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Sei in: Home > MAP > Speciali > Cultura > ANNO 2014: Aspettando il Salone del libro... la Sindone si racconta


AL TEATRO CARIGNANO
“LA SINDONE SI RACCONTA: IL CAMMINO DEL SACRO LINO ATTRAVERSO I SECOLI”


PRESENTAZIONE

Filmato: La Sindone si racconta
Durata : 02' 21"

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Ostensione 1931 - Archivio Storico della Città di Torino

Quattro arpe, due attori del Teatro Stabile e una storia, quella della Sindone, che si dipana dai secoli del Medioevo al trionfo della scienza e della tecnologia nel ‘900: dal tentativo del Re di Francia di far sequestrare il Sacro Lino in occasione di un’Ostensione tenuta nel 1389 nel villaggio di Lirey alla discussione all’Accademia di Francia nel 1902 sul fatto che si trattasse o meno dell’impronta lasciata sulla stoffa del lenzuolo dal cadavere di un condannato alla crocifissione. La rappresentazione è andata in scena lunedì 14 aprile al Teatro Carignano, promossa dalla Provincia, dal Museo Diocesano della Sindone e dal Salone del Libro, intrecciando la lettura di documenti e testimonianze storiche, gli interventi del Direttore scientifico del Museo della Sindone Gian Maria Zaccone e gli intermezzi musicali di autori quali Handel e Debussy. A curare l’accompagnamento musicale e le ambientazioni sonore delle letture è stato l’ensemble “Anonime risonanze per arpa”, di cui fanno parte Chiara Franceschetti, Federica Quartana, Ginevra Garetto e Valerio Lisci. L'evento rientrava nel programma delle iniziative di preparazione all’Ostensione del 2015 e nel progetto “Aspettando il Salone del Libro”, che prende spunto dal fatto che il Paese ospite d’onore del Salone 2014 sarà la Città del Vaticano.

Le vicende del Sacro Lino dal XIV al XX secolo sono rivissute nelle parole del Balivo di Troyes (che nel 1389 relazionò sull’Ostensione nel villaggio di Lirey, dove si recò per incarico del Re di Francia per sequestrare la Sindone), delle Clarisse di Chambéry (che nel 1534 furono incaricate del restauro del Sacro Lino, a seguito dell’incendio del 1532 nella Sainte Chapelle), di Emanuele Filiberto Pingone (1578), di Monsignor Carlo Franco (cancelliere della Diocesi di Torino tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo), del fotografo astigiano Secondo Pia (che nel 1898 realizzò la lastra fotografica dal cui negativo emerse lo stupefacente ritratto in positivo dell’uomo della Sindone) e dello scienziato Yves Delage (il quale, in una lettera del 1902, svolse una riflessione sul rapporto tra fede e ricerca sindonica, sostenendo la plausibilità dell’ipotesi che il lenzuolo avesse avvolto il corpo deposto dalla croce di Gesù Cristo, da egli ritenuto un personaggio storico).

I testi dei protagonisti

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Incisione 1581 - Archivio Storico della Città di Torino


LE TESTIMONIANZE SULLA STORIA DELLA SINDONE PROSEGUIRANNO AL SALONE DEL LIBRO

Il racconto delle vicende della Sindone, rievocato nei brani letti dagli attori dello “Stabile” Alessandro Marini e Roberta La Nave, proseguirà anche durante il Salone del Libro, lunedì 12 maggio alle 11 nell’Arena Piemonte, con la lettura di altri racconti e aneddoti sul tema “La Sindone tra le due Guerre Mondiali”. Particolare attenzione verrà dedicata alla testimonianza di Luigi Gedda, che nel 1946 fu incaricato delle operazioni per il ritorno del Sacro Lino a Torino, dopo il ricovero a Montevergine, che era stato disposto per sfuggire ai bombardamenti.

PREMIATI I VINCITORI DEL CONCORSO FOTOGRAFICO SUI BENI ARTISTICI RELIGIOSI DELLA VALSUSA

In occasione dell’evento culturale al Teatro Carignano si è tenuta la premiazione del concorso fotografico dedicato alla valorizzazione dei beni artistici religiosi della Valsusa, bandito dalla Provincia nell'ambito del progetto europeo Thetris, con la media partnership del settimanale diocesano “La Valsusa” e nel quarantennale dell’acquisizione e del recupero dell’Abbazia di Novalesa da parte dell’Ente. I vincitori sono Edoardo Schiari (con una foto dedicata alla Sacra di San Michele, intitolata “La Sentinella del Cielo”), Alessia Siggia (con l’immagine “Tra i rami”, dedicata alla Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso) e Simone Chiecchio (con la foto “Intreccio”, dedicata anch’essa a Sant’Antonio di Ranverso).

 

(15 aprile 2014)