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A partire da sabato 1 ottobre è aperta al pubblico nelle sale del Castello di Miradolo, a San Secondo di Pinerolo, la nuova mostra della Fondazione Cosso dal titolo: “Viaggio in Egitto. L’Ottocento riscopre la terra dei faraoni”. L’esposizione resterà aperta sino al 29 gennaio 2012.
La mostra è curata dall’egittologa Silvia Einaudi.
Originaria di Saluzzo, si occupa principalmente dello studio del Libro dei Morti nelle tombe tebane. Ha curato diverse mostre e lavorato a progetti di ricerca sull'antico Egitto. Partecipa a missioni di scavo in Egitto ed è autrice di libri e articoli di argomento egittologico.
Con questa mostra, attraverso lettere, appunti, libri, stampe, fotografie, giornali di scavo e documenti originali di viaggiatori, studiosi, fotografi ed archeologi che si avventurarono lungo le sponde del Nilo nel corso dell’Ottocento, si vuole portare il visitatore a ripercorrere l’avventuroso viaggio da Alessandria d’Egitto sino alla lontana Nubia.
I documenti esposti, provenienti da istituzioni pubbliche e collezioni private, sono in parte inediti e testimoniano lo straordinario interesse che l’Egitto suscitò nel mondo occidentale per tutto l’Ottocento.
Proprio per esprimere il significato che aveva a quel tempo il viaggio in Egitto, il percorso espositivo è diviso in sezioni allestite nelle varie sale del Castello: in apertura l’arrivo in Egitto, ad Alessandria, città in cui dall’Europa si arrivava via mare, per iniziare la visita nella terra dei faraoni.
Si prosegue in un’immaginaria risalita lungo il Nilo, avanzando verso il Cairo, le piramidi e la Sfinge, passando poi per l’antica Tebe, oggi Luxor, e l’Alto Egitto, sino ad arrivare in Nubia.
La mostra volge al termine con l’omaggio a tre figure italiane protagoniste dell’avventura ottocentesca in Egitto: Luigi Vassalli, milanese, archeologo e conservatore del Museo del Cairo nella seconda metà del XIX secolo, Gaetano Lodi, emiliano, pittore e decoratore tra l’altro dello Scalone di Palazzo Reale di Torino, celebre per i suoi acquarelli e le sue decorazioni su porcellane con motivi egizi e Giuseppe Parvis, ebanista lombardo, restauratore di importanti reperti dell’antico Egitto, famoso per la creazione di mobili ispirati all’arte egizia e araba, di gran moda fra la nobiltà e la borghesia italiana ed europea di fine Ottocento.
Un cameo chiude il percorso di visita: si tratta dell’esposizione di una collezione unica al mondo di scatolette di sigari e sigarette da tutta Europa, in metallo e in carta, tutte con motivi ispirati all’antico Egitto, segno di quanto la terra dei faraoni era di moda e affascinava l’Ottocento in tutta Europa, Italia compresa.
Al Castello di Miradolo si trova esposto materiale autentico di viaggiatori come il piemontese Carlo Vidua, collezionisti di antichità tra cui Drovetti, Belzoni e il conte de Forbin, esploratori come Cailliaud e Gau, studiosi quali Champollion e Rosellini e persino dei primi “turisti”, tra cui ricordiamo una delle rare figure di donne spintesi in Egitto nei primi decenni dell’Ottocento: la baronessa von Minutoli.
Ricca l’esposizione di fotografie d’epoca, con scatti eccezionali di Beato, Béchard, Bonfils, attivi in Egitto soprattutto a partire dalla metà del secolo. Infine testimonianze di quei primi archeologi che, tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, effettuarono scavi scientifici in Egitto, come il già citato Luigi Vassalli ed Ernesto Schiaparelli, con i suoi collaboratori tra i quali il pinerolese Virginio Rosa. Un’attenzione particolare, infine, è stata rivolta alle figure di alcune donne, come Amalia Nizzoli, di origini torinesi, e Sarah Belzoni, molto attente nel descrivere gli aspetti della vita quotidiana delle donne egiziane.
“L’Egitto è sempre stato una delle mete più ambite e sognate dai viaggiatori di tutti i tempi, sia da quelli antichi, a partire da Erodoto, sia dai moderni turisti. Ma l’Egitto dell’immaginario collettivo, quello delle piramidi, delle mummie e della Sfinge diventa di moda in Europa nell’Ottocento”, spiega la curatrice Silvia Einaudi.
(30 settembre 2011)