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LA PROVINCIA DI TORINO VERSO LA CITTA' METROPOLITANA



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23 ottobre 2014 - Giovedì 30 ottobre si insedia il consiglio metropolitano di Torino

Giovedì 30 ottobre alle ore 16 si insedia ufficialmente il Consiglio metropolitano di Torino, risultato eletto dal voto ponderato espresso il 12 ottobre scorso dai sindaci e dai consiglieri comunali dei 315 Comuni della provincia torinese.

La convocazione è stata firmata dal sindaco metropolitano Piero Fassino: il nuovo organismo previsto dalla legge Delrio (la 56 del 2014) composto da 18 tra sindaci e consiglieri comunali è stato convocato nell’Aula di piazza Castello che ha ospitato per lunghissimi anni le sedute del Consiglio provinciale, l’ultima delle quali prima della sua abolizione si è tenuta il 25 giugno scorso.

Gli adempimenti istituzionali del 30 ottobre prevedono l’esame delle condizioni di eleggibilità dei consiglieri metropolitani proclamati eletti e la loro convalida, l’insediamento del Consiglio metropolitano con l’intervento del Sindaco metropolitano Fassino, l’approvazione del Regolamento interno per il funzionamento del nuovo organismo.
L’assemblea risultata eletta, ricordiamo, è composta da Alberto Avetta, Vincenzo Barrea, Barbara Cervetti, Andrea Tronzano, Eugenio Buttiero, Francesco Brizio, Mimmo Carretta, Michele Paolino, Gemma Amprino, Antonella Griffa, Roberto Montà, Lucia Centillo, Claudio Martano, Domenica Genisio, Mauro Carena per la lista di maggioranza (Città di Città); per le liste di minoranza Marco Marocco e Dimitri De Vita (Movimento Cinque Stelle) e Cesare Pianasso (Lega Nord-Fratelli d'Italia).
Fra gli eletti figurano i sindaci di Chieri, Ciriè, Pinerolo, Cossano Canavese, Grugliasco, VillarDora.
Alla seduta di insediamento del Consiglio metropolitano di Torino sono state invitate a partecipare  tutte le autorità istituzionali e le parti sociali del territorio.

(23 ottobre 2014)


13 ottobre 2014 - Proclamati gli eletti del consiglio metropolitano di Torino

E' Alberto Avetta il più votato fra i sindaci e i consiglieri comunali che andranno a comporre il nuovo Consiglio metropolitano, l'organo che affiancherà il sindaco metropolitano Piero Fassino nella gestione del nuovo Ente di area vasta.

Nella prima mattinata di lunedi 13 ottobre a Palazzo Cisterna sono stati ufficializzati i risultati e proclamati gli eletti: il Consiglio metropolitano sarà composto (in ordine di preferenze) da Alberto Avetta, Vincenzo Barrea, Barbara Cervetti, Andrea Tronzano, Eugenio Buttiero, Francesco Brizio, Mimmo Carretta, Michele Paolino, Gemma Amprino, Antonella Griffa, Roberto Montà, Lucia Centillo, Claudio Martano, Domenica Genisio, Mauro Carena per la lista di maggioranza (Città di Città); per le liste di minoranza Marco Marocco e Dimitri De Vita (Movimento Cinque Stelle) e Cesare Pianasso (Lega Nord-Fratelli d'Italia).

Fra gli eletti figurano i primi cittadini di Chieri, Ciriè, Pinerolo, Cossano Canavese, Grugliasco, VillarDora.

Questi i voti di preferenza raccolti (tra parentesi il voto ponderato):

Lista n. 3 Città di città

Avetta 440 (6621)
Amprino 47 (4102)
Barrea 120 (5983)
Brizio 302 (4975)
Buttiero 306 (5067)
Carena 146 (2166)
Carretta 33 (4758)
Centillo 5 (3426)
Cervetti 17 (5567)
Genisio 3 (2559)
Griffa 61 (3751)
Martano 137 (3335)
Montà 63 (3591)
Paolino 29 (4320)
Tronzano 150 (5333)

Lista n. 1 Movimento cinque stelle

Marocco Marco 125 (4656)
De Vita Dimitri 63 (1033)

Lista n. 2 Civica alternativa

Pianasso Cesare 90 (2928)

(13 ottobre 2014)


12 ottobre 2014 - Elezioni consiglio metropolitano: affluenza al 73,88 per cento

Con il dato di affluenza del 73,88 per cento si sono concluse alle 20 le operazioni di voto per l’elezione dei 18 componenti del Consiglio metropolitano di Torino. Affluenza che aveva registrato le percentuali del 37,99 alle ore 12 e del 51,05 alle 16. Le sezioni di tutta la provincia (a parte Torino, dove i voti sono già stati conteggiati) sono ancora impegnate nelle operazioni di spoglio e nella prima mattinata di domani a Palazzo Cisterna sarà effettuata la ponderazione dei voti e quindi la proclamazione degli eletti, in rappresentanza dei 315 Comuni che daranno vita al nuovo Ente di area vasta. I 3775 elettori (Sindaci e Consiglieri comunali) hanno votato nel seggio di via Maria Vittoria a Torino e in altri dieci comuni del torinese: Chieri, Chivasso, Ciriè, Collegno, Ivrea, Moncalieri, Pinerolo, Rivarolo Canavese, Settimo Torinese e Susa.

