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MIGLIORARE I RISULTATI DELL'APPRENDIMENTO
Un seminario al Ce.Se.Di. sulla dispersione scolastica


PRESENTAZIONE

Perdersi e ritrovarsi: nodo e snodo del percorso di istruzione e formazione della scuola superiore. Questo lo spunto di partenza del seminario sulla dispersione scolastica e sulla demotivazione allo studio, organizzato dall’Area Istruzione e Formazione professionale in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte nei locali del Centro Servizi Didattici della Provincia di Torino.

“In una situazione come l’attuale di profonda incertezza” ha detto il direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale Giuliana Pupazzoni, “nella costruzione del proprio futuro formativo e professionale il miglioramento dei risultati di apprendimento, in particolare nel primo biennio della scuola secondaria di secondo grado, rappresenta una priorità cui tutti i soggetti istituzionali sono chiamati a rispondere, offrendo il proprio contributo innovativo e mettendo in rete le proprie azioni di eccellenza”.

L’innalzamento della qualità dell’offerta formativa necessita quindi di un forte impegno di analisi e potenziamento delle pratiche educative. Ed è proprio sullo sfondo di questa mission condivisa che sono state presentate nel seminario alcune esperienze positive realizzate nelle scuole della provincia, con l’obiettivo di condividere capacità, strumenti e valori aggiunti in interventi di sistema, a partire dai lavori svolti dal Laboratorio del Biennio, attivato da alcuni anni dal Ce.Se.Di.

Il liceo Porporato di Pinerolo ha descritto gli strumenti per potenziare la conoscenza dell’ambiente di apprendimento, attraverso la programmazione di interventi di autoanalisi e autovalutazione dei fattori che concorrono alla produzione ed erogazione del “servizio scuola”: a partire dai dati e dai processi si è arrivati a misurare i risultati reali e gli scostamenti rispetto a quelli programmati e attesi nel Piano dell’offerta formativa.

L’Istituto professionale Beccari di Torino si è interrogato su come declinare un quadro di competenze completo e sistematico per il biennio partendo dallo sviluppo delle abilità linguistiche e comunicative. La sperimentazione ha previsto la realizzazione di percorsi formativi per provare a “spiazzare” gli allievi rispetto all’immagine che hanno di sé, definendo le micro competenze attese e gli step operativi e incrociando aspetti misurabili con osservazioni periodiche e sostenibili.

L’Istituto tecnico Pininfarina di Moncalieri ha illustrato la progettazione e la gestione del biennio integrato, percorso che prevede l’integrazione tra istruzione e formazione professionale e che favorisce, attraverso l’orientamento e il riorientamento, i passaggi tra i due sistemi, riducendo i rischi di dispersione. Il biennio integrato permette di realizzare, di fatto, la prima parte della filiera dei poli tecnologici.

La valorizzazione dei percorsi di qualifica, attraverso una sperimentazione di contatto tra scuola, impresa e territorio (associazioni, esperti del mondo del lavoro e lavoratori), è stata l’esperienza presentata dall’Istituto professionale Plana di Torino.

La scuola, da sola, non è in grado di offrire futuri lavoratori con competenze specifiche, capaci di integrarsi velocemente nel contesto aziendale. D’altro canto, gli allievi chiedono oggi - sempre di più - di poter imparare “con le mani”, attraverso la pratica nei laboratori.
L’incontro sinergico tra scuola e impresa permette di ridurre la dispersione e di accrescere il senso di appartenenza verso il percorso intrapreso e l’istituto frequentato.

A seguire la riflessione si è spostata sul tema della robotica a scuola, vista come paradigma di una nuova didattica: la robotica come contenitore di tutte le discipline, che permette di apprendere concetti interdisciplinari in modo consapevole, interagendo con oggetti concreti attraverso un’esperienza ludica. L’utilizzo di robot in specifici contesti educativi offre agli studenti la possibilità di aprirsi al metodo sperimentale, con un diverso approccio all’area tecnico-scientifica.

