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SULLA VETTA DELL'ANTARTIDE SVENTOLA LA BANDIERA ITALIANA
La spedizione degli alpini del Centro di Addestramento di Aosta conquista il Mount Vinson

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Mappa dell'Antartide

L'attacco alla cima del Vinson è scattato la mattina del 5 gennaio ed è stata ultima tappa di un viaggio massacrante tra i ghiacci, al limite delle capacità umane: una decina di ore dopo, in Italia erano circa le 22, i quattro alpinisti partiti da Aosta il 9 dicembre hanno piantato la bandiera tricolore sulla vetta più alta dell'Antartide. Protagonisti dell'impresa Ettore Taufer, Giovanni Amort, Elio Sganga e Marco Farina, quattro "Penne nere", elementi di punta del Centro addestramento alpino di Aosta. L'impresa è costata oltre 200.000 Euro, per due terzi stanziati dall'Esercito e per un terzo da partner privati, dalla Regione autonoma Valle d'Aosta e dalla Provincia di Torino). La spedizione rientrava nel programma delle iniziative per l'Anno Polare Internazionale. Prima di tentare la scalata del Vinson, hanno camminato per trecento chilometri lungo una distesa infinita di ghiaccio, tra raffiche di vento gelato a 200 chilometri, trascinandosi slitte di plastica con dentro 70 chili in viveri e materiali. Trecento chilometri superati in tredici tappe, con temperature che hanno oscillato tra i - 15° ed i - 20°. Per i momenti di riposo la spedizione aveva a disposizione due tendine. La pattuglia di alpini ha passato la notte di venerdì 4 al "campo alto" a quota 3940 metri sul cammino verso la cima del Vinson. Taufer, Amort, Sganga e Farina avevano raggiunto il campo alto dopo avere marciato dalle 10,45 alle 19,30 (ore antartiche). La prima parte dell'ascensione i quattro alpini l'hanno compiuta con gli sci (abbandonati a quota 2800 metri) ma da riutilizzare per accelerare la discesa al campo base. Il via libera all'ultimo assalto è arrivato grazie alle buone condizioni meteo. La scalata è stata accompagnata da una temperatura di - 20°, cielo coperto, assenza di vento e buona visibilità. Ettore Taufer, capo spedizione, ha 46 anni, è trentino, 1° maresciallo del Gruppo alta montagna del CAA (Centro addestramento alpino) di Aosta; è pure trentino Giovanni Amort, 42 anni, anche lui 1° maresciallo; Elio Sganga, 33 anni, lombardo, guida alpina militare(Uiagm), esperto militare neve e valanghe; unico valdostano è Marco Farina, 24 anni, caporale, istruttore militare scelto di alpinismo. La missione aveva anche scopi scientifici: ogni giorno sono stati trasmessi i dati meteo alla base permanente di Patriot Hills, dove i computer hanno elaborato le informazioni necessarie per studiare le variazioni del clima in questo angolo remoto del pianeta. Gli alpini hanno anche "testato" se stessi in condizioni estreme: l'alimentazione, i problemi di respirazioni con temperature di 20 gradi sotto lo zero (per questo avevano speciali maschere dotate di "proboscide" un tubicino infilato sotto le giacche a vento per aspirare aria tiepida). La spedizione era partita da Aosta il 9 dicembre, aveva raggiunto Punta Arenas (Cile) l'11 dicembre. Qui le pessime condizioni atmosferiche avevano costretto i quattro alpini a sostare fino al 19 dicembre, giorno in cui avevano potuto raggiunto la base permanente di in Antartide.

Da Patriot Hills i quattro alpini erano partiti il 20 dicembre, per la lunga marcia per raggiungere al campo base da cui partono le scalate al Vinson. La spedizione ha trascorso la notte di Natale in mezzo ai ghiacci, in tenda, ad una tappa dal campo base, in compagnia di un ramo di abete valdostano a fare da alberello natalizio. Il Capodanno è stato festeggiato al Campo, struttura fissa che ha permesso ai quattro alpini di consumare un pasto caldo, di dormire in modo più confortevole e scambiare quattro chiacchiere con alcuni alpinisti norvegesi, fiaccati dall'impresa e pronti a tornare a Patriot Hills in aereo senza tentare la scalata al Vinson.

Il Mount Vinson

Il monte Vinson prende il nome da un deputato americano della Georgia ed è alto 4897 metri. Il massiccio si solleva dal Nimitz Glacier, comprende creste di rocce nere e pareti di oltre 3000 metri di altezza e occupa una superficie di 21 per 13 chilometri. Il Massiccio ha un grande altopiano sul quale svetta il Monte Vinson cui fanno corona altre cime interessanti dal punto di vista alpinistico quali il Monte Eppley, il Monte Tyree e il Monte Shinn. Il Vinson è la montagna più alta dell'Antartide ed è una delle sette vette più alte del mondo (in una classifica per continente) in compagnia di Everest (Asia), Elbrus (Europa), Mc Kinley (America del Nord), Aconcagua (America del sud), Kilimanjaro (Africa) e Piramide Karstens (Oceania). Il monte Vinson è stato scalato la prima volta nel dicembre 1966 da un gruppo del Club alpino americano e della National Science Foundation. Sul Vinson sono saliti finora pochissimi italiani, ma nessuno era arrivato alla scalata dopo una marcia di 300 chilometri come la pattuglia del Centro addestramento.

(7 gennaio 2008)

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