nord, UDC, Sinistra per la Provincia di Torino, Lega Padana Piemont), i rappresentanti delle RSU dei lavoratori della Provincia, i rappresentanti dei sindacati CGIL, CISL, UIL e CSA.

Il Presidente della Provincia, Antonio Saitta ha espresso condivisione con i dipendenti preoccupati per il loro futuro (sia quelli di ruolo che i precari) ed ha rivolto un appello alla mobilitazione contro quello che ha definito il "grande inganno", che sta alla base della decisione di privare delle loro competenze Enti garantiti dalla Costituzione.

Saitta ha annunciato che per i precari è stata individuata una soluzione, che garantisce tutto il 2012. "Non difendiamo il nostro ruolo - ha ribadito il Presidente della Provincia - ma il patrimonio di professionalità di un Ente che è un esempio unico nel panorama della pubblica amministrazione locale italiana e che si è ulteriormente accresciuto negli ultimi anni, dopo il trasferimento di competenze da parte della Regione Piemonte. La stessa Regione ci chiede di condividere quel patrimonio di professionalità, di Segretari Generali, di dirigenti e di funzionari stimati e capaci. Il Presidente Cota ha dichiarato più volte che la Regione non sarebbe in grado di assolvere ai nostri compiti amministrativi e di assorbire i nostri dipendenti, perché lo smantellamento della nostra macchina amministrativa e tecnica e la sua riorganizzazione in un altro Ente comporterebbe un notevole aggravio di costi.
A livello nazionale, il grande inganno di cui è vittima l’opinione pubblica, consiste nel ripetere che si risparmierebbero 12 miliardi di Euro abolendo le Province. Hanno iniziato a dirlo alcuni giornali e opinionisti, a cui sono andati dietro anche molti esponenti di forze poliitiche. Non è che abolendo le Provincie quelle funzioni che costano 12 miliardi spariscano. In realtà, le Province hanno costi più bassi delle Regioni, anche perché negli ultimi anni ci sono stati ridotti i trasferimenti. Oggi in Parlamento - ha proseguito il Presidente della Provincia - i maggiori critici delle nuove piccole Province sono quei parlamentari che ne hanno votato a suo tempo l’istituzione, su pressione delle forze imprenditoriali e del mondo economico locale".

Ricordando che la Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi sul ricorso della Regione Piemonte contro le norme del Decreto "Salva Italia" che riguardano le Province e che in Parlamento è tuttora in discussione il nuovo Codice delle Autonomie, Saitta ha rivolto un appello alle forze politiche e sindacali torinesi, affinché il progetto di razionalizzazione e riduzione delle Province piemontesi trovi ascolto da parte dei rispettivi referenti nazionali e indichi un percorso alle altre Province e Regioni.

La proposta, condivisa delle Province piemontesi e dalla Regione, ha peraltro già suscitato attenzione e dibattito in Veneto, Toscana e nelle Marche, dove ci si appresta a varare proposte analoghe. La Regione Veneto è inoltre intenzionata, come il Piemonte, a ricorrere alla Consulta contro il Decreto del Governo Monti, sollevando la questione della possibile incostituzionalità delle norme rigurdanti le Province.
"Contemporaneamente devono essere ridotte di numero le Prefetture e gli uffici periferici dello Stato, come Provveditorato alle opere pubbliche e Camere di commercio, se vogliamo ridurre in modo serio e strutturale la spesa pubblica e gli sprechi, evitando la destrutturazione della pubblica amministrazione".

(22 dicembre 2011)



IL 31 GENNAIO UNA MOBILITAZIONE STRAORDINARIA CON LA CONVOCAZIONE DI 107 CONSIGLI APERTI
Apprezzato il modello di riduzione già proposto in Piemonte

