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Si conclude Camelia,
ha aiutato le donne vittime della tratta e della violenza


  • Un po' di dati sul progetto Camelia

PRESENTAZIONE

Filmato: Il progetto Camelia
Durata: 15' 30"

Si scrive "Camelia" si legge "CAMbiamento E Lavoro Insieme per l'Autonomia".
E’ questo il nome del progetto finanziato all’interno del programma operativo della Regione Piemonte (POR) cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo (FSE), per il periodo 2007/2013 che ha visto la Provincia di Torino svolgere il ruolo di capofila, con un partenariato numeroso, composto dalla Diocesi di Torino - Ufficio per la Pastorale dei Migranti, Casa di carità arti e mestieri, Consorzio per la formazione, l'innovazione e la qualità (CFIQ), Il nodo formazione consulenza e ricerca C.S.C.S, Gruppo Abele, le associazioni Tampep e Nahual, il consorzio intercomunale dei servizi sociali (C.I.S.S.), Confcooperative, Coldiretti Torino e Compagnia delle opere del Piemonte.

Nato dalla volontà di mettere in comune e valorizzare le esperienze e le metodologie sperimentate dalla rete che sul territorio provinciale si occupa di tratta e grave sfruttamento e dalla rete che lavora a sostegno delle donne vittime di violenza in particolare nel Pinerolese, il progetto "Camelia" sta giungendo alla conclusione e martedì 11 marzo a Torino nel corso del convegno "I percorsi per uscire dalla violenza" sono stati presentati i risultati.

Per quanto riguarda il fenomeno della tratta e dello sfruttamento, sul territorio della provincia di Torino, la presenza di prostitute migranti vittime di tratta risulta essere costante nel tempo, anche se con ciclici mutamenti dovuti alla mobilità delle donne e alle dinamiche esistenti tra organizzazioni criminali di diversa provenienza. Da tempo questa situazione ha evidenziato la necessità di promuovere un’azione integrata e per questo, da oltre un decennio opera una rete di enti, associazioni e organizzazioni per dare corpo alla filosofia sottesa ai programmi di protezione sociale.

A questo impegno, che ha visto negli anni la Provincia di Torino molto attiva, si è aggiunto il lavoro per contrastare la violenza di genere ed è stato individuato il Pinerolese in virtù della rete integrata di servizi.
Sul territorio del Pinerolese il coordinamento delle iniziative in sostegno delle donne vittime di violenza è ricoperto dal Consorzio Intercomunale dei Servizi Sociali di Pinerolo (C.I.S.S. Pinerolo) che ha, tra i suoi mandati istituzionali, la tutela delle donne in difficoltà.
Il progetto Camelia si era posto l’obiettivo di garantire opportunità di inclusione socio-lavorativa a 15 donne per offrire la possibilità di una condizione di permanenza e stabilità.

Per il territorio pinerolese, le donne vittime di violenza individuate attraverso le segnalazioni degli organi competenti hanno avuto una lunga formazione sia individuale che di gruppo tesa al rinforzo dell’autostima, all’orientamento ed accompagnamento e stanno partecipando ad un tirocinio formativo di 6 mesi, corredato da un incentivo economico erogato solo dopo l’effettiva partecipazione a 2/3 del progetto.
Per ogni beneficiaria è stata individuata una figura di riferimento, il cui ruolo è stato quello di garantire durante tutto il percorso il raccordo necessario per l’esito positivo dell’inserimento socio-lavorativo, accompagnando ciascuna donna nei rapporti con tutte le figure di riferimento che operano nei servizi attivati lungo il percorso di inclusione socio-lavorativa ed ha un ruolo fondamentale per garantire la personalizzazione dei percorsi ed evitare la frammentazione degli interventi.

Il coordinamento generale del progetto Camelia è stato affidato a Confcooperative, Unione provinciale di Torino.

(12 marzo 2014)