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DIRETTIVA SEVESO:
TROFARELLO È IL PRIMO COMUNE AD ADEGUARE IL PIANO REGOLATORE


PRESENTAZIONE

Il 4 febbraio di quest’anno, il comune di Trofarello, sede dell’industria "Albesiano Sisa Vernici", è stato il primo Comune del territorio provinciale, nonché tra i primi a livello regionale, a completare l’iter di adeguamento del proprio piano regolatore al Piano territoriale di coordinamento provinciale per quanto attiene il tema "Seveso". La direttiva Seveso infatti assegna alle Province il compito di individuare attraverso il proprio Piano territoriale di coordinamento (PTC) le aree sulle quali ricadono gli effetti prodotti dagli stabilimenti Seveso e disciplinare la relazione tra gli stabilimenti e il territorio: il piano territoriale della Provincia di Torino è stato il primo in Piemonte ad adeguarsi alla direttiva "Seveso". Dal 2011, anno di approvazione della variante al PTC, è stato avviato l’adeguamento dei piani regolatori comunali, in particolare dei comuni che sono sede di stabilimenti a rischio di incidente o ad essi limitrofi, attarverso un’opera di copianificazione.

Il ruolo di coordinamento della Provincia di Torino

E’ trascorso ormai molto tempo da quel 10 luglio 1976, quando l’ICMESA riversò su Seveso la nube di diossina, e da quel 2 dicembre 1984 quando a Bhopal, in India, l’isocianato di metile fuoriuscito da una fabbrica di feritlizzanti della Union Carbide si diffuse nell’abitato provocando la morte di migliaia di persone.
Da allora, la Comunità Europea si è dotata di un’avanzata normativa per la prevenzione degli incidenti industriali (direttiva CEE/82/501 "Seveso", dir. 96/82/CE "Seveso bis", dir. 2003/105/CE).
Una parte rilevante della normativa è indirizzata a produrre, da parte delle imprese, una gestione della sicurezza integrata nelle scelte relative al ciclo produttivo, con la finalità di diminuire la probabilità di un accadimento incidentale e la sua ampiezza.
Vi è poi l’obbligo da parte dell’autorità pubblica di dotare le aree interessate da stabilimenti a rischio di incidente rilevante di piani di emergenza esterna, allo scopo di poter intervenire tempestivamente e con la necessaria conoscenza delle sostanze e dei rischi in gioco (la Provincia di Torino collabora strettamente con la Prefettura nella redazione e sperimentazione di tali Piani).
Meno sinora si è fatto, specialmente in Italia, per un altro obiettivo essenziale: pianificare il territorio in modo da allocare correttamente le attività industriali e le attività che possono costituire bersaglio degli effetti di un incidente. Non rare sono le previsioni urbanistiche ad alto carico antropico, come strutture ricettive, centri commerciali anche di grandi dimensioni, impianti sportivi, collocate in prossimità di stabilimenti a rischio di incidente rilevante. In altri casi, si riscontra l’insediamento di nuovi stabilimenti in aree non congrue per la presenza di importanti fattori di vulnerabilità ambientale.
Eppure anche in Italia, con il recepimento della direttiva Seveso e il successivo d. m. 9 maggio 2001 "Requisiti minimi in materia di pianificazione urbanistica e territoriale per le zone interessate da stabilimenti a rischio di incidente rilevante", vige l’obbligo di verificare le compatibilità tra i fattori di rischio industriale e le dinamiche dell’urbanizzazione.
Il ruolo assegnato già dall’articolo 14 del d. lgs. 334/99 alle Province è quello di individuare attraverso il proprio Piano Territoriale di Coordinamento (PTC) le aree sulle quali ricadono gli effetti prodotti dagli stabilimenti Seveso e disciplinare la relazione tra detti stabilimenti, gli elementi territoriali e ambientali vulnerabili, le reti e i nodi infrastrutturali e di trasporto, esistenti e previsti, tenendo conto delle aree di criticità relativamente alle diverse ipotesi di rischio naturale individuate nei piani di protezione civile.
In questa logica, la pianificazione provinciale costituisce l’unità di base per il coordinamento tra la politica di gestione del rischio ambientale e la pianificazione di area vasta ed è la sede nella quale ricomporre i problemi generati dalle situazioni, non rare, di stabilimenti collocati in prossimità dei confini comunali: condizione che comporta, ovviamente, un allargamento dei fattori di rischio sui Comuni limitrofi.
Gli strumenti urbanistici dei Comuni interessati sono tenuti ad individuare e disciplinare le aree da sottoporre a specifica regolamentazione e, a tal fine, predispongono uno specifico Elaborato Tecnico "Rischio di incidenti rilevanti (RIR)" come parte integrante del piano regolatore e si adeguano ai disposti del PTC.

