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La Provincia di Torino si impegna contro la dispersione scolastica


PRESENTAZIONE

Come si misura la dispersione scolastica?
L’Unione Europea utilizza un indicatore come obiettivo al prossimo 2020 che misura l’abbandono scolastico a valle: si chiamano “early school leavers” e sono i ragazzi che interrompono troppo presto il loro percorso formativo .
Quali gli indicatori? Non ammessi allo scrutinio – Bocciatura – Ripetenze - Ritardo - Interruzione di frequenza - bocciati, esclusi coloro che ripetono nell’anno successivo, e non valutati.

“Gli indicatori forniscono un quadro complessivo utile, pur con forti limiti soprattutto per il grado di opacità che mantengono – commenta l’assessore all’istruzione della Provincia Carlo Chiama – ma solo con una banca dati integrata scuola/formazione professionale di respiro regionale si potrà disporre di un’analisi più dettagliata del fenomeno della dispersione”.

Ma quale è stato il livello provinciale nell’ultimo anno scolastico misurato, quello 2011/2012? La dispersione complessiva si è attestata al 7,8% (ogni cento iscritti): si tratta dell’indicatore del passaggio da un’annualità alla successiva.
La dispersione a livello provinciale viene analizzata attraverso tre indicatori: tasso di passaggio degli iscritti da un’annualità alla successiva - quota di successo scolastico, con dettaglio dei respinti a giugno - quota di allievi in ritardo rispetto all’età regolare.

Cosa ha fatto la Provincia di Torino come interventi a contrasto della dispersione scolastica?
“È importante per un territorio complesso come la provincia di Torino poter contare su una solida rete locale di orientamento - spiega l’assessore Carlo Chiama - per prevenire e combattere la dispersione scolastica e sostenere il successo formativo e l’occupabilità.
Il sistema “Orientarsi” in questi anni ha promosso percorsi positivi di autodeterminazione e inserimento alla vita attiva, per potenziare le capacità di scelta e di decisione dei giovani; ha offerto servizi di informazione, formazione e consulenza orientativa individuali e di gruppo. La costruzione di un sistema di orientamento territoriale ha determinato un'alleanza e una sinergia tra enti locali, istituzioni scolastiche e formative, servizi sociali per favorire una impostazione e obiettivi condivisi, una programmazione integrata con la riduzione dei rischi di sovrapposizione e duplicazione degli interventi, per sostenere i giovani nella transizione alla vita adulta, nelle decisioni che sostanziano le scelte formative e lavorative”.
Si tratta dunque di un sistema con alcuni precisi punti di forza: un forte presidio territoriale da parte di attori differenziati in rete (Comuni, Centri per l’Impiego, Scuole, Università...) la valorizzazione di competenze distintive verso obiettivi comuni, risorse attivabili in interventi trasversali condivisi nel rispetto del pluralismo di esperienze, infine la creazione di micro équipe in logica sussidiaria di presidio dei punti di cattura per giovani tra i 12 e i 22 anni.

L’assessore Chiama sottolinea che “il sistema Orientarsi è un servizio consolidato riconoscibile monitorato e misurabile attraverso percorsi di accompagnamento individuale e di gruppo, con base operativa presso la sede dei Centri per l’Impiego”.

Questi gli interventi messi in campo:

  • Promozione del servizio orientativo attraverso la segnalazione di potenziali destinatari degli interventi e una capillare attività di pubblicizzazione.
  • Azioni di animazione territoriale per integrare i vari servizi e progetti presenti sul territorio già esistenti;
  • Collaborazione nella gestione di specifici casi, (insegnanti, assistenti sociali, animatori socioculturali, educatori ...)
  • Attivazione di specifici interventi collaborando, ad esempio, nella definizione e gestione di percorsi di tirocinio e apprendistato.

Azioni di orientamento rivolte a minori di 16 anni - anno 2012

Numero Azioni

Soggetti Coinvolti

Maschi

Femmine

Insegnanti

Familiari

Accoglienza

1963

1963

996

967

0

0

Colloquio intervista

1754

1750

868

882

0

0

Seminari incontri

1461

32018

0

0

236

2149

Tutoraggio individuale

163

162

83

79

883

1715

Colloqui orientativi

292

259

150

109

0

0

Totale

5633

36152

2097

2037

1119

3864



Azioni di orientamento rivolte ai maggiori di 16 anni - anno 2012

Numero Azioni

Soggetti Coinvolti

Maschi

Femmine

Insegnanti

Familiari

Accoglienza

1058

1058

619

439

0

0

Colloquio intervista

1006

997

596

401

0

0

Seminari incontri

210

4220

28

19

192

5

Tutoraggio individuale

443

443

277

166

0

0

Colloqui orientativi

807

678

397

281

0

0

Totale

3524

7396

1917

1306

192

5



Altre opportunità per il rientro in formazione per i minori: il finanziamento di percorsi formativi per l’assolvimento dell’obbligo scolastico e formativo rivolti prevalentemente a minori con situazioni pregresse di insuccesso scolastico:

  • Percorsi biennali di qualifica con crediti in ingresso: sono rivolti a giovani che abbiano frequentato almeno un anno di scuola superiore o che siano in possesso di crediti formativi, maturati in esperienze diverse;
  • Percorsi annuali: sono rivolti a giovani dai 15 ai 17 anni, che hanno abbandonato gli studi, senza aver ottenuto una qualifica o un altro titolo secondario. Rilasciano un’attestazione di frequenza finalizzata al reingresso in un percorso della formazione professionale, dell'apprendistato o dell'istruzione secondaria superiore.
  • Laboratori scuola-formazione: rivolti a giovani dai 14 ai 16 anni iscritti nella scuola secondaria di primo grado (scuola media), con priorità di accesso agli allievi in ritardo di due anni nelle classi seconde/terze; rivolti a giovani dai 16 ai 18 anni che hanno terminato il primo ciclo di istruzione, senza aver ottenuto la licenza di scuola secondaria di primo grado (licenza media).

Percorsi

Corsi

Allievi

Annuali (IAPP)

26

390

Biennali (prima e seconda annualità)

130

1950

Progetti laboratori

35

525

Totale

191

2865


Molti istituti scolastici hanno sviluppato attività importanti nella lotta alla dispersione: ci si chiede come mettere in rete queste esperienze: nel caso degli Istituti di istruzione superiore con percorsi tecnici, professionali, liceali, serve valorizzare il passaggio da un corso all’altro per motivare l’alunno a rimanere agganciato in un percorso di istruzione più rispondente alle sue attitudini e competenze (ad esempio, da istituto tecnico a istituto professionale).

C’è poi la necessità di una forte azione motivazionale sui docenti finalizzata alla lotta alla dispersione e alla costruzione di un lavoro in rete con l’insieme degli attori interessati (Enti locali, associazioni): presa in carico individuale del soggetto a rischio ma con un’individuazione condivisa del percorso. La riduzione del numero di percorsi di qualifica professionale regionale attivati negli Istituti professionali statali, per l’assenza di risorse economiche e umane da dedicare alla gestione dei corsi, priva i soggetti più deboli e potenzialmente interessati di un’opportunità di conseguire un titolo riconosciuto e spendibile.

(17 febbraio 2014)