(12 ottobre 2014)


07 ottobre 2014 - Le tre liste in competizione
Le liste e i candidati

Le liste ammesse dall'ufficio elettorale della Provincia di Torino, coordinato dal segretario generale Giuseppe Formichella sono tre:
“Movimento 5 stelle” con 11 candidati, "Città di città" con 18 candidati (che fanno riferimento a PD, NCD e Forza Italia), “Lista civica alternativa” con 11 candidati (che fanno riferimento a Lega Nord e Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale).

  • La lista “Movimento Cinque Stelle” presenta come candidati Marco Marocco, Dimitri De Vita, Sergio Lorenzo Grosso, Mario Perino, Davide Bugli, Cinzia Tortola, Andrea Favilli, Elisa Pirro, Cristian Corrado, Anna Merlin e Silvia Cossu.
  • La lista “Città di Città” ha come candidati Alberto Avetta, Gemma Amprino, Vincenzo Barrea, Francesco Brizio Falletti di Castellazzo, Eugenio Buttiero, Mauro Carena, Domenico Carretta, Maria Lucia Centillo, Barbara Ingrid Cervetti, Eugenio Gambetta, Domenica Genisio, Rosanna Giachello, Antonella Griffa, Claudio Martano, Roberto Montà, Michele Paolino, Renzo Augusto Pinard e Andrea Tronzano.
  • La “Lista Civica Alternativa per il territorio” comprende Fabrizio Bardella, Dante Emilio Bianco Levrin, Gianluca Blandino, Roberto Borgis, Giuseppe Colace, Paolo Oreste Giardino, Massimiliano Pampaloni, Cesare Pianasso, Francesco Rustichelli, Costantino Salaris e Virgilio Virano.

(7 ottobre 2014)

07 ottobre 2014 - Consiglio Metropolitano: dove e come votano gli elettori

Palazzo CisternaDomenica 12 ottobre si vota per l’elezione del nuovo Consiglio della Città Metropolitana di Torino. I seggi saranno aperti dalle 8 alle 20 a Palazzo Cisterna e in altri 10 Comuni, scelti come rappresentativi dei rispettivi territori, in quanto sedi dei Consorzi per la raccolta e smaltimento dei rifiuti. Avranno diritto al voto circa 3820 tra Sindaci e Consiglieri comunali in carica, i quali, con voto ponderato e preferenza ponderata, eleggeranno i 18 componenti del Consiglio Metropolitano, in rappresentanza dei 315 Comuni che daranno vita al nuovo Ente di area vasta.

I Sindaci ed i Consiglieri Comunali voteranno nel seggio centrale allestito a Palazzo Cisterna (con 41 aventi diritto al voto) e nelle sedi comunali di Chieri (240 aventi diritto al voto), Chivasso (256), Ciriè (422), Collegno (243), Ivrea (632), Moncalieri (289), Pinerolo (546), Rivarolo Canavese (573), Settimo Torinese (123) e Susa (425). È previsto anche un seggio “volante”, che consentirà l’espressione del voto da parte di Sindaci o Consiglieri comunali impossibilitati a recarsi al seggio perché ricoverati in ospedale. L’Ufficio Elettorale Centrale è presieduto dal dottor Giuseppe Formichella, segretario generale della Provincia di Torino ed è istituito a Palazzo Cisterna. I Comuni in cui si vota hanno allestito con mezzi propri i seggi, le cabine elettorali, ecc. Il materiale di consumo (matite, schede, moduli per i verbali, ecc.) è fornito all’Ufficio Elettorale Centrale.

Ogni seggio ha quattro componenti titolari e due supplenti nominati dai Comuni, mentre il Presidente ed il Segretario sono nominati dalla Provincia. Per garantire il principio del voto ponderato in base alla consistenza demografica di ogni Comune, ogni singolo votante riceve una scheda elettorale che ha un colore corrispondente alla fascia demografica in cui (in base ai dati del Censimento 2011) è inserito il Comune di cui è rappresentante: azzurro sino a 3.000 abitanti, arancione da 3.001 a 5.000, grigio da 5.001 a 10.000, rosso da 10.001 a 30.000, verde da 30.001 a 100.000, marrone da 500.001 a 1.000.000. A chiusura delle votazioni, ogni seggio effettuerà lo spoglio delle schede alla presenza dei rappresentanti di lista, individuando il numero dei voti validi attribuito ad ogni lista e candidato, il numero dei voti dichiarati nulli ed i numero di schede bianche. Successivamente, nella mattinata di lunedì 13 ottobre, l'ufficio elettorale centrale, raccolti i risultati dei singoli seggi, procederà alla ponderazione dei voti ed alla proclamazione degli eletti.

