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Questa rubrica è dedicata ai piccoli Comuni che, sul totale dei 315 del territorio della provincia di Torino, rappresentano la maggioranza (al 31.12.2004 i Comuni con meno di 5000 residenti erano 254 di cui 119 con meno di 1000 abitanti): molti hanno piccole borgate appoggiate su un territorio di montagna, alcuni sono più conosciuti e altri meno, tutti sono ricchi di storia, tradizioni, cultura e bellezze naturali.

La rubrica è anche pubblicata su Cronache da Palazzo Cisterna.


Valprato Soana


Largo a Valprato Soana!
Dopo Moncenisio, Ingria, Massello, Salza di Pinerolo, Ribordone, Meugliano e Balme, nella classifica dei piccoli si affaccia il comune di Valprato Soana. I 126 residenti anagrafici, ridotti a una sessantina effettivi - su un territorio di 72,98 chilometri quadrati sopra i 1100 metri di altitudine - diventano 2/3000 nel periodo delle vacanze. È il gioco del moltiplicarsi secondo le stagioni, in un luogo dal quale si è fuggiti per cercare lavoro in Francia o in Svizzera e al quale si ritorna perché non lo si è mai lasciato con il cuore. Dove si è conservata la casa dei vecchi, e ci si torna, dopo aver lavorato a sistemarla per accogliere figli e i nipoti, per godere della "valle sana" e delle sue bellezze.
Il capoluogo di Valprato Soana si trova in una verde conca nel punto di convergenza delle valli di Campiglia e di Piamprato, le più grandi delle 14 frazioni che compongono il comune, insieme a Andorina, Chiesale, Cugnone, Pianetto, Chiaretto, Balme…
Le origini di Valprato risalgono ai tempi dei romani, che nella "Vallis Soprana" cercavano i metalli per farne armi e suppellettili, metalli che furono ricercati nel tempo anche dai saraceni e dagli zingari che si insediarono nella valle. Più tardi la valle visse le vicende dei feudi e dei signori che la occuparono o che alla valle chiesero tributi come gli Arduino, e i Savoia. Gli abitanti da sempre furono fabbri, calderai e vetrai (quanti emigrarono a Parigi!): oggi nella piazza di Piamprato si trova il monumento ai "Magnin" a ricordo dei tanti stagnini e ramai che qui vissero o da qui partirono per cercare fortuna. Intensa la religiosità che si sviluppò nella zona a partire dall'anno 1000, quando il martire Tebano San Besso fu fatto precipitare dal monte Fautenio, sopra Campiglia. Sul luogo, a 2.019 metri, ai piedi di una rupe forse oggetto di culto già nell'epoca precristina, fu edificato il santuario in onore del Santo, onorato ancora oggi dai pellegrini provenienti anche dalla vicina Valle d'Aosta, dalla Francia e dalla Svizzera.
Gli alpinisti trovano nel territorio di Valprato le palestre di roccia, le cascate di ghiaccio, le ascensioni sui monti Rosa dei Banchi e Monte Marzo, le cime del Gran Paradiso. Per i meno arditi ci sono le passeggiate della Gta e della strada reale di caccia, le escursioni al Colle della Borra, al Colle Larissa, al Lago Santanel o la visita al Parco nazionale del Gran Paradiso (Campiglia è tutta all'interno del parco). In inverno si può praticare lo sci, di fondo e di discesa, oltre allo sci alpinismo e al pattinaggio su ghiaccio. L'accoglienza è affidata a un agriturismo, una locanda, due ristoranti, tre bar e presto a un albergo. La pro loco e le associazioni culturali promuovono il "parlar da nosautri" di derivazione franco provenzale, i costumi tipici, le origini, le feste della tradizione, la bellezza dei luoghi. I valsoanesi attuali, quelli che tornano e i turisti, sono concordi nel dichiarare che questa piccola valle è un angolo di Paradiso.

www.vallesoana.it/ComValprato.html

Foto: concesse dal Comune di Valprato Soana e di Liliane Recrosio tratte dal volume "Passeggiata in Val Soana".

Curiosità: Gli abitanti della frazione di Chiesale, nota per le storie di streghe e stregoni, sono chiamati "i matti".

Valprato Soana
Azaria
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Valprato Soana
Campiglia strada reale di caccia
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Valprato Soana
Piamprato
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