La Variante al PTC della Provincia di Torino: contenuti e applicazioni

Nell’ottobre del 2010 è divenuta pienamente efficace la Variante "Seveso" al PTC (d. C. C. n. 23-4501 del 12 ottobre 2010), fatta propria dal PTC2 approvato nel luglio del 2011 (articolo 7 delle norme di attuazione). Si tratta del primo, e a tutt’oggi unico, esempio in Piemonte di adeguamento alla direttiva "Seveso" da parte di un piano territoriale, nonché di uno dei pochi esempi a livello nazionale.
D’altra parte, la Regione, nella predisposizione delle Linee guida per la valutazione del rischio industriale. ha tratto ampiamente ispirazione e riferimento dalla Variante della Provincia di Torino La sinergia di intenti che si è sviluppata ha dato impulso a tutta l’attività di adeguamento dei piani regolatori comunali – a partire da quelli dei Comuni sede di stabilimenti a rischio di incidente o ad essi limitrofi -  che prosegue da tre anni, favorita, sul nostro territorio, da alcune norme cogenti del PTC.
Il lavoro, tra l’altro, è stato oggetto di presentazione e pubblicazione (n. rif. ID 138) nell’ambito del convegno biennale "VGR 2012", organizzato da Università di Pisa, Corpo nazionale Vigili del Fuoco e altre istituzioni.

Tavoli tecnici di copianificazione e risultati ottenuti

La Provincia ha scelto, anche su questo tema, la strada della copianificazione, con la convinzione che una condivisione preventiva delle scelte rispetto alla mera espressione di parere a posteriori, consenta di individuare soluzioni migliori e ne guadagni la rapidità e l’efficacia dell’azione amministrativa.
È stata offerta, a tutti i Comuni, la possibilità di condividere i contenuti della variante di adeguamento dei PRGC al PTC2 in un tavolo tecnico coordinato dalla Provincia, al quale è chiamata a partecipare anche la Regione, che integra preventivamente le competenze ambientali con quelle urbanistiche.
Qualche dato aiuta a comprendere gli sviluppi della situazione: a oggi in provincia di Torino ci sono 25 stabilimenti classificati Seveso (in tutto il Piemonte sono 102 - fonte: Regione Piemonte, gennaio 2014), che coinvolgono direttamente 17 Comuni e indirettamente altri 20.
Sono stati attivati 20 tavoli tecnici (ai quali sono stati invitati anche i comuni contermini), dei quali 6 completati con la condivisione dell’elaborato RIR tra Comune, Provincia e Regione (per un totale di 42 incontri) e con il conseguente avvio dell’iter di variante urbanistiche ex l. r. 56/77Solo in un caso non si è raggiunta la condivisione nel corso del tavolo.
Va sottolineato che anche alcuni Comuni (Torino, Bruino) non interessati direttamente dagli effetti di uno stabilimento Seveso, hanno scelto di avvalersi del tavolo tecnico e degli strumenti concettuali forniti dalla Provincia per inserire e regolare gli elementi relativi al rischio industriale i all’interno dei propri strumenti urbanistici.
Il 4 febbraio di quest’anno, il comune di Trofarello, sede dell’industria "Albesiano Sisa Vernici", è stato il primo Comune del territorio provinciale, nonché tra i  primi a livello regionale, a completare l’iter di adeguamento del proprio PRGC al Piano territoriale di coordinamento provinciale per quanto attiene il tema "Seveso", attraverso la trasmissione della deliberazione di Consiglio Comunale n. 72 del 20/12/2013. La condivisione tecnica del documento RIR avvenuta nel corso delle cinque riunioni del tavolo tecnico ha permesso di concludere la procedura urbanistica in venti mesi.
Le procedure avviate dagli altri Comuni stanno anch’esse avanzando , così come la chiusura con condivisione dei tavoli avviati.
L’adeguamento alla Variante "Seveso" è un obiettivo sempre più prossimo per tutti i Comuni coinvolti, non solo derivante dalla norma che vincola l’approvazione di "altre tipologie" di Varianti strutturali all’adeguamento al PTC, ma anche grazie al lavoro di sensibilizzazione sul tema del rischio industriale portato avanti dagli uffici provinciali nei confronti degli Amministratori locali, e da questi favorevolmente accolto. E’ un’altra prova di quanto sia importante un ente di area vasta dotato di autorevolezza, sotto il profilo della sostenibilità ambientale delle scelte di un territorio e del superamento della frammentazione indotta da un numero elevato di comuni di ridotta estensione e popolazione.

(25 febbraio 2014)