(7 ottobre 2014)

05 settembre 2014 - Indette le elezioni: al voto il 12 ottobre

Sono state indette martedi 2 settembre le elezioni di secondo grado per la composizione del Consiglio della Città Metropolitana di Torino: domenica 12 ottobre per l’intera giornata (ore 8-20) in undici centri della provincia di Torino saranno aperti i seggi riservati a circa 3820 sindaci e consiglieri comunali in carica, chiamati a votare per eleggere con voto ponderato e preferenza ponderata il nuovo organismo rappresentativo dei 315 Comuni.

“Si voterà a Torino (a Palazzo Cisterna) ma anche nei palazzi municipali di Chieri, Chivasso, Ciriè, Collegno, Ivrea, Moncalieri, Pinerolo, Rivarolo, Settimo Torinese e Susa - spiega il vicepresidente della Provincia di Torino Alberto Avetta - per consentire la più diffusa partecipazione degli amministratori locali, che costituiscono il bacino elettorale e la futura squadra di gestione del nuovo Ente, tutto da costruire”.

Entro lunedì 22 settembre dovranno essere presentate le liste.

Il nuovo Consiglio della Città Metropolitana di Torino, composto di 18 amministratori locali presieduti dal sindaco metropolitano Piero Fassino, avrà il compito di amministrare il nuovo Ente che coincide territorialmente con l’attuale Provincia di Torino.

La Città Metropolitana sarà pienamente operativa a partire dal 1° gennaio 2015, così come previsto dal Governo con la riforma Delrio del mese di aprile per rilanciare la competitività delle grandi aree urbane del Paese.

(5 settembre 2014)

26 agosto 2014 - Consiglio metropolitano: si vota il 12 ottobre

La legge nazionale n. 114, dell'11 agosto 2014, ha modificato la data delle elezioni del Consiglio metropolitano: si terranno non il 28 settembre prossimo, ma domenica 12 ottobre.

Sul nostro territorio saranno circa 3820 tra Sindaci e Consiglieri Comunali eletti nei 315 Comuni della nostra Provincia, chiamati a votare per eleggere con voto ponderato e preferenza ponderata il nuovo Consiglio della Città Metropolitana di Torino, composto di 18 amministratori locali che avranno il compito di amministrare il nuovo Ente esteso territorialmente esattamente come l’attuale Provincia di Torino.

La Città Metropolitana sarà pienamente operativa a partire dal 1° gennaio 2015, così come previsto dal Governo con la riforma Delrio del mese di aprile per rilanciare la competitività delle grandi aree urbane del Paese.

Oltre a Torino, diventano Città Metropolitane anche le attuali Province di Milano, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Venezia, Bari e Reggio Calabria.

(26 agosto 2014)

23 luglio 2014 - A Palazzo Cisterna avviato il confronto con le parti sociali

Filmato: Le parti sociali si confrontano con la nuova città metropolitana
Durata: 01' 56"

La scadenza più impegnativa che attende nei prossimi mesi gli amministratori locali di Torino e provincia è la costituzione della Città Metropolitana, prevista alla Legge Delrio: una riforma istituzionale complessa e fortemente innovativa, che richiede un coinvolgimento attivo e diretto degli amministratori, delle forze politiche, delle parti sociali e dell’associazionismo.
Per poter condividere il percorso, gli adempimenti e gli obiettivi dei prossimi mesi il Sindaco di Torino Piero Fassino e il Vice-Presidente della Provincia Alberto Avetta hanno tenuto nel pomeriggio di mercoledi 23 luglio a Palazzo Cisterna un incontro con le parti sociali, durante il quale è stato illustrato il piano di lavoro per la transizione verso la Città Metropolitana, con l'elezione del nuovo Consiglio Metropolitano fissata per il 12 ottobre, cui farà seguito la stesura dello Statuto del nuovo Ente.

Il Vice-Presidente Avetta ha tratteggiato brevemente le fasi della transizione dalla Provincia alla Città Metropolitana, sottolineando il tema delle risorse, di cui l’Ente che concluderà la sua attività il 31 dicembre prossimo necessita per garantire i servizi essenziali e la continuità amministrativa. Avetta ha ricordato che, oltre all’elezione del nuovo Consiglio e all’adozione dello Statuto, si dovrà provvedere all’elaborazione del Piano Strategico della Città Metropolitana. Secondo Avetta, la Legge Delrio ha messo un punto fermo nel più che ventennale dibattito sulle Città Metropolitane, generando sicuramente criticità nel processo di mediazione tra gli interessi locali, ma creando anche opportunità che i territori dovranno saper cogliere. La Città Metropolitana di Torino, ha fatto presente il Vice-Presidente della Provincia, è peraltro un caso unico, essendo l’unica italiana a confinare con l’Europa, a comprendere vallate alpine e ad ospitare una grande infrastruttura di livello continentale in via di realizzazione: la TAV Torino-Lione. La nuova gestione dell’area vasta dovrà suscitare un nuovo senso di appartenenza tra i cittadini ed in questo senso il contributo delle parti sociali per la redazione del Piano Strategico sarà fondamentale.

