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I giovani e il lavoro: incomincio da me
Presentati risultati a conclusione del progetto

PRESENTAZIONE

Filmato: Incomincio da me - Videoguida
Durata : 04' 42"

Li chiamano Neet (acronimo di Not (engaged) in Education, Employment or Training), e sono ragazzi fra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano e non si formano, e in Italia sono un numero impressionante: 2,3 milioni, pari al 24% della popolazione giovanile. Sono la parte più a rischio di una folta schiera di giovani che oggi sono disoccupati: il 42%, ovvero un giovane su dieci, secondo le ultime rilevazioni, non ha lavoro. E’ una delle ragioni per cui la Provincia di Torino, negli ultimi anni, ha concentrato l’attenzione delle politiche giovanili sulle problematiche legate a formazione e lavoro, intersecando le proprie competenze in materia di politiche attive di cittadinanza, formazione, istruzione, centri per l’impiego.

Fra le altre iniziative, nel 2012 ha aderito a Azione ProvincEgiovani promossa dall’Unione Province d’Italia (UPI), presentando il progetto I giovani e il lavoro: incomincio da me, finanziato dall’UPI anche mediante risorse del Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri e  cofinanziato da tutti gli Enti partners: cinque province- Provincia di Torino (ente capofila), Alessandria, Caserta, Vercelli e Palermo, tre comuni -Giaveno (TO), Tortona (AL), Novi Ligure (AL) oltre all Centro Studi Ricerche Sociali “G.Arnao” (PA). La fase conclusiva del progetto, in chiusura a dicembre, è stata presentata in un incontro che si è svolto nell’aula magna dell’Istituto Avogadro,a Torino, che è stata anche l’occasione per presentare i risultati ottenuti. Scopo di Incomincio da me è stato, in particolare, offrire ai  giovani di età compresa tra i 17 ed i 24 anni, che intendono inserirsi nel mercato del lavoro, le conoscenza delle professioni maggiormente richieste dalle imprese, acquisire le competenze relazionali utili alla ricerca e al mantenimento di un posto di lavoro, ma soprattutto l’opportunità di sfruttare al meglio le nuove tecnologie e di avere una piena consapevolezza delle opportunità, ma anche dei limiti, che offre il web.

In parallelo sono stati realizzati percorsi formativi rivolti agli operatori (insegnanti, operatori dei servizi per l’impiego e delle politiche giovanili). La Provincia di Torino ha coinvolto una cinquantina di operatori e circa duecento giovani: ma se la partecipazione della fascia d’età fra i 17 e i 19 anni, grazie al coinvolgimento delle scuole secondarie e delle agenzie formative non è stata un problema, più difficile è stato entrare in contatto con i ragazzi più grandi, dai 20 ai 24 anni: quelli che hanno meno contatto con le istituzioni, che cercano in tema di oppportuntà lavorative riscontri economici più immediati e di fatto rischiano maggiormente di diventare dei Neet.

“Per la Provincia di Torino questo progetto è stato molto importante” spiega l’assessore alle politiche giovanili Mariagiuseppina Puglisi “anche guardando al futuro: l’Ue infatti ha varato un pacchetto di iniziative, il Piano garanzia giovani, per cui ha stanziato oltre 4 miliardi di euro, che consentirà ai giovani di ricevere un’offerta di lavoro, formazione o stage entro quattro mesi dalla fine degli studi o dalla perdita del posto di lavoro: i Centri per l’impiego svolgeranno una funzione di rilievo, e noi abbiamo già dato il via a una formazione specifica”.

L’attenzione ai nuovi media e alle diverse modalità di comunicazione che questi implicano, che è piaciuta molto a tutti i ragazzi, si è tradotta fra l’altro nella realizzazione di  videocurricula (quasi 700 fra tutti i partners del progetto), e nella produzione di due videoguide   su come realizzarli.

 

(11 dicembre 2013)