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LA PROVINCIA DI TORINO VERSO LA CITTA' METROPOLITANA



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ULTIMA NOTIZIA

ELETTI I PRESIDENTI DELLE TRE COMMISSIONI DEL CONSIGLIO METROPOLITANO

Sono stati nominati venerdi 28 novembre a Palazzo Cisterna i presidenti delle tre Commissioni che il Consiglio metropolitano ha istituito nella seduta del 20 novembre scorso.
Si tratta dello stesso sindaco metropolitano Piero Fassino a capo della Commissione per la definizione e la redazione della bozza di Statuto della Città metropolitana di Torino; del consigliere Claudio Martano alla guida Commissione per la definizione della piattaforma per il negoziato con la Regione Piemonte sulle funzioni della Città metropolitana; e della consigliera Gemma Amprino alla presidenza della Commissione per la perimetrazione delle aree omogenee ai fini della rappresentanza del territorio.

La composizione dei tre gruppi di lavoro è stata stabilita dal Consiglio metropolitano nella seduta di giovedì 20 novembre. La Commissione sullo Statuto è composta dal sindaco Fassino e dai consiglieri Amprino, Avetta, Barrea, Brizio, Buttiero, Centillo, Cervetti, Marocco, Montà, Paolino, Pianasso e Tronzano: lo Statuto secondo quanto prevede la legge 56/2014, cosiddetta legge Delrio, dovrebbe essere approvato dal Consiglio metropolitano entro il 31 dicembre di quest’anno, ma non sono previste sanzioni se non venisse approvato prima del 30 giugno 2015. Si tratta di un provvedimento estremamente delicato, che dovrà dettare le regole a un ente del tutto nuovo quale sarà la Città metropolitana. La Commissione si troverà a lavorare su una bozza di massima predisposta dall’Amministrazione uscente.

La Commissione sulle funzioni della Città Metropolitana di Torino - che il sindaco Fassino ha auspicato siano stabilite in base al principio di sussidiarietà - è composta dai consiglieri Amprino, Barrea, Carena, Centillo, Cervetti, De Vita, Genisio, Martano, Montà, Pianasso e Tronzano.

La Commissione sulla perimetrazione delle aree omogenee - tema delicato che sottolinea l’importanza di un’adeguata definizione delle aree esterne a quella urbana torinese per dare adeguata rappresentanza a tutti i territori - è composta dai consiglieri Amprino, Avetta, Brizio, Buttiero, Carretta, Cervetti, Griffa, Marocco, Martano, Pianasso e Tronzano.

Il sindaco Fassino ha ricordato, all’atto dell’insediamento dei tre gruppi di lavoro, che “le Commissioni hanno fondamentali funzioni di carattere istruttorio, ma non sono investite del potere deliberativo, che spetta invece al Consiglio metropolitano”.

(1 dicembre 2014)


APPROVATO IL REGOLAMENTO. COMMISSIONI AL LAVORO PER STATUTO, AREE OMOGENEE E FUNZIONI DELEGATE

Regolamento del Consiglio
Il Sindaco Metropolitano, onorevole Piero Fassino, ha ricordato che la bozza del Regolamento provvisorio, che sarà in vigore sino al 31 dicembre, era stata distribuita ai Consiglieri e che quasi tutti gli emendamenti proposti erano stati giudicati accoglibili, mentre quelli non accolti erano in contrasto con norme contenute nel Testo Unico degli Enti Locali o in altre leggi. Il Regolamento è stato approvato con 15 voti favorevoli su 15 votanti.