Contro la "prospettiva dell'abolizione" le province effettueranno il 31 gennaio 2012 una giornata di mobilitazione straordinaria con la convocazione in contemporanea dei 107 Consigli, che saranno aperti alla partecipazione della cittadinanza, delle forze economiche, sociali e delle istituzioni territoriali. Così si è espressa l'Assemblea straordinaria dei presidenti di Provincia che si è svolta a Roma mercoledi 21 dicembre.
La presidenza dell’Upi, l'Unione delle Province d'Italia, ha inoltre fatto sapere di aver chiesto un incontro urgente con i sindacati dei lavoratori "a tutela sia dei diritti degli addetti delle Province sia della tenuta del sistema democratico del Paese".
Le Province daranno il via a incontri con le imprese e con gli altri interlocutori istituzionali "per verificare quale possa essere il destino degli investimenti programmati e dei contratti in essere".
"Chiedo ai colleghi presidenti di avviare nelle loro Regioni un percorso di riduzione delle Province come quello già definito in Piemonte - ha sostenuto il vicepresidente dell'Upi e presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta -" E’chiaro che questo processo di riforma deve mettere contemporaneamente in moto un processo di riorganizzazione degli uffici periferici dello Stato, come ad esempio le Prefetture, le Camere di commercio e i provveditorati, perché è solo così che si potranno davvero produrre risparmi".
L'Upi - è stato ribadito nell’incontro del 21 dicembre - conferma l'interruzione dei rapporti istituzionali con il Governo. "In questa prospettiva - si legge nel documento approvato dall’Assemblea - chiediamo alla Conferenza delle Regioni e all'Anci un incontro per condividere da subito una proposta di riforma complessiva delle istituzioni da portare come contributo delle autonomie territoriali nell'ambito dei lavori della Commissione paritetica per il riordino delle istituzioni, in cui l'insediamento è previsto per il 12 gennaio, al quale le Province hanno già reso noto di voler partecipare".

(21 dicembre 2011)



SAITTA: "DALLA REGIONE E DALLE PROVINCE PIEMONTESI PARTE LA SFIDA AL GOVERNO E AL PARLAMENTO
PER LA RIFORMA DELLE AUTONOMIE LOCALI"
Le proposte dell’UPP per la riorganizzazione delle Province piemontesi illustrate a Palazzo Cisterna

Le Province piemontesi non devono essere abolite ma possono essere ridotte da otto a quattro: è questa "la vera sfida", come l'ha definita Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino e Vice-Presidente dell'UPI (Unione province d'Italia), lanciata venerdi 16 dicembre a Palazzo Cisterna dall'UPP (l’Unione delle province piemontesi) e condivisa dal Presidente della Regione Piemonnte, Roberto Cota.

Il progetto presentato dall’UPP prevede quattro grandi Enti provinciali: Torino con la sua area metropolitana, Cuneo, il centro del Piemonte con Asti e Alessandria, il nord Piemonte con Vercelli, Biella, Novara e Verbania. "Gli amministratori delle Province piemontesi non stanno cercando di salvaguardare le proprie cariche, ma semmai di garantire i servizi che gli Enti intermedi tra Regione e Comuni garantiscono alle comunità locali. - ha osservato Saitta - L’autoriforma del sistema delle Province piemontesi, che l’UPP propone con la condivisione del Presidente Cota, deve però essere accompagnata da una riforma e dal riaccorpamento degli uffici periferici dello Stato".

"Ridurre il numero degli amministratori provinciali, razionalizzare i servizi delle Province, realizzare economie di scala è importante e farà risparmiare. - ha sottolineato il Presidente Saitta - Ma ridurre il numero delle Prefetture e degli altri organismi periferici dello Stato ci farà risparmiare ancora di più. Dalla Regione e dalle Province piemontesi parte oggi una vera e propria sfida al Governo e al parlamento per la riforma della pubblica amministrazione: è una sfida per la salvaguardia della gestione democratica del territorio, che deve passare attraverso la riconsiderazione di progetti di revisione costituzionale del sistema delle autonomie locali che giacciono nei cassetti del Parlamento e invece meritano di essere ripresi e discussi"

(16 dicembre 2011)



SAITTA IN CONSIGLIO PROVINCIALE: "REAGIREMO A QUESTO ATTACCO ALLA COSTITUZIONE"

"Le decisioni del Governo Monti sulle Province rappresentano un grande errore, frutto di pregiudizio, una concessione alla polemica anti-casta oggi imperante. Il risparmio vero che deriverebbe dalla trasformazione delle Province sarebbe di 35 milioni, cioè il costo degli amministratori. Ma il trasferimento delle funzioni a Comuni e Regioni non farebbe altro che aumentare i costi della pubblica amministrazione".