Il Sindaco Fassino ha fatto riferimento al quadro normativo ed ha sottolineato che la nuova istituzione dovrà avere una propria riconoscibilità e dovrà suscitare identificazione: un processo politico e sociale lungo, perché non basta che la legge preveda l’istituzione di un nuovo Ente a fare in modo che gli amministrati lo sentano come un patrimonio comune. Fassino ha poi affermato come la Legge Delrio, pur non esente da criticità, è un tassello di un più ampio processo di riorganizzazione istituzionale. In questo senso, la nascita delle Città Metropolitane è la più importante novità dai tempi dell’istituzione delle Regioni a Statuto ordinario.
E’ alle porte una revisione del Titolo V della Costituzione che va nella direzione di assegnare funzioni legislative e programmatorie alle Regioni, riconoscendo quelle amministrative ai Comuni, alle Unioni di Comuni e alle Città Metropolitane che amministreranno in futuro i territori. Il Sindaco di Torino ha poi sottolineato che la costituzione delle Città Metropolitane italiane è in linea con una tendenza europea, la qual  sua volta corrisponde ad esigenze e a processi economici, sociali, urbanistici e territoriali di dimensione planetaria, se è vero che, entro il 2050, il 70% della popolazione mondiale vivrà in aree urbane. Per evitare che si aprisse una discussione sui confini delle Città Metropolitane il legislatore ha definito che il loro territorio fosse quello delle Province preesistenti. A tal proposito, il Sindaco Fassino è tornato sul tema, già affrontato nell’assemblea dei Sindaci della settimana scorsa, della necessità di riequilibrare il rapporto tra i 250 piccoli Comuni (con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti) e la Città di Torino, tenendo conto della specificità delle aree esterne all’area metropolitana, assicurando ad ogni territorio la necessaria rappresentanza, elaborando meccanismi di governance e di decisione che coinvolgano tutte le comunità locali. Il primo cittadino del capoluogo ha anche accennato alla questione delle funzioni proprie del nuovo Ente (che vanno oltre quelle delle attuali Province) e del riassetto delle funzioni sinora delegate dalle Regioni alle Province. Senza dimenticare il tema delle risorse per il funzionamento della nuova macchina amministrativa, della fiscalità e del rispetto del Patto di Stabilità. Infine il Sindaco Fassino, illustrando le ragioni del’incontro odierno, ha spiegato che la Città Metropolitana dovrà necessariamente avere una dimensione sociale e dovrà coinvolgere le organizzazioni di categoria, che peraltro si stanno già riorganizzando sulla nuova dimensione amministrativa. In questo senso, lo Statuto dovrà riconoscere la funzione dei soggetti sociali, culturali ed economici che agiscono sul territorio.

RICHIESTE E PROPOSTE DELLE PARTI SOCIALI

Nel suo intervento, Alessandro Barberis, Presidente della Camera di commercio di Torino, ha ricordato che le 230.000 imprese dei 315 Comuni del territorio provinciale attendono molto dal nuovo Ente. L’Ente camerale torinese è già oggi parte integrante di un Club che riunisce 15 Camere di commercio metropolitane europee.
Alberta Pasquero, Presidente del Consorzio per gli insediamenti produttivi del Canavese, ha sottolineato che il nuovo Piano Strategico della Città Metropolitana dovrà rappresentare e comporre gli interessi di una serie di aree geografiche che sono già oggi complementari, con un’attenzione particolare alle vallate montane. Gianni Cortese, Segretario Generale della UIL Piemonte, ha chiesto che il sindacato sia coinvolto nella fase di definizione delle nuove politiche del lavoro e della formazione professionale, sia come soggetto portatore di interessi diffusi che come organizzazione di rappresentanza dei lavoratori. Il rappresentante dell’Unione Industriale di Torino, ha espresso l’auspicio che la Città Metropolitana aiuti il mondo produttivo nella competizione globale tra aree geografiche e distretti produttivi.