In chiusura, sono state presentate alcune azioni di sistema significative, come i “poli” di istruzione superiore, raggruppamenti formativi di indirizzi diversi e complementari, di pari dignità, come ad esempio l’IIS Sella Aalto Lagrange, che attiva indirizzi di studio tecnici e professionali, e l’IIS Galilei-Ferrari, che offre anche il percorso liceale di scienze applicate.
Nei poli viene valorizzato l’apprendimento attivo e laboratoriale attraverso la collaborazione con le imprese e le istituzioni. La coesistenza di diverse tipologie di percorso in un’unica realtà scolastica permette di arginare la dispersione scolastica, attraverso raccordi continui tra i percorsi.

Un’altra significativa azione di sistema è rappresentata dalle attività di orientamento e riorientamento alla scelta guidate dal servizio Orientarsi, che vede nella Provincia un forte ruolo di regia e coordinamento territoriale nel contrasto agli abbandoni e nel favorire il successo formativo.

Lo stesso vale per altre due azioni programmate nei bandi provinciali, quali i Laboratori Scuola Formazione, rivolti ai giovani pluri-ripetenti tra i 14 e i 16 anni, per il conseguimento del diploma di scuola secondaria di primo grado e per il recupero dei crediti pregressi, e i LaRSA - Laboratori di recupero e sviluppo degli apprendimenti – per il passaggio tra percorsi di istruzione e formazione e la formazione professionale, affiancati da interventi di sostegno individuali o di gruppo.

“La dispersione scolastica è una perdita di valore per il singolo e la società” ha spiegato l’assessore al Lavoro, Formazione professionale e Istruzione della Provincia di Torino Carlo Chiama. “Per quanto il tasso di dispersione sia diminuito negli ultimi anni in provincia di Torino i dati rimangono assolutamente preoccupanti”. Chiama, nel suo intervento conclusivo, ha fatto riferimento a un dato riguardante il Pinerolese, dove la licenza media è il titolo di studio del 52% dei disoccupati.
“Le esperienze positive devono diventare pratiche sistematiche e consolidate” ha aggiunto l’Assessore, “la sospensione dei servizi di orientamento mi sconforta: abbiamo poco tempo per scardinare il sistema, attraverso le risorse della Garanzia Giovani per attivare i cosiddetti NEET (Not in Education, Employment or Training, ovvero i giovani tra 15 e 29 anni che non lavorano, non studiano e non sono alla ricerca di un’occupazione, ndr). Dobbiamo usare al meglio le nostre competenze per fare rete”.

A questo scopo nelle prossime settimane gli uffici della Provincia di Torino rivolgeranno a tutti gli istituti interessati l'invito a partecipare a gruppi di lavoro, nei quali continuare lo sviluppo delle tematiche oggetto del seminario e ripensare nuove azioni di sostegno all'attività delle scuole.


I DATI DELLA DISPERSIONE SCOLASTICA IN PROVINCIA DI TORINO

La dispersione scolastica è un fenomeno di abbandono e di ritardi: “dispersione di energie” delle persone e del sistema.

Quali indicatori per misurare la dispersione scolastica?

L’Unione Europea utilizza un indicatore che misura l’abbandono scolastico a valle: gli “Early School Leavers” (ESL).
ESL in Piemonte nel 2012: 16,3% contro il 17,6% della media nazionale.

Quali altri indicatori sono utilizzati?

  • gli insuccessi
  • ripetenze
  • ritardo
  • interruzione di frequenza.

Che cosa succede in provincia di Torino?

Per quanto riguarda l’abbandono scolastico, rispetto agli anni ’80 in cui la caduta (relazione tra il numero di iscritti in prima e in quinta cinque anni dopo) era superiore al 50%, negli ultimi anni l’indice si è attestato intorno al 30%.

Quanti, dopo un insuccesso, non si iscrivono nell’anno successivo?

Il tasso di abbandono medio annuale è del 7,3 % (M+F), diminuisce al crescere dell’anno di corso, è meno elevato per le ragazze, è più elevato nei professionali (18,3% per i maschi, nel primo anno).

Quanto dura un anno scolastico?

Ritardo: coefficiente di durata
- Il coefficiente indaga le fasce di età che compongono ogni classe e assegna un peso differente in base al ritardo;
- l’allievo regolare ha coefficiente 1.
Per l’anno scolastico 2012/2013: il coefficiente di durata medio per i maschi è 1,46 anni (circa un anno e mezzo), per le femmine scende a 1,32.

(20 marzo 2014)