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No definitivo della Provincia al progetto di fotovoltaico nella riserva della Vauda


PRESENTAZIONE

Filmato: No al fotovaltaico nella riserva della Vauda
Durata: 02' 21"

No definitivo della Provincia di Torino al progetto di impianto fotovoltaico nella Riserva Naturale della Vauda, così come due anni fa si era opposta alla localizzazione dell'Ikea su un'area a vocazione agricola.

Questo il risultato della procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via), competenza della Provincia su progetti regionali e nazionali, formalizzato questa mattina dalla Giunta provinciale.

Il progetto prevedeva la realizzazione di un campo a terra fotovoltaico che comporterebbe l'utilizzo di 70 ettari (pari a 112 campi di calcio) all'interno dell'area della Riserva che interessa i Comuni di Lombardore, San Francesco al Campo e San Carlo Canavese da parte della Belectric spa, che ha ottenuto la concessione d'uso dei terreni dalla Difesa Servizi spa (società del Ministero della Difesa).

"In questo caso il 'no' - ha spiegato il presidente Antonio Saitta - è motivato dal fatto che il progetto risulta essere in contrasto con le linee guida regionali, con il Piano provinciale territoriale di coordinamento e con la giurisprudenza esistente in materia in Italia".

"In questi mesi sia noi che Slow Food, con una lettera che portava anche le firme di Don Luigi Ciotti, Luca Mercalli, Salvatore Settis e Padre Alex Zanotelli, abbiamo sollecitato più volte il Governo, senza mai ottenere risposta. Capisco l'imbarazzo, ma questa insensibilità è un fatto grave: c'è bisogno che vengano ripensate le normative nazionali, in modo che gli enti locali non vengano lasciati soli a difendere il loro territorio.

Anche per questo un eventuale ricorso della Beletric mi sembrerebbe assurdo: sarebbe come se fosse lo Stato stesso a impugnare la nostra decisione". Una decisione, ha ricordato Saitta, sostenuta anche da una consistente parte di cittadini che in questi mesi hanno inviato oltre 2000 mail di protesta alla Provincia di Torino".

Anche l'assessore all'ambiente Roberto Ronco ha sollecitato un intervento legislativo del Governo: "La normativa sulle energie rinnovabili è frutto dell'entusiasmo di una decina di anni fa: oggi sarebbe indispensabile arricchirla e modificarla sulla base delle esperienze concrete. Grandi impianti fotovoltaici sono possibili, e noi non siamo contrari alla loro installazione sul nostro territorio: il problema resta valutare attentamente la loro collocazione, anziché una riserva naturale il Ministero della Difesa poteva pensare ad aree dismesse, caserme, insomma tutti quei luoghi che non comportano consumo di suolo libero".

(30 luglio 2013)


Fotovoltaico nella Riserva naturale delle Vaude:
audizione a Palazzo Cisterna di una delegazione di abitanti

Il Consiglio provinciale voterà una mozione di indirizzo contraria al consumo di suolo libero nella riserva naturale della Vauda e all’installazione del mega impianto fotovoltaico in aree protette proposta dal ministero della Difesa.
Lo hanno stabilito le Commissioni consiliari ambiente e territorio della Provincia di Torino che nella mattinata di giovedi 4 aprile hanno anche incontrato a Palazzo Cisterna in audizione un nutrito gruppo di abitanti della zona.

“Ribadiamo la contrarietà politica e tecnica della Provincia di Torino a consumare suolo libero per installare questo enorme impianto fotovoltaico - sottolinea l’assessore all’Ambiente Roberto Ronco - il nostro piano territoriale di coordinamento non lo consente e in Conferenza dei servizi i nostri tecnici lo diranno: riproporremo di privilegiare i tetti delle caserme per installare questi impianti”.

La presidente della Commissione Ambiente Angela Massaglia ha poi lasciato la parola a Franca Gea, presidente del movimento “Tutela ambiente canavesano” che ha voluto ripercorrere la storia della nascita della Riserva naturale, sottolineando l’impegno della popolazione per tutelare la Riserva e difenderla da speculazioni che nel tempo si erano già presentate. “Tutti i Comuni che avevano una parte di territorio nelle Vaude, anni fa rinunciarono ad una porzione di terreno e deliberarono la richiesta alla Regione Piemonte per far nascere l’area naturalistica protetta. Una zona molto frequentata - ha precisato la portavoce dei residenti - ci sono specie naturali ed animali particolari, ci sono zone affittate a contadini locali. I militari vogliono posizionare un vero e proprio impianto industriale in una zona impropria; sarà un impianto perenne, resterà dopo la produzione come prototipo di un impianto che avrà distrutto la Riserva. Sul nostro territorio non ci sarà nessuna ricaduta positiva”.