Confindustria ritiene che questioni come la semplificazione burocratica e le politiche urbanistiche debbano essere governate da un Ente con poteri forti e tralasciando l’atteggiamento esclusivamente burocratico. Enrica Valfrè, Segretario Generale della CGIL di Torino, ritiene che la Città Metropolitana sia una grande opportunità in un momento di crisi, ad esempio per attrarre nuovi investimenti e risorse europee. La CGIL chiede che lo Statuto preveda alcune linee programmatiche per il lavoro, la solidarietà sociale, la mobilità. Occorrerà tenere i conti in ordine, ma anche, a giudizio della Camera del Lavoro, garantire l’occupazione dell’attuale personale a tempo indeterminato della Provincia e dei precari.
Giampiero Riva Vercellotti, rappresentante dell’Unione Sindacale di Base, ha preannunciato che la USB si sta organizzando per essere presente e far sentire la sua voce a livello di Città Metropolitana su tematiche come casa, trasporto e grandi infrastrutture come la TAV. Nicola Scarlatelli, Presidente della CNA Torino, ha sottolineato che le piccole aziende chiedono attenzione alla nuova Città Metropolitana su temi come la formazione professionale. Domenico Lo Bianco, Segretario della CISL Torino, è tornato sul tema della tutela dell’occupazione dei dipendenti della Provincia, ma ha anche chiesto una forte integrazione tra il Piano Strategico della Città Metropolitana e quello della Città di Torino su temi come energia, trasporti e istruzione. 
Gianni Gallo, Presidente di Confcooperative Torino, ha ricordato come anche le associazioni del settore cooperativo si stiano unificando per semplificare la rappresentanza. Ha quindi lanciato un appello ai 315 Sindaci della Città Metropolitana affinché lavorino insieme per il territorio. Infine Pierangelo Cena, Vice-Presidente della CIA, ha chiesto certezze sulle competenze della Città Metropolitana in materia di agricoltura e sviluppo rurale e montano.

Il Sindaco Fassino ha chiuso l’incontro ricordando che, dopo l’elezione del Consiglio Metropolitano e l’adozione dello Statuto, dovranno essere definite le priorità strategiche a livello di Zone omogenee del territorio, da integrare poi nel Piano Strategico della Città Metropolitana. Ha inoltre annunciato che nell’assegnazione dei fondi comunitari europei per il periodo 2014-2020 sono previste risorse espressamente dedicate alle Città Metropolitane. Il primo cittadino del capoluogo subalpino ha poi sottolineato che molte politiche (ad esempio in tema di rifiuti) dovranno essere pensate e strutturate nella dimensione della Città Metropolitana, seguendo gli esempi positivi della SMAT e della GTT per quanto riguarda la gestione dell’acqua potabile e del trasporto pubblico. Per riequilibrare il rapporto con il capoluogo, occorrerà inoltre percorrere (anche con un’adeguta politica di incentivi da parte dello Stato centrale) la strada delle Unioni di Comuni, che non fanno scomparire le identità locali ma mettono insieme le risorse dei piccoli centri.


(23 luglio 2014)

15 luglio 2014 - 315 Sindaci al lavoro per far nascere la "Città delle Città"

Filmato: Videocomunicato
Durata: 03' 41"

Filmato: Intervista integrale al Prof. Franco Pizzetti
Durata: 02' 28"

Filmato: La Provincia di Torino in cifre
Durata: 03' 16"

Filmato: Intervista integrale ad Alberto Avetta
Durata: 03' 59"

Filmato: Intervista integrale a Piero Fassino
Durata: 02' 16"

“Sono tre le condizioni necessarie per partire con il piede giusto nella costituzione della Città Metropolitana: bilancio sano, percorso condiviso con i 315 Comuni ed equilibrio territoriale nella rappresentanza del prossimo Consiglio Metropolitano”. Con queste parole il Vice-Presidente della Provincia di Torino, Alberto Avetta, ha aperto l’assemblea dei Sindaci che si è svolta nella mattinata di martedi 15 luglio nella sede provinciale di corso Inghilterra.
L’incontro è stato convocato da Avetta e dal Sindaco di Torino e Presidente dell’ANCI, Piero Fassino, per condividere il percorso, gli adempimenti e gli obiettivi della costituenda Città Metropolitana, che vedrà la luce il 1° gennaio 2015.

Avetta ha ricordato alcuni numeri che caratterizzano la realtà territoriale e l’impegno amministrativo attuale della Provincia di Torino: una popolazione di oltre 2 milioni e 200.000 abitanti, oltre 3.000 Km di strade (la gran parte dei quali in montagna e in collina), 160 edifici scolastici che ospitano circa 90.000 studenti. Le risorse investite nel 2013, malgrado i pesantissimi tagli operati dal Governo nazionale, ammontano a 100 milioni di Euro per la formazione professionale, 35 milioni per i trasporti, 10 milioni per le politiche del lavoro, 16 milioni per la manutenzione di strade ed edifici scolastici, 6 milioni per azioni di solidarietà sociale.

Il Vice-Presidente della Provincia di Torino ha proseguito approfondendo i punti enunciati nell’incipit. “Dobbiamo partire da un regolamento elettorale che si adatti alle esigenze del territorio. - ha spiegato Avetta – Occorre garantire la più ampia partecipazione al voto, in modo che i 18 Consiglieri rappresentino tutti”. L’equilibrio territoriale si potrà raggiungere anche attraverso lo Statuto, che consentirà di integrare le lacune e di correggere le criticità della Legge istitutiva. “La Città Metropolitana sarà un Ente nuovo, - ha concluso il Vice-Presidente Avetta - con funzioni nuove e innovative, ma forte della struttura e delle competenze della Provincia di Torino: una Città di Città, in cui i Comuni saranno i protagonisti della gestione dei servizi di area vasta”.