Commissioni consiliari
Il Sindaco Metropolitano ha comunicato l’elenco definitivo dei componenti le tre Commissioni inizialmente previste: quella per la redazione dello Statuto, quella che si occuperà della perimetrazione delle aree omogenee in cui sarà suddivisa la Città Metropolitana e quella che seguirà l’evolversi del negoziato con la Regione Piemonte sulle funzioni che saranno delegate alla Città Metropolitana. Il Sindaco potrà partecipare alle sedute di tutte e tre le Commissioni. Fassino ha sottolineato l’importanza di un’adeguata definizione delle aree omogenee esterne a quella urbana torinese, per dare adeguata rappresentanza a tutti i territori. Inoltre ha auspicato che la delega di funzioni avvenga in base al principio di sussidiarietà. La composizione delle Commissioni è stata approvata con 18 voti favorevoli su 18 votanti.

Comunicazioni del Sindaco Metropolitano
Il Sindaco Metropolitano ha svolto una comunicazione a proposito del presidio tenuto in piazza Castello dalla rappresentanza dei 22 dipendenti a tempo determinato della Provincia i cui contratti non sono rinnovabili sulla base della legislazione presente. Fassino ha informato il Consiglio che, allo stato attuale, il problema non pare risolvibile in sede locale, perché l’impossibilità di stabilizzare quei dipendenti precari dipende da un vincolo di legge.
La questione è stata posta all’attenzione del Governo, al quale è stato chiesto di varare un provvedimento che consenta di dare una risposta positiva al personale interessato. Della questione è stata informata l’assessore regionale Giovanna Pentenero, poiché quattro dei 22 dipendenti a tempo determinato della Provincia sono in servizio presso i Centri per l’Impiego. La consigliera Lucia Centillo ha ringraziato il Sindaco per l’impegno e l’interessamento ed ha chiesto una presa di posizione ufficiale da parte del Consiglio e un’audizione con i rappresentanti dei lavoratori. Il consigliere Andrea Tronzano ha chiesto se sia applicabile una norma che prevedeva la stabilizzazione dei precari dipendenti degli Enti locali da almeno tre anni. Il Sindaco Fassino ha precisato che la norma non è applicabile al personale a tempo determinato delle Province.
La consigliera Gemma Amprino ha chiesto di approfondire in sede locale la possibilità di ricollocare alcune delle persone interessate. Anche i consiglieri Marco Marocco e Cesare Pianasso hanno chiesto l’audizione dei lavoratori. Il Sindaco Fassino ha replicato che la pressione in sede nazionale per risolvere la questione non esclude la ricerca di soluzioni locali. Fassino ha poi svolto alcune considerazioni sull’impatto che la Legge di Stabilità per il 2015 potrebbe avere sui bilanci delle Province che saranno sostituite dal 1° gennaio dalle Città Metropolitane. Il contenimento di spesa previsto per le Città Metropolitane e le Province ammonta ad un miliardo di Euro, a cui vanno aggiunte le possibili penali per lo sforamento del Patto di Stabilità da parte delle amministrazioni uscenti, che debbono comunque garantire i servizi sino al 31 dicembre. Per il momento l’ANCI ha ottenuto un’attenuazione dell’impatto sui Comuni della manovra impostata dal Governo.
Rimane aperta la partita relativa alle risorse su cui potranno contare le Province e le Città metropolitane. Secondo Fassino occorre in questa fase uno sforzo per far comprendere ai parlamentari l’assoluta insostenibilità del quadro finanziario previsto per le Città Metropolitane dalla Legge di Stabilità. Sullo stesso tema è poi intervenuto il consigliere Dimitri De Vita, il quale ha anche chiesto che, in sede di concertazione con la Regione sulle funzioni delegate, si faccia di tutto per difendere l’integrità dell’Ente e salvaguardare le professionalità che dalla Provincia passeranno alla Città Metropolitana.

(21 novembre 2014)


CONVOCATO IL 20 NOVEMBRE IL CONSIGLIO METROPOLITANO

Entra nel vivo l’attività del Consiglio metropolitano, che il sindaco Piero Fassino ha convocato per giovedì 20 alle ore 15 nella sala di piazza Castello.