Il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta è intervenuto stamattina ai lavori del Consiglio provinciale per informare assessori, consiglieri e una delegazione di dipendenti sul futuro delle Province in Italia alla luce dell'emendamento del Governo che le trasforma in enti di secondo livello trasferendo le competenze a Regioni e Comuni.

"Non ha nessun senso il nuove ente delineato dal decreto" ha proseguito Saitta, "che sarebbe non elettivo e privo di funzioni amministrative: un vero passo indietro per la politica e la democrazia, perché in questo modo si allarga la fascia dei non eletti quando oggi nel Paese c’è bisogno che il potere sia visibile, a partire dall’elezione dei parlamentari. Ho detto anche in Commissione parlamentare che il trasferimento delle funzioni è impraticabile in tempi brevi. Ci vorranno anni, e nel frattempo si bloccherà tutto, compresi gli investimenti. E poi, chi garantisce che le risorse trasferite alle Regioni siano poi utilizzate per le relative funzioni e non, per esempio, per tappare i buchi della sanità? Commissariare organi eletti dal popolo è contro la Costituzione, nella nostra storia era capitato solo durante il fascismo. E noi faremo valere le nostre ragioni davanti alla Corte Costituzionale".

"Ribadisco la necessità" ha aggiunto Saitta, "di una riforma vera della pubblica amministrazione nel suo complesso. E partiamo dalla nostra realtà con delle proposte coraggiose: riduciamo a 4 le Province piemontesi, siamo tutti d’accordo, e poi lavoriamo per la Città metropolitana, che nel caso di Torino corrisponde all’intero territorio provinciale. Ma non consentiamo che la Provincia sia svuotata delle sue funzioni e del suo patrimonio di storia, di competenze, di professionalità:.C’è bisogno di un movimento di opinione e di difesa delle prerogative democratiche del Paese, la tecnocrazia rischia di ritenere politica e dibattito come un intralcio".

Saitta ha anche chiesto al Consiglio provinciale la condivisione su una proposta di legge che parta da Palazzo Cisterna per porre un tetto alle indennità degli amministratori delle banche e delle grandi imprese, che spesso raggiungono dimensioni sproporzionate.

(14 dicembre 2011)



MANOVRA: PROVINCE, SI STA VIOLANDO LA COSTITUZIONE
Impossibile fermare i mandati elettivi. Saitta: "Facciamo appello al Presidente della Repubblica"

"Il Presidente della Repubblica intervenga a difesa della Costituzione e della democrazia. I mandati elettivi delle Province non possono essere sospesi o commissariati, e che un Governo tecnico reintroduca norme che già sono state palesemente considerate incostituzionali e per questo cancellate è inaudito.

Il Parlamento non può sposare questa linea antidemocratica, sottomettendosi supinamente ai diktat di un Governo tecnico che sulle riforme ha assunto i toni del qualunquismo. Le giunte elette democraticamente dal popolo devono terminare il proprio mandato, o saremmo di fronte al più grave attacco alla democrazia mai avvenuto dal ventennio fascista ad oggi".

È il commento del Presidente dell'Upi Giuseppe Castiglione a proposito degli emendamenti sulla riforma delle Province che il Governo ha presentato.

"L'articolo 1 della Costituzione - sottolinea Castiglione - dice che la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nei limiti della Costituzione. L'art 5 che la Repubblica riconosce e promuove le autonomie locali, e non le può certo sopprimere per decreto. L'art. 114 stabilisce che la Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato e che gli Enti locali sono autonomi secondo i principi fissati dalla Costituzione. Chiediamo al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di intervenire a difesa della democrazia".

"Siamo certi che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel suo ruolo di Garante della Costituzione, saprà intervenire ancora una volta per salvaguardare la Carta costituzionale affinché non venga manifestamente stravolta".
Lo ha dichiarato il Vice Presidente dell'Upi Antonio Saitta, esponente del Partito Democratico, al termine dell'incontro avuto con il responsabile enti locali del Pd e con i parlamentari delle Commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato del Partito per discutere dell'emendamento del Governo riguardante le Province presentato nella manovra economica.
"Non è possibile interrompere il mandato elettivo di istituzioni elette dai cittadini se non violando il principio democratico, così come non è possibile prevedere il commissariamento delle province che dovrebbero andare al voto perché non ci può essere sospensione della democrazia. Il Parlamento può intervenire sulle Province e noi siamo disponibili per la razionalizzazione delle Province ma lo deve fare nel rispetto della Costituzione. Faccio appello al Presidente della Repubblica perché intervenga nei confronti del Governo e del Parlamento".