Il Sindaco Fassino ha sottolineato che inizia ora un percorso costituente. La nuova sfida per tutti è quella di riempire di contenuti e norme specifiche ciò che la Legge Delrio non ha normato a sufficienza o ha lasciato in sospeso. “Il percorso, - ha ricordato Fassino - è scandito da una prima fase transitoria, con l’elezione, il 28 settembre (data fissata al 12 ottobre - legge 11 agosto 2014, n. 114), del Consiglio Metropolitano e con l’adozione dello Statuto entro fine anno. La scelta di dar vita alle Città Metropolitane e superare le Province è parte di un profondo riassetto dello Stato e della sua architettura istituzionale, scandito dalla revisione del Titolo V della Costituzione, dalla riforma parlamentare e da quella elettorale. La Città Metropolitana sarà una Città di Città, un’associazione di Comuni, che nascerà se la costruiamo tutti insieme con pari dignità, poiché proprio la Legge Delrio riconosce la centralità istituzionale dei Comuni, pensati come cellula fondamentale dell’architettura istituzionale del Paese”.

“Le Città Metropolitane, - ha proseguito il Sindaco di Torino e Presidente dell’ANCI - nascono per riorganizzare le grandi conurbazioni ed i territori che insistono su quelle aree. Nel 2070 il 75% della popolazione mondiale vivrà in città con oltre 300.000 abitanti; città che tendono ad estendersi territorialmente e demograficamente. I servizi, come i trasporti, la gestione dell’acqua e dei rifiuti, devono essere pensati per un’area metropolitana. Infatti avvertiamo tutti la necessità di costruire momenti di governance delle politiche che vadano al di là del singolo Comune. Occorre adeguare alla dimensione dei problemi la gestione dei servizi”. Fassino ha ricordato che questo è un processo già avviato in tutti i Paesi europei e che, per l’Italia, l’OCSE ha individuato 4 città metropolitane prioritarie: Roma, Milano, Napoli e Torino. “Le Città Metropolitane sono un adeguamento istituzionale ad un problema reale. – ha quindi ricordato Fassino – Ora occorre compiere tutti insieme un salto di qualità, dando pari dignità a tutti i Comuni. Non ha senso il timore che il capoluogo assorba competenze e risorse dagli altri Comuni, perché la legge non lo consente. La Città Metropolitana sarà un’associazione di Comuni, fondata sulla titolarità dei Comuni stessi. Il suo bilancio sarà distinto da quelli dei singoli Comuni ed il nuovo Ente erediterà la struttura amministrativa ed rapporti giuridici della Provincia”.
“Ogni territorio ha la sua peculiarità. – ha riconosciuto Fassino - I nodi da affrontare sono innanzitutto la dimensione e la complessità territoriale. Per garantire la condivisione della governance, occorrerà creare una struttura in cui ciascun territorio si riconosca. Dovremo pensare ad un’area metropolitana articolata in una serie di Zone omogenee come, ad esempio la Valle di Susa, l’Eporediese, il Canavese, il Pinerolese, il Chierese, il Carmagnolese, ecc. Occorrerà poi una riflessione sulle materie attualmente delegate dalla Regione alle Province, per vedere se confermare o cambiare qualcosa nell’assetto attuale”.

Il Sindaco di Torino ha inoltre posto l’accento sul testo dolente delle risorse: “Si è partiti da un presupposto, falso, per il quale le Province erano inutili. Il risultato è che rischiano di andare in default e di non riuscire a gestire la fase di transizione, sforando il Patto di Stabilità e consegnando alle Città Metropolitane una pesantissima eredità. In questa fase le Province non possono limitarsi ai soli obblighi inderogabili e indifferibili: occorre poter gestire le competenze ordinarie con le risorse che sono necessarie”. Inoltre il primo cittadino di Torino ha fatto notare che non basterà il Consiglio Metropolitano per gestire il nuovo Ente: occorrerà attribuire deleghe ai Consiglieri e si dovrà prevedere una forma di rappresentanza più estesa nelle Zone omogenee. La legge elettorale prevede il voto di lista, mentre, secondo Fassino, sarebbe più opportuno eleggere i Consiglieri per collegi, al fine di dare una maggiore rappresentanza a tutti i territori. Ma ciò richiede una variazione della legge. Bisognerà inoltre pensare la Città Metropolitana nella sua dimensione sociale e culturale, creando opportunità di relazione tra amministratori, cittadini e associazioni. Il Sindaco di Torino ha poi ricordato che si sta lavorando a definire il regolamento elettorale ed una bozza dello Statuto, mentre nel 2015 dovrà essere definito il Piano Triennale, sul modello del Piano Strategico della Città di Torino e in condivisione con le varie esigenze delle Zone omogenee. Occorrerà però, a giudizio di Fassino, verificare se le attuali dimensioni dei Comuni sono adeguate a gestire i servizi e a garantire il trasferimento di risorse e competenze dallo Stato e dalla Regione. E’ opportuno rafforzare le esperienze delle Unioni di Comuni, per riequilibrare il rapporto con il capoluogo, grazie ad una normativa nazionale che offra incentivi per le Unioni e le fusioni.