Dopo la seduta di insediamento, che il 30 ottobre scorso si è svolta con la convalida dei 18 tra sindaci e consiglieri comunali eletti lo scorso 12 ottobre, verranno discussi il nuovo Regolamento del Consiglio metropolitano e la valutazione sulla costituzione - anticipata dal sindaco metropolitano nella seduta di insediamento - di tre Commissioni, dedicate all’elaborazione dello Statuto della Città Metropolitana, all’esame con la Regione Piemonte sulle funzioni delegate e alla definizione delle zone omogenee in cui il territorio sarà suddiviso,  per garantire una governance maggiormente partecipata dalle comunità locali.

(13 novembre 2014)


INSEDIATO IL CONSIGLIO METROPOLITANO DI TORINO.
DALLA PROSSIMA SEDUTA IL CONFRONTO SULLO STATUTO DELLA CITTA' METROPOLITANA


Filmato: Insediamento del Consiglio Metropolitano di Torino
Durata: 04' 24"

Si è insediato nel pomeriggio di giovedi 30 ottobre il Consiglio Metropolitano di Torino, che si è riunito nella storica Aula di piazza Castello, quella che ha ospitato sinora le sedute del Consiglio Provinciale.

Il nuovo organismo, previsto dalla Legge Delrio, è composto dai 18 tra Sindaci e Consiglieri comunali eletti lo scorso 12 ottobre ed è presieduto dal Sindaco metropolitano Piero Fassino.
La prossima seduta verrà convocata tra due settimane e sarà dedicata alla definizione del nuovo Regolamento dell'assemblea. Il Sindaco Fassino ha inoltre proposto la rapida costituzione di tre Commissioni, dedicate all'elaborazione dello Statuto della Città Metropolitana, al negoziato con la Regione sulle funzioni delegate e alla definizione delle Zone omogenee in cui il territorio sarà suddiviso, per garantire una governance maggiormente partecipata dalle comunità locali.


L'INTERVENTO DEL SINDACO FASSINO

In apertura della seduta, il Sindaco Fassino ha sottolineato come l'istituzione delle Città Metropolitane allinei l'Italia ad un processo di riorganizzazione del governo locale che altri Paesi europei hanno completato da tempo e del quale si è discusso nel nostro paese per ben 24 anni fa.

"Il disegno di legge Delrio - ha ricordato il Sindaco metropolitano - rientra in un più complessivo ridisegno dell'architettura istituzionale, che prevede la revisione del Titolo V della Costituzione ed il superamento del bicameralismo perfetto".
Il nuovo assetto degli Enti di area vasta sancisce a livello istituzionale un dato di fatto: i confini delle aree metropolitane vanno ben al di là dei capoluoghi di provincia e molti servizi, dai trasporti alla gestione del ciclo dell'acqua, sono organizzati su scala metropolitana.
Fassino ha poi sottolineato come in un'economia sempre più globalizzata la competizione sia tra territori e non tra singole città o aziende. Sono quindi i territori a dover strutturare la propria governance su una scala che li metta in grado di competere.
"La legge Delrio è una grande opportunità, una grande occasione che dobbiamo cogliere" ha affermato il Sindaco metropolitano che ha inoltre affermato che i principi dell'autodeterminazione e del riconoscimento delle specificità delle comunità locali saranno garantiti in sede di elaborazione dello Statuto della Città Metropolitana, il primo importante adempimento del nuovo Consiglio. Non si potrà non tener conto del fatto che il territorio della Città Metropolitana va ben oltre l'area metropolitana torinese, confinando - caso unico in Italia - con un'altra Regione (la Valle d'Aosta) e con un altro Stato (la Francia).
Il Sindaco Fassino pensa quindi ad una governance che tenga conto degli interessi e delle esigenze delle aree esterne a quella metropolitana. Un altro tema importante affrontato nella relazione del Sindaco metropolitano è quello delle competenze e delle funzioni del nuovo Ente, che siano proprie o delegate dalla Regione. Con l'amministrazione regionale si dovrà aprire in tempi brevi un confronto sulle funzioni, sulle risorse e sul personale. Fassino ha poi fatto riferimento al confronto che l'ANCI e l'Unione Provincie Italiane hanno avviato con il Governo, per ridurre il taglio di risorse alle Province e alle Città Metropolitane per circa un miliardo delineato dalla Legge di Stabilità per il 2015.

