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COME SI ADATTA LA FAUNA SELVATICA AI
CAMBIAMENTI DEL TERRITORIO E DELLE ATTIVITÀ UMANE
I temi dibattuti in un convegno organizzato dalla Provincia di Torino

PRESENTAZIONE

Chiarezza legislativa sulle competenze in materia di gestione della fauna, un monitoraggio più attento sugli incidenti stradali e sui danni alle colture agricole e agli allevamenti provocati da animali selvatici, una maggiore, più corretta e non sensazionalistica informazione ai cittadini sul comportamento degli animali stessi e sul come rapportarsi con loro: sono alcuni dei temi e delle esigenze emersi nel corso del convegno "La fauna negli attuali contesti sociali" che si è tenuto mercoledì 18 aprile al Centro congressi "Torino Incontra" per iniziativa del Servizio Tutela Fauna e Flora della Provincia di Torino.
Gianfranco Righero, dirigente del Servizio Tutela Fauna e Flora, ha ricordato che il Servizio stesso ha effettuato nel 2006 circa 1.700 interventi di salvataggio e recupero di animali feriti e raccolti da cittadini, ma anche di animali intrappolati in abitazioni, magazzini, solai e persino (in un caso riguardante alcuni cinghiali) in sbarramenti idroelettrici. Marco Apollonio, direttore del Dipartimento di Zoologia dell’Università di Sassari, ha illustrato nel dettaglio le modificazioni qualitative e quantitative di alcune popolazioni animali (ungulati, mammiferi carnivori, volatili) indotte negli ultimi decenni dallo spopolamento della montagna e dal mutato uso dei suoli. L’esplosione della popolazione di cinghiali è uno dei fenomeni al centro dell’analisi sull’incidentalità stradale su cui si è soffermata la relazione di Paolo Mussa, docente alla Facoltà di Veterinaria dell’Università di Torino. Stefania Operto, sociologa dell’Università di Genova, ha invece esposto i risultati di un’indagine sulla percezione che i torinesi hanno della fauna selvatica e del rapporto con le attività umane, condotta su di un campione di 800 persone, rappresentativo della popolazione provinciale, confrontato con un campione "mirato" di testimoni qualificati, tra i quali agricoltori, cacciatori e rappresentanti di associazioni ambientaliste. Dall’indagine emerge una diffusa disinformazione del cittadino medio sui temi della salvaguardia della fauna e sulle caratteristiche della fauna stessa, ma anche un forte bisogno di essere maggiormente informati. Elsa Cauvin, presidente del Corso di Laurea in Produzioni animali, Gestione e conservazione della fauna dell’Università di Torino, ha illustrato le figure professionali che l’Ateneo torinese è già oggi in grado di formare e mettere a disposizione degli Enti pubblici. Alberto Perron Cabus, consulente giuridico dell’Unione Province Piemontesi, ha tracciato un quadro delle normative nazionali e regionali in materia di gestione della fauna selvatica, rilevando l’assenza di un quadro legislativo organico, soprattutto per quanto riguarda le competenze dei diversi organi pubblici. Sul tema è tornato l’Assessore Mino Taricco, che ha brevemente illustrato le linee guida della politica di gestione faunistica della Regione Piemonte, ponendo l’accento sulla necessità di varare al più presto un Piano Regionale in materia. Chiudendo i lavori, il Vice-Presidente della Provincia e Assessore all’Agricoltura, Montagna, Tutela della Fauna e della Flora, Sergio Bisacca, ha ricordato che le sempre più repentine modificazioni del clima accelereranno ulteriormente i cambiamenti nella popolazione e nelle abitudini degli animali selvatici. Il tema, ha sottolineato Bisacca, è destinato ad imporsi sempre più all’attenzione dell’opinione pubblica e del mondo politico. "Al problema di stabilire chi fa che cosa e con quali competenze, - ha concluso il Vice-Presidente della Provincia - si sovrappone quindi l’esigenza di costruire consenso intorno a politiche di gestione della fauna condivise da un’opinione pubblica che sia sufficientemente informata. Non basta reperire risorse per rimborsare i danni provocati dagli animali: occorre un approccio multidisciplinare ai problemi ed occorre, soprattutto, che la politica abbia gli strumenti conoscitivi indispensabili per decidere quali sono le priorità da seguire per conciliare la tutela della fauna con gli interessi degli operatori economici".
(Torino, 18 aprile 2007)

Informazioni
Servizio Tutela della Fauna e della Flora
Via Valeggio 5, Torino
Tel. 011 861 3935 - fax 011 861 3973
infofauna@provincia.torino.it

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