“A giorni partirà un tavolo di confronto con la Regione Piemonte”: lo ha assicurato il Vice-Presidente ed Assessore agli Enti Locali, Aldo Reschigna, che ha confermato il ruolo di rilievo per la Città Metropolitana nei rapporti con piazza Castello. “Insieme a voi Sindaci - ha detto tra l’altro Reschigna – stabiliremo le competenze della Città Metropolitana”.

(15 luglio 2014)

11 luglio 2014 - Martedì 15 luglio convocata l'assemblea dei 315 sindaci del territorio

Con le elezioni del 25 maggio e i successivi ballottaggi sono state elette le nuove amministrazioni comunali del territorio provinciale e il sistema istituzionale territoriale è dunque nella pienezza dei suoi poteri.
Tra le scadenze più impegnative che stanno di fronte agli amministratori locali vi é la costituzione della Città Metropolitana, istituita con la legge Delrio: una riforma istituzionale complessa e fortemente innovativa, che richiede un coinvolgimento attivo e diretto di tutti i 315 Sindaci della Città Metropolitana di Torino.

Per poter condividere il percorso, gli adempimenti e gli obiettivi dei prossimi mesi il Sindaco di Torino Piero Fassino e il Vice-Presidente della Provincia Alberto Avetta hanno convocato un’assemblea dei Sindaci della Città Metropolitana di Torino per martedì 15 luglio alle 9,30 presso l'Auditorium della sede della Provincia di Torino, in corso Inghilterra 7.

(11 luglio 2014)

27 giugno 2014 - Giunta provinciale: Sergio Bisacca subentra a Ida Vana

Come previsto dalla legge Delrio, il Consiglio provinciale cessa le sue funzioni e a partire dal 29 giugno sarà il vicepresidente della Provincia di Torino Alberto Avetta ad assumere i poteri consiliari.

Avetta è affiancato dalla Giunta, che resta in carica a titolo gratuito senza percepire emolumenti fino alla fine del 2014.
La Giunta continua ad essere composta da 9 assessori, ma a Ida Vana, che ha dato le dimissioni per impegni professionali, è subentrato l’ex presidente del Consiglio provinciale Sergio Bisacca.

(27 giugno 2014)

25 giugno 2014 - L'ultimo atto del consiglio provinciale

Mercoledì 25 giugno ha concluso definitivamente la sua attività il Consiglio provinciale di Torino, organo elettivo abolito dalla recente legge Delrio 56 del 2014.
Come ultimo atto, il Consiglio provinciale ha approvato un ampio documento di indirizzo sulle funzioni della futura città metropolitana (formato word 1.812 KB)

Intanto, in vista dell'avvio della costituzione del nuovo Ente, martedì 15 luglio i 314 sindaci del Torinese avvieranno il confronto con la Provincia e la Città di Torino sulla costituzione della Città metropolitana.
"Un passaggio indispensabile perchè sappiamo bene come il vasto territorio abbia la necessità di sentirsi rappresentato e coinvolto in questa scommessa che è la costruzione della Città metropolitana" spiegano il sindaco di Torino Piero Fassino ed il vicepresidente della Provincia di Torino Alberto Avetta che nella mattinata di martedi 17 giugno si sono incontrati a Palazzo Cisterna per condividere le modalità di avvio del nuovo Ente.
Oltre ad Avetta e il sindaco Fassino erano presenti l'assessore comunale Claudio Lubatti, tutti gli assessori provinciali ed il presidente del Consiglio provinciale Sergio Bisacca. 
L'incontro del 15 luglio sarà convocato (h.9.30) nell'Auditorium della sede della Provincia di Torino in corso Inghilterra 7.

(25 giugno 2014)

16 giugno 2014 - Antonio Saitta assessore regionale, Alberto Avetta nuovo vicepresidente

Da lunedì 16 giugno Antonio Saitta è ufficialmente il nuovo assessore alla sanità della Regione Piemonte e tra pochi giorni, giovedì 19 giugno, il Consiglio provinciale lo dichiarerà decaduto dalla carica di presidente della Provincia di Torino.
La Provincia di Torino sarà guidata da Alberto Avetta che è stato nominato vicepresidente ed assumerà oltre alle deleghe su viabilità, pianificazione e protezione civile anche quelle lasciate da  Antonio Saitta (tra cui edilizia scolastica e affari legali).
Insieme al vicepresidente Avetta, lavorerà la giunta provinciale per garantire continuità alla delicata fase di transizione fra Provincia di Torino e Città metropolitana; tutti i componenti della Giunta a partire dal 1 luglio - come prevede la legge 56/2014 -  svolgeranno l’incarico a titolo gratuito.