Restano inoltre aperte le questioni delle risorse proprie su cui gli Enti di area vasta dovranno poter contare, nonché dei tagli di risorse per circa tre miliardi e mezzo ai Comuni, stimati dall'ANCI considerando minori trasferimenti e vincoli alla spesa. Nell'immediato vanno garantite alle Province che diventeranno Città metropolitane le risorse minime per esercitare le funzioni indispensabili.
Il Sindaco Fassino ha poi passato in rassegna una serie di questioni da affrontare in sede di elaborazione dello Statuto, come l'opportunità che il Sindaco metropolitano assegni eventuali deleghe ai Consiglieri e le forme di partecipazione dei piccoli Comuni alle politiche di area vasta. Ha inoltre ricordato la necessità che la Città Metropolitana adotti un Piano Strategico Triennale.
La parte finale dell'intervento è stata dedicata alle esigenze ed ai timori espressi negli ultimi mesi da alcuni amministratori dei Piccoli Comuni. Fassino ha precisato che le risorse su cui conterà il nuovo Ente dovranno essere proprie - e quindi non sottratte ai Comuni - e che l'apparato amministrativo sarà quello ereditato dalla Provincia. Fassino ritiene importante una politica di incentivazione alla gestione associata dei servizi e alle Unioni di Comuni, anche per garantire un confronto equilibrato tra gli interessi di Torino e quelli delle aree più esterne del territorio.

I componenti del consiglio metropolitano

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Piero Fassino

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Alberto Avetta

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Gemma Amprino

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Vincenzo Barrea

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Francesco Brizio

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Eugenio Buttiero

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Mauro Carena

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Mimmo Carretta

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Lucia Centillo

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Barbara Cervetti

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Domenica Genisio

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Antonella Griffa

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Claudio Martano

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Roberto Montà

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Michele Paolino

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Andrea Tronzano

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Marco Marocco

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Dimitri De Vita

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Cesare Pianasso

 

GLI INTERVENTI DEI GRUPPI

Dimitri De Vita, Consigliere metropolitano della lista del Movimento 5 Stelle, ha sottolineato che la legge Delrio avrebbe bisogno di alcuni correttivi, per dare pari dignità a tutti i Comuni ed ha criticato il principio del voto ponderato. La Città Metropolitana, secondo De Vita, può essere una opportunità per i Comuni di attingere a maggiori risorse, ma le incognite sono molte e i tagli del Governo potrebbero ridurne al minimo l'operatività. "Corriamo il rischio gestire una scatola vuota e demandare alla Regione i compiti della Provincia" ha affermato il Consigliere del Movimento 5 Stelle.

Cesare Pianasso, eletto nella Lista Civica Alternativa, ha chiesto pari dignità per tutti i Comuni ed ha asupicato che il Consiglio Metropolitano possa lavorare positivamente e con buon senso per l'intero territorio, al di là degli steccati ideologici.

Alberto Avetta, Vicepresidente uscente della Provincia ed eletto nella lista "Città di Città", ha ringraziato la Giunta, i Consiglieri provinciali uscenti ed il personale per il lavoro volto negli ultimi mesi. "In Provincia, - ha sottolineato Avetta - stiamo lavorando per consegnare nelle mani della Città Metropolitana un Ente che funzioni. La nostra struttura è in grado di mettere a disposizione dei Comuni le proprie competenze tecniche ed amministrative". Secondo Avetta l'ANCI e l'UPI devono chiedere al Governo una maggiore selettività della spending review, escludendo dai vincoli del Patto di Stabilità gli interventi per la messa in sicurezza delle strade e dei territori con situazioni di instabilità idrogeologica.

(31 ottobre 2014)