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Sei in: Home > MAP > Speciali > Ambiente > ANNO 2013: Capriolo nel cortile di una scuola a Susa


UN CAPRIOLO NEL CORTILE DELLA SCUOLA:
L'UNGULATO RECUPERATO A SUSA DAGLI AGENTI FAUNISTICO-AMBIENTALI DELLA PROVINCIA
L'animale era stato segnalato dal personale dell'Istituto "Enzo Ferrari"
Si era poi spostato in un autoparco, dove è stato catturato, per poi essere liberato a Gravere


PRESENTAZIONE

Filmato: Un capriolo nel cortile della scuola
Durata: 01' 17"

Dopo il caso dello stabilimento Alenia, ancora un recupero di un Capriolo in ambiente urbano da parte degli agenti faunistico-ambientali del Servizio Tutela Fauna e Flora della Provincia di Torino. E' avvenuto a Susa, dove il personale dell'Istituto di Istruzione Superiore "Enzo Ferrari" ha segnalato agli agenti della Provincia la presenza di un maschio adulto di "Capreolus capreolus" (è questo il nome scientifico della specie), che da alcuni giorni pascolava nei prati del cortile posteriore della scuola media superiore segusina. Il cortile dell'Istituto "Ferrari" è chiuso da un muro alto tre metri e da una parete rocciosa, il che precludeva al Capriolo qualsiasi via di fuga. Si ipotizza che l'animale fosse caduto all'interno del recinto della struttura scivolando dalla collinetta sovrastante.

Il complesso scolastico dell'Istituto "Ferrari" di Susa confina con la sede di una ditta di costruzioni con annesso autopoarco e con quella di una concessionaria di auto, anch'esse recintate da muri e cancelli invalicabili per un Capriolo. Esiste solo uno stretto passaggio, costituito da un canale irriguo che corre tra il cortile della scuola e quello della concessionaria. Una persona non potrebbe passarci, ma un Capriolo sì. E' appunto questo esiguo passaggio che, nella mattinata di lunedì scorso, il Capriolo ha utilizzato per spostarsi nell'autoparco. L'animale ha iniziato a vagare tra i mezzi parcheggiati.

Grazie alla collaborazione del personale del Comprensorio Alpino di Caccia Torino 2 e dell'Azienda Faunistico-Venatoria Val Clarea, gli agenti del Servizio Tutela Fauna e Flora hanno obbligato il Capriolo a rifugiarsi in uno spazio ristretto e senza vie di fuga. Con l'ausilio di una rete per la cattura, hanno immobilizzato l'animale e lo hanno introdotto in una apposita gabbia per il trasporto, per poi liberarlo in un luogo idoneo, in località Campo Allardo di Gravere. L'operazione di cattura, trasporto e liberazione a Gravere ha impegnato il personale della Provincia per un'intera mattinata. Il Capriolo non presentava ferite invalidanti che ne sconsigliassero la reimmissione nell'ambiente naturale.

(22 maggio 2013)