La legge 56 in breve

Con l'entrata in vigore della legge 7 aprile 2014 n. 56, si è avviato  il processo di trasformazione della Provincia di Torino in Città Metropolitana, che si concluderà entro il 1 gennaio 2015.
La legge prevede che la Città Metropolitana sia governata da un  Sindaco Metropolitano, da un Consiglio Metropolitano e da una Conferenza Metropolitana.
Il Sindaco Metropolitano è il legale rappresentante dell'Ente, è di diritto il sindaco di Torino in quanto città capoluogo. Il Consiglio Metropolitano sarà eletto in autunno dai sindaci e dai consiglieri comunali dei 315 municipi della circoscrizione territoriale.
L'elezione avverrà con voto ponderato, secondo la popolazione rappresentata da ciascuno degli elettori, e servirà a eleggere i 18 componenti del Consiglio Metropolitano, che  sarà l'organo di indirizzo politico e di controllo sulla gestione  dell'Ente.
La Conferenza Metropolitana sarà composta da tutti i sindaci del  territorio e sarà consultata sui principali atti deliberativi, come ad  esempio il bilancio. La Conferenza avrà inoltre il compito di approvare definitivamente il nuovo statuto dell'Ente.
La Città Metropolitana erediterà le funzioni, le strutture e il  patrimonio della Provincia di Torino e svolgerà in più alcuni  importanti compiti in materia di "pianificazione strategica del  territorio", "gestione coordinata dei servizi pubblici locali" e  "sviluppo economico e sociale".

Il mio saluto a tutti i dipendenti della Provincia di Torino

Questa mattina il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino ha firmato il decreto che mi nomina assessore regionale alla sanità ed entro pochi giorni il Consiglio provinciale prenderà atto della mia scelta di optare per il nuovo incarico, consapevole come sono di un impegno straordinario ed estremamente arduo, che assumo in totale spirito di servizio al Piemonte, con l’obiettivo di offrire il mio contributo al risanamento di un settore tanto cruciale.
Come già sapete, avrei comunque lasciato a fine giugno il ruolo di presidente della Provincia di Torino essendo scaduto il secondo mandato elettivo che gli elettori cinque anni fa mi avevano conferito per la seconda volta.
Lascio fino al 31 dicembre la Provincia di Torino nelle mani competenti ed affiatate degli assessori che in questi anni hanno lavorato insieme a me, condividendo impegni e battaglie sempre più difficili e delicate.
A loro - coordinati da Alberto Avetta che da oggi assume l’incarico di vicepresidente -  spetta traghettare il nostro Ente verso il traguardo della Città metropolitana, che nascerà a partire dal 1 gennaio 2015. Il compito degli assessori sarà svolto, come prevede la legge, a titolo gratuito ed anche per questo motivo dobbiamo loro gratitudine per avere accolto il mio invito a restare in carica assumendosi la responsabilità del governo della Provincia di Torino per i prossimi sei mesi, in assenza anche del supporto del Consiglio provinciale che il 30 giugno prossimo terminerà improrogabilmente le proprie attività: nei  prossimi mesi, dopo la pausa estiva, si procederà all’elezione di secondo livello del futuro Consiglio metropolitano che sarà composto da 18 sindaci o consiglieri comunali del territorio e presieduto dal sindaco di Torino come città capoluogo.
Stiamo assistendo ad una grande trasformazione e la nascita della città metropolitana è una scommessa alla quale tutti, amministratori e dipendenti, dovranno credere e collaborare: aumenteranno le competenze e servirà la professionalità di tutti, ad ogni livello.
Certo, non si dovrà dimenticare che la Città metropolitana partirà con una drammatica situazione finanziaria, perché il Governo ha imposto anche nel 2014 prelievi forzosi e tagli al bilancio: i sacrifici continueranno e le priorità resteranno anche in questo secondo semestre la sicurezza di scuole e strade prima di tutto.
Lascio con orgoglio l’Ente al quale ho dedicato gli ultimi dieci anni del mio impegno, dove ho conosciuto grandi soddisfazioni e dove ho vissuto anche momenti difficili; saluto e ringrazio ogni singolo dipendente per la collaborazione che ha ritenuto di fornire all’Amministrazione nel corso dei due mandati che gli elettori mi hanno concesso ed anche coloro i quali hanno contestato e protestato contro le decisioni assunte: a tutti ripeto ancora una volta che abbiamo sempre operato nell’interesse comune e per la difesa a testa alta di un Ente come la Provincia di Torino che, accanto alla storia e alle tradizioni illustri su cui può contare, dovrà poter vantare un futuro altrettanto importante.

Antonio Saitta
Torino, 16 giugno 2014