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Forte di Fenestrelle
Monumento Simbolo della Provincia di Torino

LA PROVINCIA DI TORINO PORTA FENESTRELLE NELLA RETE EUROPEA "FORTE CULTURA"

Venerdi 22 maggio, nell’Aula Magna della Facoltà di Ingegneria dell’Autoveicolo, al Lingotto, si sono confrontate le diverse esperienze europee nella valorizzazione dei forti militari

Facendo tesoro dell’esperienza accumulata grazie al concorso internazionale di idee “Il Drago e la Montagna” per il recupero e la valorizzazione del Forte di Fenestrelle, la Provincia di Torino intende partecipare al progetto europeo “Forte Cultura”. L’approccio scientifico seguito per l’indizione del bando del concorso “Il Drago e la Montagna) è stato uno degli argomenti al centro del convegno “La Virtù dei Forti” che si è tenuto venerdi 22 maggio nell’Aula Magna della Facoltà di Ingegneria dell’Autoveicolo al Lingotto, per iniziativa della Provincia e della Fondazione dell’Ordine degli Architetti di Torino, con il contributo di Marco Polo System Geie. Ai lavori hanno partecipato i rappresentanti e gli esperti di progetti nazionali (Trento, Lombardia, Valle d’Aosta, Veneto) e internazionali (Germania, Francia, Ungheria, Olanda), i rappresentanti istituzionali, gli esperti e i vincitori del concorso internazionale di idee “Il Drago e la Montagna”.

Il progetto “Forte Cultura” delinea una vera e propria rete di partner appartenenti a numerosi Paesi del Vecchio Continente (dal mar Baltico all’Adriatico), i quali lavorano congiuntamente per promuovere la competitività e l’attrattività delle città e delle regioni caratterizzate dalla presenza di strutture fortificate. La condivisione dei progetti permette ai partner di approfondire la riflessione culturale comune sulla funzione dell’architettura militare nella storia dei territori e dei centri urbani, accedere ai finanziamenti comunitari “Interreg”, scambiare esperienze e buone prassi, sia sul versante scientifico, sia su quello del marketing territoriale.

L’adesione della Provincia a “Forte Cultura” è una delle logiche conseguenze del Protocollo d’intesa tra le Province di Venezia e di Torino per la valorizzazione dei forti militari presenti nei rispettivi territori (siglato il 25 marzo scorso) e dell’interesse suscitato a livello internazionale dal concorso sul Forte di Fenestrelle. A nome del gruppo di professionisti che hanno redatto il progetto “Finis Terrae-Pons Terris”, vincitore del concorso, l’architetto Fiorenzo Meneghelli ha illustrato le soluzioni che saranno adottate per il recupero e la valorizzazione della Ridotta Carlo Alberto, edificio che fungerà da porta di accesso per i turisti in visita al complesso di Fenestrelle. Inquadrando il Forte nel contesto storico e paesaggistico in cui venne realizzato, Meneghelli ha sottolineato come la valorizzazione del complesso che sorge in Val Chisone non può prescindere da esperienze che in altri contesti europei sono state realizzate con successo, grazie allo strumento del concorso di progettazione, non a caso adottato dalla Provincia e dall’Ordine degli Architetti sfruttando appieno l’occasione creata dal Congresso Mondiale degli Architetti del 2008.

Il Forte di Fenestrelle, la più grande fortezza alpina d'Europa, è un complesso fortificato imponente di oltre un milione di metri quadrati, situato in Val Chisone a confine con Val Germanasca, che sono state per molti anni linee di frontiera. Unico in Europa a essere completamente attraversato da una scala coperta di 4000 gradini, congiunge i forti San Carlo, Tre Denti e Delle Valli, includendo al suo interno le polveriere, le ridotte e le cannoniere. Il Forte, dopo anni di incuria, è stato riaperto al pubblico all'inizio degli anni novanta e dal 2002 l'Associazione Progetto San Carlo Onlus ha ottenuto dal Demanio la concessione del Forte e ha realizzato, in collaborazione con la Provincia di Torino, le opere per la messa in sicurezza dei luoghi e il recupero di tutta la struttura. Il Forte, ideato nel XVII secolo per dividere l’Italia dalla Francia e difendere il Piemonte sabaudo dall’ingombrante vicino transalpino, oggi può assolvere ad una funzione in un certo senso opposta: unire il Nord-Ovest e il Nord-Est d’Italia nella valorizzazione architettonica e turistica delle fortezze militari. Se, a livello locale, il Forte di Fenestrelle insiste su un territorio dove i collegamenti tra la Val Chisone e le altre valli sono caratterizzati dai rapporti strategico-militari con la valle di Susa e da quelli culturali-religiosi con le Valli Valdesi, la cooperazione transfrontaliera tra le regioni francesi e quelle italiane ha nel progetto “Sentinelle delle Alpi” l’elemento più significativo da integrare nella rete europea delle fortezze. La fortunata posizione geografica del Forte di Fenestrelle lo colloca poi in un contesto europeo dove potrebbe assumere un ruolo cardine proprio in quella rete dei forti, intesi come presidi culturali, che collega le Ardenne alle Alpi e l’Atlantico al Mediterraneo.