(13 dicembre 2011)



PROVINCE, SAITTA IN AUDIZIONE ALLA COMMISSIONE BILANCIO DELLA CAMERA:
"Così non si risanano i conti e non si riducono i costi"

"Le disposizioni sull'abolizione delle Province non risanano i conti dello Stato, né riducono i costi della politica. Anzi, aumenteranno la spesa pubblica e causeranno solo disfunzioni e conflitti inutili, proprio in un momento in cui invece tutte le istituzioni dovrebbero essere in prima fila a lavorare per il rilancio del Paese. E' un dato di fatto, attestato dall'Università Bocconi (di cui il Capo del Governo è preside) e confermato dalla relazione del Governo. Per questo chiediamo lo stralcio immediato". Lo ha detto il Vice Presidente Vicario dell'Upi Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino, in Audizione alla Commissione Bilancio della Camera oggi sulle norme ordinamentali di abolizione delle Province contenute nella manovra economica.
"Ci sentiamo in dovere di fare un appello alla politica - ha detto Saitta - perche' sulle Province il Governo sta prendendo un abbaglio grave. Ci pare di capire che su questo tema ci sia purtoppo una ragione superiore che di fatto commissaria il Parlamento, impedendo ai parlamentari di agire per il bene del Paese".
"E' impensabile che il Parlamento non faccia valere le ragioni della buona politica nonostante la consapevolezza, dati alla mano, che questa operazione sia del tutto inutile, costosa, ingestibile e foriera di anni di caos e conflitti istituzionali, come e' stato affermato perfino dagli stessi deputati della Commissione affari costituzionali della Camera".

(12 dicembre 2011)



CONTRO L'ABOLIZIONE DELLE PROVINCE GLI ENTI LOCALI DEL PIEMONTE E LA REGIONE APPROVANO IL RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE
Saitta: martedì incontreremo Cota

Quello del Piemonte è stato il primo CAL (Consiglio delle autonomie locali) in Italia ad esprimersi oggi contro l'abolizione delle Province e a favore dell'impugnazione davanti alla Corte Costituzionale.
"I 61 Enti locali del Piemonte che formano l'organismo riunitosi oggi a Palazzo Lascaris - spiega il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta - hanno ritenuto demagogica la disposizione del cosiddetto decreto "salva Italia" ed hanno convenuto sulla necessità di impugnarla davanti alla Corte Costituzionale. Questa mattina anche il presidente della Regione Cota mi ha confermato la sua volontà di ricorrere contro l'abolizione delle Province piemontesi. Ne parleremo martedì pomeriggio, in un incontro che Cota ha convocato con le Province piemontesi".

(07 dicembre 2011)



LE PROVINCE CHIEDONO UN INCONTRO AL GOVERNO CONTRO LA DEMAGOGIA DELLA SOPPRESSIONE

Un incontro urgente con il Presidente del Consiglio dei Ministri professor Monti: lo chiedono le Province italiane per capire al più presto quale sarà la sorte di un ente nato da più di 150 anni.

Al termine di un'assemblea convocata all'indomani del decreto con cui il Governo ha deciso di privare le Province italiane di tutte le competenze, rinviando al 30 aprile 2012 il termine per la stesura di una legge dello Stato nazionale con cui stabilire le modalità di elezioni di nuovi organismi (di secondo livello eletti dai Consigli Comunali dei rispettivi territori), i presidenti e i consiglieri delle Province italiane hanno approvato un ordine del giorno (formato pdf 70 KB).

Durante i lavori dell'Assemblea sono stati presentati uno studio dell'università Bocconi sul ruolo delle Province (formato pdf 1.724 KB) ed un sondaggio affidato ad Ipsos (formato pdf 455 KB) sulla percezione da parte degli italiani di questo Ente intermedio.

Ecco infine il testo predisposto per l'assemblea nazionale, qualche considerazione del presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta (formato pdf 141 KB).

(06 dicembre 2011)


I COSTI REALI DELLE PROVINCE