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Il lavoro ripartito (chiamato anche job-sharing) è uno speciale contratto di lavoro mediante il quale due lavoratori assumono insieme l'adempimento di un’unica e identica obbligazione lavorativa.
Spetta ai due lavoratori gestirsi l’orario e la ripartizione del lavoro, dividersi le mansioni o sostituirsi tra di loro.
Ogni lavoratore è personalmente e direttamente responsabile dell'adempimento della intera obbligazione lavorativa e quindi se uno dei due non può eseguire la prestazione questa deve essere soddisfatta dall’altro.
Tipi di contratto
Il rapporto di lavoro a tempo determinato o indeterminato.
Dimissioni e licenziamento
In caso di dimissioni o licenziamento di uno dei due lavoratori, il rapporto si estingue anche nei confronti dell'altro.
Il datore di lavoro può tuttavia chiedere all'altro di trasformare il rapporto in un contratto di lavoro subordinato ordinario.
Forma scritta
Il contratto di lavoro deve avere la forma scritta e contenere i seguenti elementi:
Trattamento economico e normativo
Il trattamento economico e normativo dei lavoratori e' proporzionato alla prestazione lavorativa effettivamente eseguita.
Il lavoratore deve ricevere, per i periodi lavorati, un trattamento economico e normativo complessivamente paritario rispetto all’altro lavoratore.
Ai fini previdenziali e assistenziali i lavoratori valgono le regole dei lavoratori a tempo parziale ma il calcolo delle prestazioni e dei contributi dovrà essere effettuato mese per mese, salvo conguaglio in relazione all'effettivo svolgimento della prestazione lavorativa.
Si può applicare a tutti i lavoratori e datori di lavoro, ad eccezione della pubblica amministrazione.
La regolamentazione del lavoro ripartito deve essere contenuta nei contratti collettivi.
In generale valgono le stesse regole del lavoro subordinato in quanto compatibile.
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Ultimo aggiornamento: 03/05/2007