Con la delegazione della popolazione era presente anche il sindaco di Rivarossa Vallero, che ha ricordato la contrarietà all’impianto espressa dai Consigli comunali di Rivarossa, Barbania, Front, Nole, Ciriè: “confidiamo che anche il Comune di San Francesco al Campo possa modificare la sua posizione”.

(04 aprile 2013)


FOTOVOLTAICO NEL PARCO DELLA VAUDA,
SAITTA: "SOLO LA PROVINCIA A DIFESA DEL TERRITORIO"

Filmato: No al fotovoltaico della Difesa
Durata: 02' 42"

"Purtroppo solo la Provincia di Torino ha difeso l'ambiente e il territorio questa mattina durante i lavori della Conferenza dei Servizi sull'insediamento del mega impianto fotovoltaico da 70 ettari sul suolo libero nel Parco della Vauda": lo dice il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta commentando l'esito dell'incontro cui hanno partecipato in rappresentanza di palazzo Cisterna sia un tecnico dell'Area ambiente che un tecnico dell'Area pianificazione territoriale.

"Tutte e tre i Comuni interessati Lombardore, San Francesco al Campo e San Carlo Canavese hanno espresso parere positivo all'impianto, la Regione Piemonte e l'Ente Parco hanno chiesto dettagli sulle compensazioni. Solo la Provincia ha espresso ai rappresentanti del Ministero della Difesa tutte le preoccupazioni che abbiamo raccolto in queste ultime settimane sull'impatto ambientale ed ha evidenziato l'incompatibilità del progetto con il nostro documento di piano territoriale".

La Conferenza dei Servizi è stata aggiornata al 20 aprile prossimo.

"Io non demordo - aggiunge Saitta - e spero che nel frattempo si insedi un Governo con un Ministro della Difesa e uno dell'Ambiente a cui fare riferimento per ottenere una nuova collocazione dell'impianto fotovoltaico, privilegiando i tetti delle caserme e lasciando libero il terreno. So di rappresentare con questa mia posizione la maggioranza degli abitanti della zona".

"Comprendo le necessità del Ministero della Difesa di valorizzare e far rendere al massimo le sue proprietà in tutta Italia, ma pretendere di realizzare un grandissimo parco fotovoltaico consumando 70 ettari di terreno libero tra Lombardore e San Francesco al Campo ai bordi del parco della Vauda è inaccettabile. Mi chiedo e chiederò formalmente al Demanio perché non coprono di pannelli fotovoltaici i tetti delle centinaia e centinaia di caserme invece di occupare suolo libero. Sono fermamente contrario a questa operazione che devasta una delle ultime zone naturali libere del territorio": lo dice il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta che questa mattina ha esaminato il progetto durante la seduta della Giunta.

L'iter della vicenda, sintetizzato dall'assessore provinciale all'Ambiente Roberto Ronco, comincia mesi fa quando il Demanio mette a gara in tutta Italia lotti di sua proprietà ed affida ad imprenditori privati la realizzazione di impianti fotovoltaici.
Nel territorio della provincia torinese individua 70 ettari del poligono di Lombardore, prima in zona SIC (sito di interesse comunitario), poi dopo i primi pareri contrari in una zona limitrofa, ai confini tra i territorio di Lombardore San Francesco al Campo, "vicino alle case, dove c'è un'ampia fruizione a piedi, a cavallo, in bici" spiega l'assessore Ronco preoccupato perché dice "la Provincia è favorevole all'energia pulita, ma non sfruttando terreni liberi".

Saitta non ha dubbi: "è gravissimo - dice - che sia lo Stato attraverso il Demanio militare a monetizzare 70 ettari di suolo ancora libero con un'operazione commerciale che se pur legittima condiziona l'ambiente in modo così pesante. Scriverò anche al ministro Clini per capire se ne sia informato e cosa ne pensi come tecnico dell'ambiente".
Conclude Saitta: "gli abitanti della zona si stanno mobilitando e fanno molto bene: la Provincia di Torino è politicamente contraria a questa operazione, che si può fare con altre modalità su tetti di caserme e capannoni militari; non vogliamo assumere il ruolo di passacarte tra il Ministero della Difesa e la Regione Piemonte, ci faremo sentire".

(5 marzo 2013)