(22 maggio 2009)


Il 22 maggio a Torino un seminario internazionale su "La virtù dei forti"

Venerdì 22 maggio la Fondazione dell'Ordine degli Architetti di Torino, in collaborazione con la Provincia di Torino e con il contributo di Marco Polo System Geie, organizza un seminario aperto al pubblico di confronto internazionale sulle metodologie e le strategie da adottare per la valorizzazione dei forti militari storici.
I lavori si apriranno alle 9,30 nell'Aula Magna della Facoltà di Ingegneria dell'Autoveicolo al Lingotto e si concluderanno nel pomeriggio. L'esperienza del concorso internazionale di idee "Il Drago e la Montagna" per il recupero e la valorizzazione del Forte di Fenestrelle (vinto dal gruppo guidato dall'architetto João Antonio Ribeiro Ferreira Nunes con gli architetti Fiorenzo Meneghelli, Andrea Menegotto e Marco Carretta e che la Provincia e l'Ordine degli Architetti di Torino avevano lanciato in occasione del Congresso Mondiale degli Architetti 2008, chiedendo agli architetti di individuare strategie di intervento su tutto il Forte, di immaginare una possibile destinazione d'uso agli immensi spazi di cui la fortezza dispone e di ipotizzare il recupero e la valorizzazione della Ridotta Carlo Alberto come porta di accesso per i turisti in visita al complesso) ha convinto dell'opportunità di inserire il Forte in un contesto europeo di buone pratiche, dove il concorso di progettazione è prassi per il recupero dei forti militari.
Il Forte di Fenestrelle, la più grande fortezza alpina d'Europa, è un complesso fortificato imponente di oltre un milione di metri quadrati, situato in Val Chisone a confine con Val Germanasca, che sono state per molti anni linee di frontiera. Unico in Europa a essere completamente attraversato da una scala coperta di 4000 gradini, congiunge i forti San Carlo, Tre Denti e Delle Valli, includendo al suo interno le polveriere, le ridotte e le cannoniere.
Il Forte, dopo anni di incuria, è stato riaperto al pubblico all'inizio degli anni novanta e dal 2002 l'Associazione Progetto San Carlo Onlus ha ottenuto dal Demanio la concessione del Forte e ha realizzato, in collaborazione con la Provincia di Torino, le opere per la messa in sicurezza dei luoghi e il recupero di tutta la struttura.
Il Forte, ideato nel XVII secolo per dividere l'Italia dalla Francia e difendere il Piemonte sabaudo dall'ingombrante vicino transalpino, oggi potrebbe assolvere ad una funzione in un certo senso opposta: unire il Nord-Ovest e il Nord-Est d'Italia nella valorizzazione architettonica e turistica delle fortezze militari.
Il Protocollo d'intesa tra le Province di Venezia e di Torino per la valorizzazione dei forti militari presenti nei rispettivi territori, siglato il 25 marzo scorso, scaturisce infatti dall'interesse suscitato a livello internazionale dal concorso sul Forte di Fenestrelle e dall'approccio scientifico seguito per l'indizione del bando di concorso, che potrebbe costituire un metodo innovativo per definire strategie di intervento sul patrimonio delle fortificazioni, configurandosi come un vero processo di "governance" del territorio.
Di qui l'idea della Provincia di Torino di partecipare al progetto "Forte Cultura", che si prefigge di promuovere la competitività e l'attrattività delle città e delle regioni caratterizzate dalla presenza di strutture fortificate dal Mar Baltico al Mar Adriatico.
Su scala europea da alcuni anni è ormai avviato un importante processo di dismissione di strutture militari.
La quantità e la qualità di queste strutture, il loro valore storico, architettonico e (in alcuni casi) anche ambientale o paesaggistico stanno spingendo numerose amministrazioni locali ad occuparsene o ad incaricarsi del loro recupero.
L'obiettivo del seminario è quindi anche quello di far conoscere al pubblico e di rafforzare, tra gli addetti ai lavori, le reti di partenariato italiane ed europee che operano per la valorizzazione architettonica e ambientale, turistica e culturale dei forti militari e di condividere azioni e metodi per la valorizzazione del patrimonio fortificato, anche attraverso programmi di sviluppo integrati, esperienze e progetti di interesse europeo.
Se, a livello locale, il Forte di Fenestrelle insiste su un territorio dove i collegamenti tra la Val Chisone e le altre valli sono caratterizzati dai rapporti strategico-militari con la valle di Susa e da quelli culturali-religiosi con le Valli Valdesi, la cooperazione transfrontaliera tra le regioni francesi e quelle italiane ha nel progetto "Sentinelle delle Alpi" l'elemento più significativo da integrare nella rete europea delle fortezze.
La fortunata posizione geografica del Forte di Fenestrelle lo colloca poi in un contesto europeo dove potrebbe assumere un ruolo cardine proprio in quella rete dei forti, intesi come presidi culturali, che collega le Ardenne alle Alpi e l'Atlantico al Mediterraneo. Partecipano al seminario "La virtù dei Forti" i rappresentanti e gli esperti di progetti nazionali (Trento, Udine, Lombardia, Valle d'Aosta, Veneto) e internazionali (Germania, Francia, Ungheria, Olanda) e i rappresentanti istituzionali, gli esperti e i vincitori del concorso internazionale di idee "Il Drago e la Montagna".

I NUMERI DEL FORTE DI FENESTRELLE
  • 122 gli anni di lavoro impiegati per costruirlo
  • 4000 gradini
  • 635 metri di dislivello
  • 1.300.000 metri quadrati di superficie
  • 7 ridotte
  • 14 ponti di collegamento
  • 28 risalti
  • nomination al World Monuments Fund's 2008 Watch List of 100 Most Endangered Sites

Per informazioni
Ufficio stampa Fondazione OAT, via Giolitti 1, 10123 Torino, telefono 011-5360513/4, e-mail press.fondazione.oato@awn.it

(21 maggio 2009)

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