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SALUTE E SICUREZZA STRADALE | ![]() |
Nel 2006, in incidenti avvenuti sulle strade della provincia di Torino sono morte 136 persone e 10.815 sono rimaste ferite, con un costo sociale (spesa sanitaria, risarcimento morale del danno, mancata produzione) di oltre 440 milioni di euro; nel 2005 i morti erano stati 163 e i feriti 11.052. È quanto emerso venerdì 18 maggio nel corso della seconda Assemblea Plenaria della Conferenza provinciale sulla salute, organizzata dalla Provincia di Torino presso il Centro Congressi Torino Incontra, a cui hanno preso parte il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta, gli assessori alla solidarietà sociale Eleonora Artesio, ai trasporti Franco Campia, alla viabilità Giovanni Ossola, insieme ad esperti di epidemiologia, trasporti e sicurezza stradale.
Dai dati raccolti ed elaborati dall'Osservatorio provinciale sull'incidentalità, risulta che gli incidenti con morti e feriti sono stati 7.121 (7.407 nel 2005), per lo più causati da mancato rispetto dei segnali, eccesso di velocità, guida distratta, svolta irregolare, insufficiente distanza di sicurezza, mancata precedenza al pedone.
Gli incidenti mortali hanno coinvolto veicoli guidati per l'80% da uomini e per il 9% da donne, per quelli con sole lesioni la percentuale è stata rispettivamente il 68 e il 21; il restante 11% non è stato rilevato. Trenta degli 887 pedoni investiti sono morti e 735 sono rimasti feriti gravemente; tra i 369 ciclisti, 5 sono stati i morti e 241 i feriti gravi. Un incidente su cinque ha riguardato motociclisti, con 1.628 coinvolti, 28 morti e 1.199 feriti gravi. I comuni in cui si sono registrati più di 50 incidenti con lesioni sono risultati 22, con Torino a detenere il non invidiabile primato di 6.679 persone ferite o morte, seguita da Rivoli (306), Moncalieri (264) e Settimo (240).
La Provincia di Torino è da tempo impegnata in iniziative per porre rimedio a una situazione considerata molto preoccupante, anche se migliore rispetto alla media piemontese e nazionale. Sono in programma interventi per mettere in sicurezza numerosi tratti di strada e limitare gli incidenti, ma anche studi e ricerche per far sì che essi risultino mirati e subito efficaci, evitando lo spreco di risorse. A questo scopo occorre infatti avere dati completi e attendibili su quanti incidenti avvengono sulle singole strade, sulla loro localizzazione, sulle cause e su quante auto le percorrano e a quale velocità. Molti progetti sperimentali sono già stati avviati ed è stato recentemente sviluppato uno studio per individuare i ‘punti neri' in cui posizionare gli autovelox.
La Provincia ha inoltre intenzione di dotarsi di un ufficio del traffico e della sicurezza stradale, nel quale raggruppare i già esistenti Osservatorio del traffico (per rilevare flussi e velocità) e Osservatorio dell'incidentalità (al quale, con apposito software le polizie municipali e le stazioni dei carabinieri comunicano in modo esatto dove e quando avvengono gli incidenti) e nuovi strumenti operativi. Sono, tra l'altro, previsti un Gruppo di analisi per capire le cause degli incidenti, raccogliere informazioni tecniche e suggerire soluzioni, e un Catasto delle strade.
"L' iniziativa viene compresa e presentata nella Conferenza provinciale sulla Salute perchè occorre avere la consapevolezza che la salvaguardia della salute inizia dalle politiche di prevenzione, non solo in quelle sanitarie. E considerato che gli incidenti stradali rappresentano un fattore di rischio elevato, la salvaguardia deve passare anche attraverso buone politiche di sicurezza nell'ambito della mobilità” ha spiegato l'assessore provinciale Eleonora Artesio “Per avviare una strategia di prevenzione, occorre sia analizzare attentamente le cause ambientali, come.organizzazione del territorio, interventi strutturali, la collocazione dei dissuasori, sia insistere sull'educazione a comportamenti e stili di vita corretti, sinao essi guidatori o pedoni.
(18 maggio 2007).
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